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Joker: come si veste un clown dolente e folle

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Il costumista Mark Bridges spiega l'origine degli abiti di Arthur, del suo outfit da clown e del vestito rosso scuro delle scene conclusive.

Joker: come si veste un clown dolente e folle

Joker è partito alla grande nelle sale e il merito è della performance di Joaquin Phoenix, che secondo noi meriterebbe il suo primo Oscar, della regia di Todd Phillips, della rappresentazione del mondo in realtà odierno devastato da una violenza insensata, della splendida colonna sonora di cui ci parla un articolo della nostra Daniela Catelli, della ricostruzione di Gotham City e… dei costumi. Se il clown dalla risata isterica e compulsiva non avesse quell'abito rosso scuro, quella parrucca da clown verde e quei vestiti ampi e disordinati, probabilmente non avrebbe lo stesso appeal, o meglio non sarebbe assurto in un battibaleno a figura iconica, a mito cinematografico, non sarebbe insomma quel villain contrastato e complesso che ha incantato la giuria dell'ultimo Festival di Venezia, convincendola a premiare il film con il Leone d'Oro.

L'incarico di vestire Arthur Fleck è stato affidato da Todd Phillips a Mark Bridges, che aveva già vestito Phoenix in The Master e Vizio di forma. Come Joker, i due film di Paul Thomas Anderson erano ambientati in altre epoche: gli anni '50 e gli anni '70, e quindi il lavoro è stato complesso e preceduto da meticolose ricerche. Bridges ha iniziato le prove costumi sei mesi prima delle riprese, periodo in cui Phoenix, per esigenze di copione, continuava a perdere peso, il che ha comportato aggiustamenti continui. Inoltre Phillips aveva le idee piuttosto chiare sul look da dare al personaggio principale del suo cinecomic sui generis, e guai a contraddirlo. Il costumista si è lanciato innanzitutto nello studio degli anni '80. "Per essere fedeli al 1981" - ha raccontato - "bisognava utilizzare una certa gamma di tonalità e di combinazioni di colori disponibili nei negozi di allora. Abbiamo usato molto blu, marrone, malva, grigio, navy, kaki e ci siamo allontanati dall'arancione bruciato e dai verdi degli anni '70".

Quando non è Joker, Arthur ha un abbigliamento molto dimesso, certamente non alla moda. "Punta più alla praticità che allo stile" - ha spiegato ancora Bridges. "Veste capi comodi, e si vede che li ha da molto tempo, inoltre ha un vago aspetto infantile, alternato alle sembianze di una persona anziana".

Nella scena di apertura del film vediamo Arthur al lavoro che indossa un costume che probabilmente lui stesso ha ideato: quello di un pagliaccio. Per questa e per altre sequenze il costumista ha lavorato sulla silhouette del personaggio ricordando che alcuni suoi movimenti erano ispirati alle mosse di Charlie Chaplin e ha tenuto conto del fatto che Arthur potesse aver realizzato il costume in maniera molto improvvisata. Nonostante questa "amatorialità" Bridges ha dotato Arthur di un cappello molto trendy: "Una mia vanità personale è la piccola bombetta che il personaggio indossa, perché l'ho sempre amata sui pagliacci". Phoenix, naturalmente, ha avuto anche le tradizionali scarpe da clown, con le quali ha dovuto più volte correre, rischiando di inciampare e di rompersi l'osso del collo.

E veniamo al costume di Joker, quello che il personaggio indossa nel poster del film e nelle scene conclusive. Bridges ci informa che nella sceneggiatura era descritto come "un completo ruggine che Arthur possedeva da molti anni". Ciò significava che l'outfit doveva essere, per così dire, connaturato con il personaggio e doveva essere un "riassemblaggio" di capi indossati prima da Arthur: "Sono partito dall'inizio, dal comedy club, per arrivare al risultato finale. Quando con Joaquin abbiamo fatto gli ultimi ritocchi per il completo, con la camicia giusta e il gilet giusto, ci siamo trovati a contemplare un abito che rispecchiava in pieno gli anni '70, ma con una linea leggermente più lunga della giacca".

Anche il trucco ha la sua importanza in Joker perché, per una buona parte del film, Arthur è truccato da clown. Il suo ultimo look da Joker è stato progettato da Phillips e Phoenix come una versione esagerata del normale maquillage di Arthur ed è stato eseguito alla perfezione dalla capo reparto trucco Nicki Lederman, che con la sua squadra ha creato una tonalità unica per le lacrime di Arthur tratta dai vari pigmenti che aveva in mano, soprannominandola "blu antico".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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