Joaquin Phoenix è John Callahan in Don't Worry: un attore iconoclasta per un personaggio iconoclasta

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Joaquin Phoenix è John Callahan in Don't Worry: un attore iconoclasta per un personaggio iconoclasta

Per interpretare il ruolo di un personaggio fuori da ogni schema, anarchico e iconoclasta come il fumettista John Callahan, il protagonista di Don’t Worry, Gus Van Sant non poteva trovare interprete migliore di uno degli attori più incasellabili, iconoclasti e talentuosi di tutto il cinema americano e mondiale: Joaquin Phoenix.
Phoenix - che proprio con Van Sant ottenne il primo ruolo di un certo rilievo quando, nel 1995, interpretò in Da morire il ruolo del liceale convinto dalla sua diabolica insegnante a dargli una mano a far fuori suo marito - ha infatti abituato il pubblico a comportamenti anticonvenzionali e provocatori dentro e fuori dal set; e questo anche da prima che realizzasse con Casey Affleck il bellissimo mockumentary I’m Still Here, in cui si racconta di quei due anni di follie in cui l’attore si fece notare per una lunga serie di comportamenti assai bizzarri e per la sbandierata intenzione di lasciare il cinema per diventare un rapper.
In un certo senso, molte delle più recenti interpretazioni dell’attore - da quella in Two Lovers fino a quella di Vizio di forma, passando per The Master, Her, Irrational Man e perfino A Beautiful Day - sembrano in qualche modo propedeutiche, o comunque coerenti, col ritratto di Callahan fatto in Don’t Worry.  

Un ritratto, quello di Callahan, che con intelligenza Joaquin Phoenix non ha voluto fotografico, o copiativo, pur impegnandosi in un intenso lavoro di studio e documentazione.
Attore molto attento ai dettagli, Phoenix ha studiato approfonditamente sia il copione del film che l’autobiografia di Callahan dalla quale è stato tratto: “Rileggeva sempre la parte del libro inerente alla scena che dovevamo girare prima che battessi il ciak,” racconta Gus Van Sant, “ma il suo obiettivo non è mai stato quello di fare un’imitazione di Callahan: Joaquin voleva trovare la sua voce personale, più che impersonare John. Perciò, ha creato la sua versione personale di questo personaggio.”
Questo non la comunque fermato dallo studiare i filmati girati da Van Sant a casa del vignettista, un episodio del 1993 di “60 Minutes” e il documentario olandese del 2007 su Callahan, Touch Me Someplace I Can Feel, o dal trascorrere del tempo nella struttura dove Callahan venne curato dopo l’incidente che lo fece finire sulla sedia a rotelle, parlando coi pazienti e con il personale medico, o dall’imparare a guidare la sedia a rotelle elettrica che vediamo in Don’t Worry.

In questi tempi un po’ folli e squinternati, non sono mancate negli Stati Uniti alcune polemiche sulla scelta di far interpretare a un attore “abile” come Joaquin Phoenix il ruolo di un disabile.
A queste pretestuose e folli polemiche ha risposto Tom Callahan, fratello minore di John, che ha seguito la lavorazione del film e spesso si trovava sul set. “Credo che John sarebbe stato molto felice della scelta di Joaquin”, ha assicurato. “Abbiamo letto alcuni articoli online che criticavano il fatto che Gus non avesse scelto qualcuno che fosse veramente su una sedia a rotelle, ma sono certo che John non sarebbe stato d’accordo. Perché la storia di Don’t Worry non ruota solamente attorno alla sua disabilità. Parla anche della sua battaglia contro l’alcolismo e della sua vita prima e dopo che diventasse disabile.”
E, a questo proposito, non è inutile ricordare che, negli anni in cui anche Phoenix combatteva gli ultimissimi round del suo personale match con la bottiglia, anche lui fu vittima di un incidente d’auto che avrebbe potuto avere conseguenze simili a quelle subite da Callahan, quando finì con la sua auto fuori strada sulle colline attorno ad Hollywood, ribaltandosi, e venne soccorso prontamente da un personaggio che passava di lì e la cui vita è più avventurosa di un film: il regista tedesco Werner Herzog.



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