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Joker: il teaser trailer del film con Joaquin Phoenix analizzato scena per scena

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Vederlo, questo primo video del film di Todd Phillips, l'avete visto tutti. Ma l'avete guardato davvero con attenzione?

Joker: il teaser trailer del film con Joaquin Phoenix analizzato scena per scena

Vederlo, il primo teaser trailer di Joker, il film con Joaquin Phoenix diretto da Todd Phillips che debutterà al cinema il 3 ottobre 2019, l'avrete visto tutti. Ma l'avete guardato davvero bene? Ne avete colti tutti i dettagli?
Noi ci abbiamo provato per voi, ed ecco una descrizione precisa di quello che avviene accompagnata da alcuni fermo immagine significativi.

All'inizio del trailer il solito drone ci mostra lo skyline di Gotham City. Siamo nel 1981 (questo il trailer non lo dice, ma lo sappiamo dalle prime note ufficiali sul film."
Una donna chiede: "Arthur, ti aiuterebbe parlare con qualcuno?"
Arthur è Arthur Fleck, ovvero il futuro Joker, interpretato da Phoenix.
La donna indossa un cartellino che la indica come una dipendente del ministero della salute, un'assistente sociale: presuminilmente si tratta di una specialista che ha in cura Arthur, che quindi ha dei problemi.
Lui, per tutta risposta, vira l'espressione assorta in un sorriso apparentemente innocente e un po' inquietante.

Vediamo poi Arthur camminare per strada, da dietro, tra le immondizie, con un'andatura curva e stortignaccola, e salire una lunga scalinata.
"Mia mamma mi diceva sempre di sorridere e di mettere una faccia felice," dice Arthur in voce off, e le immagini lo mostrano mentre fa il bagno a una madre che presumiamo essere malata.
Al sorriso di Arthur mentre si prende cura della donna seguono immagini che ne mostrano la magrezza, la solitudine e il tormento.

"Mi diceva che ho uno scopo," continua Arthur in voce off, mentre scrive su un quadernino.
In testa alla pagina c'è scritto "Barzellette", ma dopo due o tre di queste, Arthur ha scritto: "La cosa peggiore di avere una malattia mentale è che la gente si aspetta tu ti comporti come se non l'avessi."

Torniamo in strada. Davanti a un cinema a luci rosse e a un hotel di quarta categoria, Arthur, vestito da clown, fa roteare un cartello su cui c'è scritto: TUTTO DEVE ANDARE. La voce off prosegue: "Portare risate e gioia nel mondo." Ma dei ragazzini rubano il cartello dalle mani di Arthur, che corre loro dietro, e li insegue fino a un vicolo dove viene picchiato e lasciato a terra.

"Riguarda solo me, o stanno tutti impazzendo?", si chiede Arthur. Dopo un'inquadratura che mostra un grosso livido sulla spalla destra di Arthur parte "Smile" nella versione cantata da Jimmy Durante ("Smile though your heart is aching / Smile even though it's breaking"), e nelle immagini lo vediamo ballare con la madre e prendere un caffè in un diner con una ragazza che gli sorride (è Zazie Beetz, nel ruolo di una mamma single di cui Arthur è innamorato) e a cui sorride.

Subito dopo, vediamo Arthur arrivare a piedi all'Arkam State Hospital, e in ascensore, cupo, al fianco di un uomo legato su una barella e in preda a una crisi di nervi.

Arthur poi parla, attraverso una grata, con un infermiere dell'ospedale, che lo guarda con aria grave. "Che c'è?", chiede Arthur. Che sia morta la madre? Che abbiano chiesto il ricovero di Arthur, visto che nei fumetti di Batman l'Arkam è il manicomio di Gotham?

Veniamo poi trasportati all'interno di un locale dove si sta esibendo uno stand up comedian, Arthur tra il pubblico, inquadrato in primo piano, ride in maniera scomposta e disturbante.

Subito dopo Arthur è in un grande camerino, di fronte a uno specchio, si sta truccando da clown. Si infila gli indici ai lati della bocca per provocare un sorriso artificale, mentre una lacrima scende sotto l'occhio destro, facendo colare il trucco blu.

Stacco, siamo in metropolitana. Arthur vestito e truccato da clown ride istericamente. Tre ragazzotti incravattati lo guardano stralunati e poi iniziano a dargli fastidio: "Che c'è da ridere?" chiede uno di loro, prima di cominciare a picchiarlo selvaggiamente, dandogli del mostro e ridendo a sua volta di lui.

Le note di "Smile" si fanno ancora più enfatiche, Arthur corre freneticamente dentro una galleria e poi, ancora truccato, balla stralunato in casa davanti a uno specchio. Qualcuno in voce off dice "Gotham si è persa".

Improvvisamente ci troviamo all'esterno della Wayne Hall, dei manifesti ci dicono che all'interno viene proiettato Tempi moderni di Charlie Chaplin; all'esterno una folla che protesta, qualcuno alza cartelli che raffigurano un clown.

"Che razza di vigliacco può fare questo a sangue freddo", continua la voce, mentre Arthur viene gettato già dalle scale della Wayne Hall, si vede una pistola e lui ballare a torso nudo in casa. "Uno che si nasconde dietro una maschera" continua la voce, che vediamo provenire da un televisore.
Sarà il commissario Gordon? Il sindaco di Gotham?

Agenti di polizia attraversano, pistola alla mano, un vagone della metropolitana pieno, molte persone indossano una maschera da clown, poi vediamo Arthur allontanarsi tra la folla con un completto rosso, la sua andatura non è più quella dell'inizio, è scanzonata e spavalda, qualcosa è cambiato.
Lo vediamo gettare una maschera da clown nel cestino.

Vediamo Arthur senza trucco ma con un naso da clown sbucare da dietro un muro, e poi far sorridere un bambino con le dita, come lui aveva fatto con sé stesso prima, attraverso le sbarre di un cancello. Poi è in primo piano nel corso di una esibizione di stand up comedy, poi balla scomposto in casa, e poi sbatte con forza la testa contro uno specchio, frantumandolo, col trucco da clown in volto: nel mentre la sua voce off dice: "Ho sempre pensato alla mia vita come a una tragedia".

Arthur è stravaccato a fumare una sigaretta in un camerino, con l'abito vermiglio di prima, Robert De Niro davanti a un sipario rotea per una presentazione, e dietro quel sipario sempre Arthur, di spalle, ballare disinvolto mentre si apre.

"Adesso vedo che è una commedia," dice Arthur, mentre nelle immagini la polizia cerca di arginare la folla della dimostrazione alla Wayne Hall, Arthur corre nel corridoio di un ospedale per sfuggire a qualcuno, poi viene investito da un taxi ed è davati allo specchio per tingersi i capelli di verde.

La trasformazione di Arthur nel Joker è completa, la musica trionfale. Lui attraversa un corridoio con un mazzo di fiori in mano, balla sulla scala che saliva con fatica all'inizio del trailer con movenze che ci ricordano tantissimo quelle di Heath Ledger nel Cavaliere Oscuro.
"If you just smile", chiude Jimmy Durante,  mentre il Joker si presenta di fronte a noi nella sua versione definitiva.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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