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Jane Eyre, Abduction, L'amore che resta e tutte le uscite al cinema della settimana

Jane Eyre, Abduction, Final Destination 5, L'amore che resta, EX - Amici come prima, L'amore fa male, Tomboy, Il villaggio di cartone: tutte le uscite al cinema della settimana - Eccovi la nostra guida completa.

Jane Eyre, Abduction, L'amore che resta e tutte le uscite al cinema della settimana

Jane Eyre, Abduction, Final Destination 5 e tutte le uscite al cinema della settimana

 

Jane Eyre

Una donna fragile e forte, un’eroina senza tempo, appassionata e oscura, percorre prati, corridoi e castelli dell’Inghilterra del XIX secolo. Jane, dopo un’infanzia di crudeltà, è determinata a vivere la propria vita senza paura, intensamente. L’incontro con Rochester le spalancherà le porte di un amore travolgente, segnato però, da incomprensibili lampi di tenebra e inquietudine. Un folle segreto la terrà lontana dalla felicità e la porterà a reinventarsi ancora una volta, salvo poi capire, finalmente, di poter esistere solo nell’amore, ad ogni costo. 
Il Jane Eyre di Cary Fukunaga è lontanissimo dalla celebre versione di Robert Stevenson interpretata da Joan Fontaine e Orson Welles, così come dal più recente degli adattamenti, quello diretto da Zeffirelli con Charlotte Gainsbourg e William Hurt. Eppure rimane coerentissimo alla sua matrice letteraria, con un afflato di fedeltà che travalica le mere circostanze narrative.
Il regista esalta gli aspetti gotici della storia e a ruvida e gelida materialità dei luoghi e di certe mentalità, raccontando di un amore viscerale e ossessionante. Eppure Jane Eyre non è un film "caldo", come calda non è la splendida interpretazione di Mia Wasikowska che vince la sfida amichevole con il byronesco Rochester di Fassbender.

Trailer - Recensione - Videointervista a Mia Wasikowska

Abduction

Cosa succede se un giorno durante una normale ricerca su internet scopri che la vita che hai vissuto fino ai 17 anni è stata una finzione? Che non sei figlio dei tuoi genitori? Che improvvisamente irrompono in casa dei criminali malintenzionati e che anche la CIA non sembra proprio pensare al tuo bene?
È quello che accade all’idolo delle teenager Taylor Lautner che abbandona i (pochi) panni del licantropo Jacob di Twilight per il primo ruolo da protagonista nel thriller d’azione Abduction, diretto dall’esperto del genere John Singleton.
Nei panni della sua vicina (amica e forse non solo) fin dai tempi delle elementari la giovanissima in ascesa Lily Collins, figlia di Phil.
Un film pieno d’azione e di arti marziali, con nel cast anche Sigourney Weaver, Alfred Molina e Maria Bello.

Trailer - Recensione - Le immagini dell'anteprima di Los Angeles con Taylor Lautner

 

Final Destination 5

Siamo arrivati al numero cinque, ma la fantasia non ci (gli) è ancora finita. Il nuovo episodio non si discosta dalla schematicità e ineluttabilità di questo affascinante franchise.
Seconda pellicola in 3D, un indubbio valore aggiunto in questo caso, e prima regia per Steven Quale, che imbastisce degli ottimi, acrobatici incidenti che spiazzano e agiatano lo spettatore.
In Final Destination 5 il centro è sempre un gruppo di persone che va incontro alla morte, la scampa, ma questa torna a riprenderseli uno per uno. Gli interpreti sono visi freschi, molti di loro familiari per le serie tv: Nicholas D'Agosto (Heroes), Emma Bell (Frozen), Miles Fisher (Mad Men e Gossip Girl) e il supporto di un ottimo cast tecnico fa il resto.
Non sveliamo cosa c'è di diverso, si perderebbe il gusto (sempre che vi piaccia questo genere e il suo presupposto), ma se siete preoccupati di aver perso i capitoli precedenti, credetemi non c'è problema.

Trailer - Recensione 

 

L'amore che resta

Annabel Cotton è una bella e dolce malata terminale di cancro che ama intensamente la vita e il mondo della natura. Enoch Brae è un ragazzo che si è isolato dal mondo da quando ha perso i genitori in un incidente, e il suo migliore amico è il fantasma di un kamikaze giapponese. Quando i due si incontrano a una cerimonia funebre, alla quale entrambi si erano "imbucatI"scoprono di condividere molto nella loro personale esperienza del mondo.
Una storia che poteva facilmente condurre verso un dramma facilone e ricattatorio, si trafosforma grazie alla delicatezza e al leggero romanticismo di Gus Van Sant in un film bellissimo che commuove ma che regala anche una malinconica e ostinata voglia di sorridere: perché il regista di Portland sceglie di parlare della morte parlando soprattutto della vita.
Attraverso la storia, e i personaggi ottimamente interpretati da Mia Wasikowska e dall'esordiente Henry Hopper, il regista sussurra nelle orecchie dei suoi protagonisti (e dei suoi spettatori) la parola amore con poetica e testarda determinazione. Ché è lì che risiede il senso, afferrabile,del vivere e del morire.

Trailer - Recensione 

 

EX - Amici come prima

Brizzi aveva firmato il primo. Qualche ex dopo Carlo Vanzina decide di realizzare il secondo capitolo, non un sequel ma una sua versione del mosaico sentimentale che racconta  e intreccia varie storie romatico-comiche, sotto il segno degli ex.
Ex – amici come prima. C'è il bell'architetto (Alessandro Gassman) che incontra la donna giusta (Anna Foglietta), prima di scoprire che è l'avvocato sbagliato, c'è il single per forza (Paolo Ruffini), il politico meridionale (Vincenzo Salemme) con moglie arrampicatrice senza scrupoli (Tosca D'Aquino) e sogno nordico (Natasha Stefanenko), il novello sposo (Enrico Brignano) pronto a cornificare la moglie (Teresa Mannino) già in viaggio di nozze, infine l'affranto Memphis, lasciato via sms, che incontra l'anima gemella (Gabriella Pession) sul lettino dell'analista.
Altri attori, altro stile, altro canovaccio, non c'è il sapore di commozione e divertimento in questo Ex, c'è una buona dose di ottimismo da seconda chance, uno sguardo piuttosto variopinto ma sempre troppo superficiale, e un accenno critico alla degenerazione della politica.

Trailer - Recensione - Incontro con i protagonisti

 

L'amore fa male

La strada di due donne si incrocia per caso, a Roma. Non potrebbero essere più diverse: Elisabetta, siciliana, è medico ed è sposata da molti anni con Aldo, è seria e controllata e ha un mondo in apparenza perfetto, che si sfascia quando il marito la lascia. Germana è un'aspirante attrice, single quarantenne con figlia adolescente, un amante maturo che non ha mai lasciato la famiglia per lei, e la frustrante tendenza e lasciarsi travolgere dal desiderio e innamorarsi di uomini impegnati. La loro improbabile amicizia insegnerà molto a entrambe, e darà loro la forza di reinventarsi la vita.
L'attrice Mirca Viola debutta al cinema come regista e sceneggiatrice con un'opera corale che racconta la vita di alcune coppie tra tradimento, passione fisica, bugie, tendenza al compromesso e desiderio di aria nuova. A uscirne meglio sono le donne, bene interpretate da Nicole Grimaudo e Stefania Rocca, mentre gli uomini, Paolo Briguglia, Stefano Dionisi e Claudio Bigagli, non ci fanno una gran figura.
Un'opera prima ambiziosa e ben recitata, che racconta quanto male (e quanto bene) possa fare l'amore nella nostra vita. 

Trailer - Recensione - Intervista ai protagonisti

 

Tomboy

Laure è una ragazzina di 10 anni, che si trasferisce con padre, madre incinta e sorellina, durante le vacanze estive. Quando conosce la coetanea Lisa che lo scambia per un maschio, le viene spontaneo crearsi l'identità fittizia di Michael, con la quale viene accettata nel gruppo dei ragazzi e forse amato da Lisa. Ma mantenere un'identità segreta è difficile...
Opera seconda di Céline Sciamma, dopo il film sull'adolescenza Naissance des pieuvres, Tomboy arriva nelle nostre sale coronato da premi e dopo essere diventato un piccolo caso in Francia. Piccolo budget ma mano sicura per un film che riecheggia il miglior Truffaut, ma possiede uno sguardo originale che non scimmiotta i maestri del cinema sull'infanzia.
La regista tratteggia con leggerezza e divertimento una storia che affronta con sensibilità e sincerità il tema dell'identità sessuale, e la rende coinvolgente come un thriller. Straordinari tutti i piccoli interpreti.

Trailer - Recensione - Intervista alla regista

 

Il villaggio di cartone

Un pezzo via l’altro, e una piccola canonica, moderna e disadorna, viene svuotata completamente, privata dei suoi simboli fondanti, sino all’ultima deposizione, quella del suo doloroso crocifisso.
E’ lo sguardo, segnato dal tempo, di Michael Lonsdale a dire addio a quegli oggetti tanto amati, in un trasloco, per lui, feroce come una profanazione. Ad assistere, qualche passante, poco più che curioso, e alcuni tra coloro che, nella chiesa ormai vuota , organizzeranno il villaggio di cartone, che dà il titolo al film. Clandestini africani che riempiranno la chiesa di un senso nuovo di solidarietà. Nel cast anche Rutger Hauer e Massimo De Francovich.
Ermanno Olmi alza il sipario su questo suo ultimo film, apologo più teatrale che cinematografico, che cerca di rappresentare la deriva desolante verso cui arranca la nostra civiltà. Una civiltà dall’etica consumata, basata su certezze fasulle quanto fuorvianti, popolata da un’umanità indebolita dai suoi stessi, secolari, errori. Arrivato come smentita alla dichiarazione del regista di abbandonare il cinema di finzione, Il villaggio di cartone ha senso di esistere come film e soprattutto come intenzione, o come atto di riflessione sulla nostra condizione, in un periodo storico in cui tutto sembra da rifare.

Trailer - Recensione - Ermanno Olmi presenta il suo film

 



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