Imagine: una canzone, un disco, un film e una meravigliosa storia d'amore

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Imagine: una canzone, un disco, un film e una meravigliosa storia d'amore

Il 9 ottobre 2018 John Lennon – che condivideva il compleanno con l’amatissimo figlio Sean Ono Lennon – avrebbe compiuto 78 anni. Il 9 settembre 1971, un mese prima dei suoi 31, usciva il suo secondo album solista dopo il tormentato scioglimento dei Beatles nell’aprile dell’anno precedente. La title track che gli dava il titolo, la dolcissima ballata Imagine, era un inno utopista e pacifista all’abbattimento delle frontiere e alla scomparsa delle divisioni create tra gli uomini dalle ideologie e dalle religioni, un’invocazione al potere tutto umano dell’immaginazione. A ispirare le parole della canzone era stata Yoko Ono, oggi finalmente riconosciuta come co-autrice del brano, col suo percorso artistico, i consigli di vita e gli aforismi contenuti nel suo libro “Grapefruit”.

Solo 9 anni dopo, il carismatico John Ono Lennon, come si chiamò ufficialmente quando sposò l’amatissima Yoko, moriva di fronte alla sua residenza nel Dakota Building newyorkese, sotto i colpi di pistola di Mark David Chapman, poche ora dopo aver firmato al suo assassino, con la consueta gentilezza, il suo ultimo album, Double Fantasy. Per ricordare  l’indimenticabile genio del suo compagno di vita, Yoko Ono ha promosso una serie di iniziative per l’ottobre di quest’anno: un libro strenna con materiali inediti, la pubblicazione con un cofanetto di sei dischi di Imagine – The Ultimate Collection e il restauro di Imagine, il film realizzato per promuovere l’album, destinato alla televisione e che per la prima volta arriva sul grande schermo, in una visione/ascolto affascinante, divertente e a tratti commovente, destinata non solo ai cultori storici di Lennon ma anche e forse soprattutto alle giovani generazioni e a chi non lo conosce ancora. John e Yoko si incontrarono, si riconobbero, furono/diventarono una cosa sola, in un rapporto simbiotico che durò fino alla morte di lui e conobbe un’unica separazione (il cosiddetto “lost weekend” a Los Angeles, nel 1975).

Ma il periodo in cui, nella splendida magione georgiana di Tittenhurst Park, nell’Ascot, venne concepito e inciso l’album Imagine, la loro storia creativa e personale era ancora agli inizi e il loro impegno civile, sociale e artistico andava di pari passo con un amore che sfidava le convenzioni e gli haters del periodo. 46 anni dopo la realizzazione del film Imagine, è sembra quasi impossibile poter rivedere e riascoltare con tanta nitidezza i due artisti ancora giovani e all’apice della loro creatività. Li vediamo e li ascoltiamo in scene di vita che accompagnano tutte le canzoni dell’album di John Lennon (più due tratte da Fly di Yoko Ono). Dopo l'apertura, con lei che spalanca le porte e John che suona Imagine al pianoforte, li osserviamo dall’alto mentre escono dalla loro bianca dimora inglese, salgono su un'elegante auto nera guidata da un bizzarro chaffeur che li porta in riva a un lago dove si recano in barca su un isolotto e giocano a scacchi con pezzi interamente bianchi, in una specie di casa di bambola. Li vediamo passeggiare mano nella mano nella nebbia, abbracciarsi a New York, dove campeggiano ovunque i cartelloni della loro campagna “War Is Over”, con John in tenuta simil militare che canta ”I Don’t Want To Be a Soldier” e col megafono in mano alla guida di una manifestazione.

Eccoli camminare in giardini giapponesi, impegnati in una partita a biliardo sulle note di “How Do You Sleep” (la canzone dedicata con acredine all’ex amico e compagno di lavoro Paul McCartney, di cui vediamo dopo i titoli di coda vediamo la registrazione con George Harrison alla chitarra). Come due ingenui innamorati John e Yoko scrivono il loro amore sulla sabbia, in graffiti cancellati dalla risacca, e giocano al telefono senza fili con l'attore Jack Palance e col presentatore Dick Cavett. Assistiamo al cerimonioso e ripetuto ingresso in una stanza di Yoko, che si affaccia a una finestra al braccio di Palance, di George Harrison e di un sorridente Fred Astaire, vediamo John a letto mentre canta accompagnandosi con la chitarra acustica una lunga versione di Oh Yoko!, incontriamo artisti come Andy Warhol e Jonas Mekas. Spesso al centro dell’immagine, sempre presente, c’è proprio lei, la vituperata Yoko, enigmatica come una sfinge, tentatrice come una sirena, musa ispiratrice e mente creativa al pari del compagno. Ci commuove questo amore tanto frainteso e così duraturo, sopravvissuto alla morte violenta di uno dei due, e ci intenerisce il modo in cui scelsero di chiudere questo strano e affascinante film promozionale, sussurrando ognuno il nome dell’altro, in una ricerca reciproca mai terminata.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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