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James Dean resuscitato in digitale per un film sul Vietnam

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Una decisione, presa col consenso degli eredi, che fa molto discutere. Chris Evans commenta orripilato la scelta.

James Dean resuscitato in digitale per un film sul Vietnam

Si era parlato, in via ipotetica, della possibilità che offrono le moderne tecnologie per quanto riguarda non solo gli effetti di de-aging, utilizzati ad esempio nel film di Martin Scorsese The Irishman, ma, in via del tutto teorica, per ricreare attori da tempo scomparsi. Adesso quella macabra teoria sta (purtroppo) per diventare realtà: James Dean, morto nel 1955 in un terribile incidente a 24 anni, dopo aver interpretato solo 3 film,  sarà "resuscitato" in CGI per il film sulla guerra del Vietnam Finding Jack. I suoi eredi hanno infatti concesso il permesso di riportare in vita, per così dire, il leggendario attore, alla Magic City Films, che lo impiegherà come coprotagonista.

La storia è tratta dal romanzo omonimo di Gareth Crocker e si basa sull'esistenza e sull'abbandono alla fine della guerra del Vietnam di oltre 10.000 unità canine utilizzate dall'esercito americano, ed è descritta come "un viaggio emotivo di amicizia e amore in circostanze disperate".

Il produttore di questa impresa che ha fatto storcere il naso ai più, ha dichiarato in proposito alla scelta di ricreare l'attore defunto:

Ci sentiamo molto onorati che la sua famiglia ci sostenga e prenderemo ogni precauzione per assicurarci che il suo lascito come una delle star del cinema più epiche di sempre resti intatto. La famiglia pensa a questo come al suo quarto film, un film che non è mai riuscito a fare. Non intendiamo deludere i suoi fan.

Questa invece la dichiarazione di Mark Roesler, presidente della CMG, agente della famiglia di James Dean:

Con la tecnologia in rapida evoluzione, noi vediamo questo come una nuova frontiera per molti dei nostri iconici clienti. Questo apre un nuovo mondo di opportunità per molti dei nostri clienti che non sono più con noi.

Ora, potremmo partire dal fatto che è un'ipotesi agghiacciante quella di popolare gli schermi con simulacri di attori defunti, di cui la tecnica potrà riprodurre i manierismi e copiare performance effettuate in vita ma mai avere il calore e la passione di un interprete vivente, o dire che se una cosa si può fare non è detto che si debba fare, ma lasciamo la parola a Chris Evans, che con la consueta saggezza ha commentato così la notizia su Twitter:

Sono sicuro che ne sarebbe elettrizzato (faccina contrariata). È una cosa terribile. Forse potremmo riuscire a far dipingere a un computer un nuovo Picasso, o a fargli scrivere un paio di nuove canzoni di John Lennon. La completa mancanza di comprensione in questo caso è vergognosa".



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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