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Il western è morto, viva il western: i migliori film del genere dal 2000 a oggi

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Non c'è solo Kevin Costner a voler tenere alta la bandiera del genere cinematografico americano per eccellenza.


Lo danno sempre tutti per spacciato.
Eppure, come dimostrano anche le recenti dichiarazioni di Kevin Costner, anche nel Terzo Millennio il western resiste tenacemente, e continua a farsi largo in un industria che lo vorrebbe genere dimenticato e sorpassato, e che invece il pubblico continua ad apprezzare.
Vediamo allora insieme quali sono stati i western più significativi o sottovalutati visti nei cinema di tutto il mondo dal 2000 ad oggi.



Terra di confine - Open Range



Partiamo proprio con quella che finora è l’ultima regia di Kevin Costner, che dopo il bislacco L’uomo del giorno dopo, torna al western puro del successo di Balla coi lupi. Facendosi affiancare da Robert Duvall, Annette Bening e Michael Gambon, Costner firma un western notevole e di grande respiro, che guarda alle radici più classiche del genere e ne rappresenta uno dei migliori esempi degli ultimi trent’anni.

 


La proposta



Tutt’altro che classico e classicheggiante, ma di qualità comunque molto elevate è il film opera terza di John Hillcoat, l’australiano poi passato ad Hollywood con film come The Road e Lawless. Scritto e musicato da Nick Cave, La proposta è un western spietato e violentissimo, con un cast di gran livello che parte da Guy Pearce e arriva a John Hurt passando per Ray Winstone, Danny Huston, David Wenham, Noah Taylor e Emily Watson.

 


Broken Trail



Torniamo in America, terra di nascita e luogo mitico per eccellenza del western, per parlare della miniserie in due puntate di Walter Hill, pubblicata in Italia in home video come un unico film. Dopo I cavalieri dalle lunghe ombre, Geronimo e Wild Bill, Hill firma un altro western puro che anticipa in tv serie come Deadwood e Hatfields & McCoys. Come in Open Range, protagonista è Robert Duvall.

 


3:10 to Yuma



Ovviamente, in un elenco come il nostro, non poteva mancare la presenza di un remake. Il versatile James Mangold rifà il classico del 1957 di Delmer Daves, trovando in Russell Crowe e Christian Bale, per la prima volta assieme sullo schermo, i sostitui ideali per Glenn Ford e Van Heflin. Il risultato non sfigura affatto di fronte all’originale, ed è uno dei lavori migliori di Mangold.

 


The Assassination of Jesse James...



Il western, e il west, non sono solo sfide e colt e duelli e ferrovie e sceriffi cattivi. Il western è il luogo privilegiato di figure mitiche, di eroi o antieroi le cui leggende sono state tramandate dalla cronaca e dalla storia prima che dal cinema. È il caso del leggendario bandito Jesse James, la cui storia è stata raccontata con enfasi malickiana in questo western malinconico e sospeso diretto dall'australiano Andrew Dominik.

 


Caccia spietata



Insolito, e spesso tendente al metafisico, ma molto più carnale del film di Andrew Dominik è invece quello che nel 2007 il regista televisivo David von Anken ha diretto con protagonisti gli irlandesi Pierce Brosnan e Liam Neeson, il primo in fuga dal secondo che, senza che ne vengano spiegate le ragioni, lo bracca senza tregua. E il titolo non poteva essere più esplicito.

 


The Good the Bad and the Weird



Pochi prima c’era stato Takashi Miike, che nel 2007 aveva coronato il suo sogno di dirigere uno spaghetti western con Sukiyaki Western Django, nel quale appare anche il Tarantino che dirigerà Django Unchained. Ma a superarlo in fantasia e frenesia arriva il coreano Kim Ji-Woon, che nel 2008 rilegge il cinema western di Sergio Leone in questo film folle e anarchico, presentato al Festival di Cannes.

 


Rango



Con Gore Verbinski, regista di molti dei film della serie Pirati dei Caraibi, il western diventa un cartone in CGI, che in quanto a follia e anarchia ha poco da invidiare al film di Kim. Protagonista, un camaleonte che passa dall’essere una sorta di Raoul Duke ad un Clint Eastwood sui generis. Molti dei temi e delle situazioni di Rango, Verbinski li riproporrà nel live action di The Lone Ranger.

 


Il grinta



Il secondo e ultimo remake della nostra lista non poteva che essere quello dei fratelli Coen, che un po’ a sorpresa decidono nel 2010 di rifare il celeberrimo film interpretato nel 1969 da un’icona del western come John Wayne.Così, Jeff Bridges diventa un Grande Lebowski ante-litteram, in un film che omaggia un genere, lo celebra e al tempo stesso lo reinventa come solo i grandi registi sanno fare.

 

 

Meek's Cutoff



Anche Kelly Reichardt è una grande regista, e questa sua incursione insolita e al femminile nel western lo dimostra. Presentato al Festival di Venezia nel 2010, Meek's Cutoff è un film ipnotico, misterioso e sospeso, nel quale il viaggio verso l'Ovest di una carovana composta da tre famiglie si complicherà per via dell'atteggiamento erratico e misterioso della loro guida. Bravissima Michelle Williams.

 


Red Hill



Molti sono stati, nell’ultima decina d’anni, i film che poi il western lo hanno rivisitato e riattualizzato dandogli un’ambientazione contemporanea: basti pensare, ancora, ai Coen di Non è un paese per vecchi o a Le tre sepolture. Peccato che nei cinema italiani non sia arrivato questo ottimo neo-western australiano diretto da Patrick Hughes e interpretato dal Ryan Kwanten di True Blood, giovane sceriffo assegnato ad una città ostile.

 


Sweetwater



Red Hill fu presentato al Torino Film Festival nel 2011, e lo stesso nel 2013 è avvenuto con Sweetwater, western questa volta tradizionale scritto dai fratelli Logan e Noah Miller, e diretto dal primo, nel quale un meraviglioso Ed Harris è uno sceriffo sui generis che deve aiutare la vedova January Jones nella sua ricerca di giustizia e vendetta contro il perfido predicatore di Jason Isaacs. Speriamo arrivi nelle sale.

 

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