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Il velo dipinto: la storia d'amore per cui Edward Norton si è fatto in tre

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Il film tratto dal romanzo di Somerset Maugham il velo dipinto e interpretato anche da Naomi Watts ha visto Edward Norton nei panni di attore, produttore e sceneggiatore.

Il velo dipinto: la storia d'amore per cui Edward Norton si è fatto in tre

Nel 2006 il romanzo di Somerset Maugham "Il velo dipinto" è approdato per la terza volta al cinema in un film diretto da John Curran che ha visto Edward Norton nella tripla veste di attore protagonista, produttore e sceneggiatore. Al suo fianco troviamo Naomi Watts, a cui dobbiamo l'entrata nel cast del marito Liev Schreiber. Vincitore del Golden Globe per la migliore colonna sonora, composta da Alexandre Desplat, il film racconta la storia di una giovane donna viziata e capricciosa di nome Kitty che accetta di sposare, senza amarlo, il dottor Walter Fane, un batteriologo che invece stravede per lei. Il lavoro di lui porta la coppia a Shanghai, dove Kitty si innamora di un viceconsole inglese con cui inizia una relazione adultera. Il povero Walter se ne accorge e, con il cuore spezzato, propone alla moglie un ultimatum: o lei lo seguirà in una remota zona della Cina per una missione, oppure l'uomo presenterà istanza di divorzio per adulterio. Il velo dipinto è un progetto che ha avuto una lunga gestazione, esattamente com'è accaduto a un altro film a cui è legato Norton: Motherless Brooklyn. Nemmeno la lavorazione è stata una passeggiata, ma il risultato di tanto sforzo è comunque notevole: per le performance degli attori, per il viaggio anche interiore dei protagonisti, per la bella fotografia, per le suggestive location.

Il velo dipinto: il romanzo che ha ispirato il film e le altre versioni cinematografiche

A scrivere "Il velo dipinto" nel 1925 è stato dunque Somerset Maugham, che visse a cavallo fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo e che negli anni '30 era uno degli scrittori più famosi e pagati della sua generazione. Diventato orfano prima dei 10 anni e cresciuto da uno zio anaffettivo, voleva diventare medico, ma il talento letterario lo portò altrove, e il suo secondo romanzo, intitolato "Liza di Lambeth" e pubblicato nel 1897, lo impose all'attenzione generale. "Il velo dipinto" - pubblicato in forma seriale sulla rivista Cosmopolitan da novembre 1924 a marzo 1925 e poi in volume presso la George H. Doran Company - è certamente fra le sue opere più celebri, insieme a "Schiavo d’amore", "La Luna e sei soldi", "La diva Julia" e "Il filo del rasoio". Secondo Richard Cordell, biografo dello scrittore, "Il velo dipinto" fu fortemente influenzato, come molti altri libri dell'autore, dall'esperienza di medico di Maugham presso il St Thomas Hospital, dove aveva un bellissimo rapporto con i pazienti. Costoro gli confidavano spesso i propri guai e le proprie incertezze, tanto che, se non si fosse rivelato così presto una mirabile penna, Somerset sarebbe certamente diventato un ottimo psichiatra. La progressiva conoscenza dei meccanismi della mente umana gli ispirò quasi tutti personaggi inventati in tanti anni di carriera, compresi Kitty e Walter. Scritto in terza persona, "Il velo dipinto" privilegia il punto di vista di Kitty e prende il titolo dall'incipit di un sonetto del poeta inglese Shelley: "Non sollevare il velo dipinto che coloro che vivono / chiamano vita". Il libro è stato portato per la prima volta al cinema nel 1934 dal regista polacco Richard Boleslawski. La trasposizione vedeva protagonisti Greta Garbo ed Herbert Marshall e ci regalava uno splendido bianco e nero. Il secondo adattamento, stavolta a colori, portava la firma del britannico Ronald Neame e vedeva davanti alla macchina da presa Bill Travers ed Eleanor Parker, che andò a sostituire Ava Gardner, che doveva essere la punta di diamante del film. Come "Il velo dipinto", numerose altre opere di Somerset Maugham sono approdate sul grande schermo. Fra i film più popolari annoveriamo Schiavo d'amore (con Leslie Howard e Bette Davis), Il filo del rasoio (con Tyrone Power e Gene Tierney), un altro Schiavo d'amore (con Laurence Harvey e Kim Novak) e La diva Julia (con Annette Bening e Jeremy Irons).

Il velo dipinto: il grande impegno di Edward Norton

Ad avere l'idea di un terzo film tratto da "Il velo dipinto" di Somerset Maugham è stata la produttrice Sara Colleton, che voleva una sceneggiatura dall'imprinting femminista. Il lavoro di scrittura partì spedito ma attraversò fin da subito diverse fasi di incertezza, fino a quando non entrò in scena Edward Norton. L'attore era stato folgorato dal libro di partenza. "E’ soprattutto la storia di due persone che riescono a superare i loro peggiori difetti per guardare l'altro con onestà e cercare di perdonarsi reciprocamente per andare in un posto migliore" - dichiarò all’epoca. "Quando ho letto il libro, sono rimasto davvero colpito perché ho visto nella storia tutti i miei fallimenti". Norton suggerì immediatamente alla produzione di affidare a Naomi Watts in ruolo di Kitty, ma l'attrice non era ancora abbastanza famosa e fu solo dopo Mulholland Drive che le venne sottoposto un contratto da firmare. Una volta entrata in scena, Naomi suggerì come regista John Curran, con il quale aveva già fatto I giochi dei grandi.
Alla sceneggiatura de Il velo dipinto lavorarono Ron Nyswaner ed Edward Norton e impiegarono un anno e mezzo a completare il copione. Fu di Norton l'idea di sviluppare il personaggio di Walter Fane e di prendersi quindi molte licenze poetiche. John Curran, invece, propose di ambientare la vicenda nella Cina di metà anni 20’, raccontando quindi il Movimento del 30 maggio e l'enorme ondata di xenofobia che all’epoca caratterizzava il paese. Per non tradire i fatti, il regista si fece aiutare da autorevoli studiosi, d'accordo con Edward Norton che, all'università di Yale, aveva studiato storia cinese E proprio in Cina fu girato Il velo dipinto, per la precisione a Shanghai. Da lì la troupe si spostò in una zona nella parte sud, quasi al confine con il Vietnam, mentre il villaggio colpito dal colera fu ricostruito nell'antica città di Huangyao. Il governo cinese non si dimostrò mai particolarmente collaborativo, criticando spesso il modo in cui la sceneggiatura raccontava una sua fase politica molto complessa e cercando di convincere Currant e Norton a diminuire di molto il numero delle vittime del colera.

La reazione della famiglia Maugham e Norton romanticone

A film ultimato e uscito in sala, Norton era molto curioso di conoscere il parere della famiglia di Somerset Maugham. Un giorno ricevette una lettera da uno dei nipoti dello scrittore, che gli diceva di aver preferito la nuova versione alle due precedenti, nonostante alcune libertà che però non tradivano nemmeno un po’ lo spirito del libro.
Se Norton ha investito tempo e denaro ne Il velo dipinto è perché le storie d'amore al cinema lo appassionano. Mentre scriveva il copione insieme a Ron Nyswaner, l'attore ha pensato a La mia Africa, un film che adora perché parla sì di amore, ma anche di perdita, in particolare di una donna che si vede sfuggire di mano l'uomo che vorrebbe accanto per la vita. A proposito di perdite, durante la lavorazione Edward ha rischiato di perdere la salute e la piena mobilità della schiena. Durante una scena è caduto da cavallo e si è fratturato 3 vertebre. Ha fatto finta di niente lo sciocchino, e si è fatto curare solo a riprese ultimate.

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