Incassi cinema in Italia nel 2018, flessione del 5%, ma la quota dei film italiani sale al 23%

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Incassi cinema in Italia nel 2018, flessione del 5%, ma la quota dei film italiani sale al 23%

L'Anica, in collaborazione con Cinetel, ha diffuso i dati relativi agli incassi delle sale italiane nell'anno appena trascorso 2018. C'è stato un arretramento del 5% negli incassi complessivi rispetto al 2017, in linea con quanto accaduto in Francia (-4%), anche se ci va un po' peggio che in Spagna (-2%). Tenendo presente la differenza nel numero di abitanti, la Germania ha subito un colpo novetolmente superiore al nostro: -15%.
L'Anica conferma l'autodistruttiva tendenza del nostro mercato a concentrare le uscite più importanti tra settembre e marzo: un affollamento che penalizza tutti e lascia sguarnito il settore nei mesi tra aprile e agosto. Per il 2019 si pianifica un equilibrio più meditato nella distribuzione. Si è cercato spesso nel corso dei decenni di sbloccare il pubblico e spingerlo in sala anche d'estate: si spera che questa sia la volta buona.

Da sottolineare un dato positivo: la quota relativa al cinema italiano nel 2018 è risultata del 22.3%, contro il 17.50% del 2017, a fronte di un calo della quota americana, passata dal 65% al 59,3%. L'assenza di titoli nostrani che abbiano superato la quota dei 10 milioni di euro nel 2018 non deve spaventare: nel 2017 erano stati 19 i lungometraggi italiani a superare il 1.500.000 di euro al boxoffice, mentre nel 2018 sono risultati ben 27. Manca il colpo d'occhio, ma non c'è una flessione di salute specifica delle nostre produzioni, anzi: pare che il prodotto "medio" regga il colpo dei blockbuster. La prima settimana del 2019 ha registrato incassi del 12% superiori rispetto a quelli d'inizio 2018: mantenere questi dati per tutto l'anno solare sarebbe auspicabile.



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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