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Jay Ward, il pioniere del cartoon per la tv

Con l'arrivo in sala Mr. Peabody & Sherman, riflettiamo su una figura poco ricordata

Jay Ward, il pioniere del cartoon per la tv

In questi giorni è in sala Mr. Peabody & Sherman della DreamWorks Animation, adattamento in CGI di un antico cartoon prodotto dalla factory di Jay Ward. Ma chi era questo produttore?

La seconda metà degli anni Quaranta è un momento difficile per il cartoon americano. I cortometraggi che avevano caratterizzato la Golden Age, il decennio a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta, diventano sempre più difficili da piazzare e proporre in sala.
Jay Ward è un agente immobiliare, ma ha un vecchio amico di nome Alex Anderson, animatore presso i Terrytoons, la casa di Paul Terry da sempre concorrenza in sordina di tutti i grandi studi americani. Jay mette la sua esperienza manageriale al servizio di un'idea di Alex, cioè la creazione di un format breve animato per la tv, a basso costo, che la Terrytoons ha rifiutato di prendere in considerazione.
Siamo nel 1948, è un'idea molto in anticipo sui tempi, perché la televisione ha appena cominciato a diffondersi, ma non è negli States ancora considerata una vera concorrenza per il cinema (manca pochissimo).

Di tutte le idee presentate, la NBC decide di acquistare Crusader Rabbit, le avventure di un coniglio che s'imbarca in "crociate", imprese spavalde e ironiche che si articolano in blocchi di dieci micropuntate da quattro minuti. Sono in bianco e nero, e sono realizzate con un pragmatismo che fa scandalo nell'ambiente contemporaneo del cartoon. Sembra di assistere a uno storyreel, cioè quella che nelle altre produzioni animate è la fase di preparazione: la ripresa dello storyboard con movimenti parziali e voice-over. Ward e Anderson vanno avanti per la loro strada: la serie parte nel 1950, dopo il pilota del 1948, e dura due anni. A doppiare il coniglio c'è Lucille Bliss, contemporaneamente Anastasia nel Cenerentola disneyano.

La seconda creazione di Ward e del suo socio sceneggiatore Bill Scott, sempre per il design di Anderson, è Rocky and His Friends, poi rinominato The Bullwinkle Show: per gli amici, il ciclo e i suoi personaggi sono sempre stati noti come Rocky & Bullwinkle (1959-1964). Programma contenitore, molto simile al contemporaneo e altrettanto esplorativo Braccobaldo Show di Hanna & Barbera, presenta vari personaggi, tra cui lo scoiattolo e l'alce sarcastica del titolo, nonché appunto Mr. Peabody & Sherman, creati graficamente invece dal cartoonist Ted Key.


 

Se Hanna & Barbera lavorano sulla simpatia, Ward e la sua squadra miscelano più satira leggera e autoironia demenziale. Secondo Bullwinkle vale la pena trascorrere le vacanze nell'orrenda Moosylvania, della quale è governatore, solo perché poi "qualsiasi altro posto ti sembra stupendo". Ogni avventura del tempo di Peabody & Sherman finisce con un micidiale gioco di parole cretino di Mr. Peabody, che irrita il suo figlio adottivo Sherman. Può sembrare strano agli occhi di noi italiani che abbiamo amato più i personaggi di Hanna & Barbera, ma in questi anni Rocky & Bullwinkle diventano veri miti della cultura americana. All'apice della gloria Ward inscena persino una campagna per la costituzione reale dello stato di Moosylvania, attraversando gli Stati Uniti ma venendo respinto una volta arrivato alla Casa Bianca: JFK era alquanto impegnato con una certa Baia dei Porci...

L'avventura della Jay Ward Productions non va molto avanti. Di George della Giungla abbiamo discusso la settimana scorsa nell'articolo dedicato a Tarzan. L'ultima serie di successo, anno 1969, sarà Dudley Do-Right, su poliziotto a cavallo canadese tronfio e tonto. Ward muore vent'anni dopo, nel 1989, almeno agli occhi extra-americani offuscato da Hanna & Barbera e Disney.
Subito dopo, il suo vecchio amico e socio Alex Anderson fa causa agli eredi perché gli sia riconosciuta la copartenità di Rocky & Bullwinkle, pochi anni prima che i due appaiano al fianco di Robert De Niro in uno sfortunatissimo lungometraggio in tecnica mista.

Curiosità molto indicativa del carattere di Jay Ward: lungi dall'essere un ideologico artista come altri suoi colleghi, non aveva mai chiuso la sua agenzia immobiliare!
Si può essere creativi anche con un cauto realismo.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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