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Jessica Alba: dov'è finita la Nancy di Sin City?

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Nei primi anni Duemila, Jessica Alba è diventata una star, tra Sin City e Honey, per poi sparire dalla ribalta hollywoodiana: vediamo che fine possa aver fatto...

Jessica Alba: dov'è finita la Nancy di Sin City?

Intorno ai primi anni Duemila, l'apparizione di Jessica Alba danzante nei panni della dolce e sexy Nancy in Sin City (2005) lasciò il suo segno nell'immaginario collettivo: l'attrice in realtà era attiva da parecchio tempo, avendo dato il via alla sua carriera da ragazzina, e già due anni prima di Sin City si era fatta notare al cinema come protagonista. Ma procediamo per ordine, partendo dalle origini di Jessica Alba, passando per il suo periodo d'oro e chiedendoci su cosa stia lavorando oggi...

Jessica Alba, le origini: da Free Willy a Dark Angel

Classe 1981, nata in California, con radici messicane da parte di padre, Jessica Alba non ha trascorso un'infanzia gloriosa come il suo aspetto: affetta da asma ed esposta a malattie respiratorie di vario tipo, ha combattuto per la sua salute mentre, come ha raccontato, non riusciva a legare con i suoi coetanei, spesso assente da scuola per questi problemi.
Ciò non le impedisce di appassionarsi attivamente alla recitazione sin da 11 anni, convincendo sua madre della sincerità della sua passione, proprio mentre la mamma, di professione bagnina, l'ha già iniziata al nuoto e alle immersioni. La prima apparizione cinematografica risale al 1994, nella commedia Vacanze a modo nostro, ma la vera partenza è tra il 1995-1997, quando in tv interpreta Maya nelle prime due stagioni di Flipper. Negli anni seguenti riesce a ottenere diversi piccoli ruoli, sia in tv (dove attraversa due puntate di Beverly Hills 90210) e cinema (Mai stata baciata).
La svolta è tra il 2000 e il 2002, quando convince James Cameron di essere l'interprete ideale della sua Max Guevara, supersoldato  geneticamente moificato nelle due stagioni di Dark Angel, che le garantiscono persino una nomination ai Golden Globe. Con una parte di rilievo in una produzione televisiva di serie A, felice per il suo primo matrimonio col collega Michael Weatherly (concluso nel 2003), le porte del cinema si riaprono. Con decisione.

Il periodo d'oro di Jessica Alba, da Honey al trauma dei Fantastici Quattro

A meno che non siate appunto appassionati di serie tv, sono forse gli anni che stiamo per trattare ad avervi fatto notare Jessica Alba. Nel 2003 è la mattatrice danzante di Honey, classica storia di riscatto in un vero e proprio sottogenere, il "dance flick". Padrona delle sue capacità e in controllo finalmente totale del suo corpo dopo l'infanzia complessa, Jessica esplode nello stilizzato citato Sin City di Robert Rodriguez e Frank Miller, tratto dalla graphic novel di quest'ultimo.


Il cinecomic in questi anni sta sbocciando, dopo i primi successi considerevoli di Spider-Man (2002) e X-Men (2000), così la Fox su licenza Marvel mette in cantiere I Fantastici 4 (2005) e I Fantastici 4 e Silver Surfer (2007), nei quali è Sue Storm, la Donna Invisibile dei fumetti di Stan Lee. Tra uno e l'altro, il thriller in apnea Trappola in fondo al mare con Paul Walker mostra la sua abilità di nuotatrice. L'incasso dei Fantastici 4 è buono ma non eclatante, i fan del materiale originale sono perplessi, ma mai quanto lei. Racconterà in seguito che proprio sul set del sequel supereroico il regista Tim Story le avrebbe chiesto di piangere "in modo carino", senza compromettere con una recitazione troppo credibile la sua bellezza. Offesa e perplessa, senza voler nulla togliere alle proprie fattezze ma non volendo nemmeno divenirne schiava, Jessica comincia a diversificare i suoi ruoli... ma qualcosa smette di funzionare.

Mi trovai a pensare: non sono abbastanza brava? I miei istinti e le mie emozioni non bastano? Alla gente danno tanto fastidio che non vogliono che sia una persona? Non posso essere una persona mentre lavoro? E allora mi dissi: vaffanculo, questo ambiente non mi piace più.

Jessica Alba, il declino dell'attrice e il decollo dell'imprenditrice

Probabilmente non ricorderete Jessica Alba come protagonista dell'horror The Eye (2008), o dei thriller The Killer Inside Me (2010) e Awake - Anestesia cosciente (2007), produzioni non al centro dell'attenzione hollywoodiana, che si allontana da lei soprattutto dopo il megaflop del comico Love Guru con Mike Myers nel 2008 e svariate umilianti nomination ai Razzie. Ci sono piccoli ritorni di vera fiamma sul grande schermo, quando duetta in divertenti scene con Ben Stiller in Vi presento i nostri nel 2010, o quando per principio ritorna in Sin City - Una donna per cui uccidere nel 2014, con un altro micidiale flop però più simbolico degli altri.


L'impressione è che Jessica, attivista sul fronte femminista e politico, al centro di campagne animaliste ed ecologiche, abbia lottato per tutta la vita per vedersi riconoscere un'intelligenza e delle capacità che la sua bellezza ha sempre finito per offuscare, rivelandosi un'arma a doppio taglio per la sua ambizione. Come altre meteore dello star system prima di lei, non ha in realtà mai davvero smesso di lavorare come comprimaria o come coprotagonista in serie tv (ultimamente nelle due stagioni di L.A.'s Finest, 2019-2020), però ha avuto le sue soddisfazioni da altre direzioni. Dopo il matrimonio con Cash Warren nel 2008, al quale sono seguiti tre figli, l'ultimo nel 2017, Jessica ha infatti intrapreso la carriera di imprenditrice, fondando nel 2011 The Honest Company: si tratta di un'azienda di commercio etico, che lavora su prodotti ecocompatibili e allo stesso tempo abbastanza economici da diffondersi stabilmente come abitudine nelle famiglie. L'azienda è stata quotata nel 2017 per 1 miliardo di dollari e il patrimonio dell'attrice ha superato i 300 milioni, il tutto pare per un'intuizione avuta mentre cercava pannolini anallergici per il suo primogenito. Come sperava, Jessica ha più che dimostrato di non essere solo un "bel faccino", ma non è stata Hollywood ad aiutarla... ha fatto da sè.

L'ambizione è importantissima, perché si vive una volta sola. E allora dove vuoi andare? Cosa vuoi essere? Prendi il toro per le corna e buttati. Non ci sarà mai un momento perfetto per provare. Più donne dovrebbero avviare delle aziende.
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