News Cinema

In the Electric Mist - la recensione del film di Tavernier in concorso alla Berlinale 2009

Il nuovo film del francese Bertrand Tavernier sbarca in concorso a Berlino dopo, si dice, essere stato bloccato a lungo a causa di dissidi produttivi. Un noir quasi d’altri tempi, ma con risvolti “soprannaturali” che convince per solidità dell’intrattenimento, per la mano del regista e per la performance del solito Tommy Lee Jones.

In the Electric Mist - la recensione del film di Tavernier in concorso alla Berlinale 2009

In the Electric Mist - la recensione del film di Tavernier in concorso alla Berlinale 2009

Un poliziotto chandleriano, ruvido, di pochissime parole ma con un gran cuore che indaga sui sadici omicidi di alcune giovani prostitute. Una saltuaria voce off. Un’indagine che coinvolge un suo amico d’infanzia diventato boss della malavita e un giovane divo di Hollywood con problemi d’alcool che vede fantasmi dei Confederati nella foschia delle paludi e che ha ritrovato lo scheletro di un uomo incatenato. La Louisiana fatta di caldo umido, fantasmi del passato (?) razzista dello stato, dalle fresche devastazioni dell’uragano Katrina. Ingredienti densi e delicati, che assemblati avrebbero potuto produrre un gran pasticcio: specie se si considera le apparizioni fantasmatiche dei Confederati, che dal giovane interpretato da Peter Sarsgaard passano anche al poliziotto che ha il viso di cuoio di Tommy Lee Jones.

E invece, In the Electric Mist funziona, eccome: e lo fa grazie alla mano del regista, a dispetto di chi a Hollywood e altrove, sempre più spesso, considera chi siede dietro la macchina da presa poco più di uno shooter da controllate a suo piacimento. È forse anche per questo che il film di Bertrand Tavernier approda sugli schermi con tanto ritardo rispetto alla sua realizzazione: non è di certo il film di caccia al serial killer che va di moda di recente.
Al contrario, per certi versi sembra un film d’altri tempi, per ritmi e atmosfere. Ma soprattutto è un film pastoso, che ti si appiccica lentamente addosso e non ti molla. Un film crepuscolare, dove l’eroe forse riesce anche nel suo intento, ma nella desolante consapevolezza che se una battaglia sarà pure vinta ma che la guerra continua e continuerà. Che il mondo è ben lontano dal diventare un posto migliore, ma che si porta appresso, incancreniti, i problemi di sempre. Perlomeno fino a quando non ci si deciderà a fare seriamente i conti con i fantasmi (in questo caso, il senso è metaforico…) del passato.

Tavernier gestisce il suo materiale con piglio smaliziato di chi di cinema (e di vita) ne ha visto parecchio e s’appoggia sicuro sul colosso Tommy Lee Jones, perfetto per una parte dura e dolente al tempo stesso. Se l’attore texano appare in ogni scena del film, non è certo solo per esigenze di copione o narrative.

In the Electric Mist (che regala al bluesman Buddy Guy la sua seconda apparizione sugli schermi berlinesi, dopo quella dello scorso anni di Shine A Light) non sarà un capolavoro, forse potrà essere giudicato da alcuni derivativo o eccessivamente tradizionale. Ma è un film di solido e intelligente intrattenimento: roba quasi preziosa, di questi tempi.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming