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J. J. Abrams per il Blu-ray di Into Darkness - Star Trek: intervista esclusiva

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Il regista ci parla del film da domani in Blu-ray e dvd

J. J. Abrams per il Blu-ray di Into Darkness - Star Trek: intervista esclusiva

In occasione dell'uscita domani dei Blu-ray e dvd di Into Darkness - Star Trek, vi offriamo una nuova intervista al regista J. J. Abrams, in procinto di lavorare anche su un'altra storica saga sci-fi, Star Wars.

Un universo come quello di Star Trek può andare in qualunque direzione: da dove siete partiti per questo nuovo film?
Una questione importante con i sequel è che in genere si presume che lo spettatore abbia visto il capitolo precedente. Bisogna impegnarsi per farsi coinvolgere da un film del quale si è già visto il primo capitolo, perciò abbiamo realizzato questo film come se fosse una cosa completamente nuova. Questa è stata la chiave. Se non sei un fan di Star Trek e non l’hai mai visto, così come io stesso non ero un fan storico, allora questo film fa per te. Mentre se sei un fan di Star Trek, sarai comunque molto soddisfatto. Into Darkness è stato realizzato per spettatori come me, che amano lo spettacolo e il ritmo e a cui piacciono le belle storie.

Quali sono state le altre sfide?
Questo film è molto più grande del primo episodio, è gigantesco, perciò la sfida è stata come spendere i soldi con saggezza perché, anche se hai a disposizione un grosso budget, alla fine i soldi non bastano mai. È incredibile quanto siano costosi questi film! Noi abbiamo finito in tempo e siamo rimasti entro il budget, quindi abbiamo evitato di impazzire, ma abbiamo controllato il doppio delle location rispetto a quelle per il film precedente.



Come siete riusciti ad ottenere questo aspetto realistico nei set?
Moltissime persone ritenevano che la sequenza iniziale dovesse essere girata su un set ricostruito in interni, ma così avrebbe avuto un aspetto di un determinato tipo. Inoltre io volevo veramente girare all’esterno, dunque nella scena in cui corrono attraverso il deserto si tratta di un vero deserto, non come quelli usati nella serie Tv. Si avverte la luce del sole, ed è già un effetto pazzesco con quelle strane cose rosse appese ai cespugli. Quello era lo stile che volevo, e non si tratta di una piccola differenza: in genere il pubblico se ne rende conto.

Cosa puoi dirci dell’antagonista?
La caratteristica specifica in grado di rendere qualsiasi antagonista un personaggio grandioso è che quando chiedi a lui o a lei chi sia il vero antagonista, loro puntano il dito su qualcun altro. Non vedono mai se stessi come i “cattivi”. A differenza di quei cattivi eccentrici e carichi di ira, vendicativi e lunatici, in questo film Khan è assolutamente razionale ed è ancorato alla realtà. E Benedict Cumberbatch è incredibile. Non era un’impresa facile entrare a far parte di questo film, perché l’equipaggio dell’Enterprise – quel cast – è davvero favoloso e ben amalgamato. Ma Benedict è riuscito ad entrare a far parte di questa famiglia, e io lo adoro, non solo come attore ma come essere umano. È una persona stupenda!



Quanto sei stato prudente nel gestire tutto il materiale del film, in modo da non restare vittima di leak?
Come è ovvio ho informato la troupe e ho tentato di preservare tutte le sorprese per il pubblico. Ci siamo assicurati di non far girare troppo il copione a destra e a sinistra. Come saprete, anni fa ho scritto il copione per un film di Superman ed è stato recensito online prima ancora che il film fosse realizzato, e per questo la produzione si bloccò. Fu un disastro, ma ho imparato la lezione: non scriviamo copioni per farli leggere alle persone, ma per trarne un buon film.

Ma con tutta la tecnologia di oggi, come riuscite a mantenere certi dettagli segreti?
Onestamente, con tutte le persone che lavorano alla Bad Robot e con le quali collaboriamo, prima di ogni film organizzo un meeting con i capi dei singoli dipartimenti e dico loro, letteralmente: “Tutto quello che vi chiedo è riuscire a preservare l’esperienza del film per lo spettatore”. Ogni nostra scelta, ogni costume indossato, ogni traccia di trucco, ogni set costruito... tutto quanto perde la propria magia se viene discusso e rivelato in precedenza, e se le immagini vengono pubblicate online. Voglio soltanto assicurarmi che, quando uno spettatore vede qualcosa nel film, prima non abbia guardato un dietro le quinte di 60 minuti che è stato diffuso due mesi prima dell’uscita del film. Perché dovrei vedere come è stato realizzato qualcosa prima ancora di vedere il film? Prima fatemi sperimentare com’è il film, in modo da avere l’opportunità di immergermi in questa esperienza e di pensare “Mio Dio, questo mondo è reale, questa astronave è reale, questa battaglia è reale”.



Quanto è cupo Into Darkness?
Il film non perde mai l’umanità o lo humor: racconta la storia di una famiglia. La posta in gioco è estremamente alta. I protagonisti sono molto legati e c’è una grande solidarietà fra loro. Fin dall’inizio ciascuno ha una propria missione personale, e anche l’oscurità assume una dimensione individuale.

Come riesci ad occuparti contemporaneamente di così tanti progetti fra cinema e televisione?
Lavoro con persone davvero valide, che sono bravissime in quello che fanno. Il beneficio, per me, è che ogni giorno sul set sento di imparare come essere un produttore migliore o uno scrittore migliore. Ma la cosa che mi permette di mantenere l’equilibrio è tornare a casa ogni giorno e giocare con i miei figli, e avere accanto una moglie che è la persona più meravigliosamente e brutalmente onesta che abbia mai conosciuto. Ritengo che queste siano sempre le prime lenti attraverso cui guardo il mondo. Per tutto il resto, sono grato delle persone con cui mi trovo a lavorare.



 



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