News Cinema

Il Torino Film Festival 2019 si presenta fra brividi horror e la voglia di rilanciare

49

Una 37° edizione in cerca di conferme per una delle manifestazioni cinematografiche più in salute del panorama nazionale.

Il Torino Film Festival 2019 si presenta fra brividi horror e la voglia di rilanciare

Il Torino Film Festival (22-30 novembre) ha presentato oggi la sua 37° edizione, con l’orgoglio di anni in cui il pubblico ha affollato le sale, nonostante un taglio deciso del budget, creando un’affezione costante dei torinesi, e non solo, nei confronti della manifestazione. Qualcosa che, per fare un esempio di un altro festival cittadino, e ben più ricco, la Festa di Roma non è ancora riuscita a creare. Un’identità, la fiducia in chi seleziona i film, che anche quest’anno ha strutturato in maniera articolata e abbondante il programma, nutrito di ben 142 lungometraggi, di cui 35 dedicati a una retrospettiva sull’horror classico dal 1920 al 1970, oltre alle sezioni Concorso, Festa Mobile, After Hours, Onde e Documentari.

Come noto, il film d’apertura sarà Jojo Rabbit di Taika Waititi, vincitore del premio del pubblico a Toronto e uno dei film più curiosi dell’anno, mentre a chiudere ci penserà l’intrigante Cena con delitto di Rian Johnson, con Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Don Johnson e molti altri. A proposito di horror, il tradizionale premio Gran Torino sarà assegnato a Barbara Steele. Il guest director di quest’anno sarà Carlo Verdone, che presenterà Cinque grandi emozioni della sua vita da spettatore, film molto diversi come Ordet, Viale del tramonto, Divorzio all’italiana, Oltre il giardino e Buon compleanno Mr. Grape. Una varietà che ben rappresenta il gusto eclettico del figlio di un grande storico del cinema, ma anche del pubblico torinese.

Il concorso, dedicato alle opere prime, seconde e terze, è composto da quindici film, fra cui un italiano, Il grande passo di Antonio Padovan (Finché c’è prosecco c’è speranza), in cui Stefano Fresi e Giuseppe Battiston recitano nei panni di due fratelli. La direttrice Emanuela Martini lo ha presentato come “molto mazzacuratiano, per ambientazione, atmosfera, con quel tipo di ironia e malinconia” tipica del compianto Carlo Mazzacurati. Un altro film è diretto da due connazionali, anche se è in tutto e per tutto una produzione americana: Now is Everything di Valentina De Amicis e Riccardo Spinotti, figlio del premio Oscar Dante, che è produttore e direttore della fotografia. La giura del concorso sarà presieduta da Cristina Comencini.

Come al solito molto interessante e variegato è il programma a della sezione Festa mobile. Ecco alcuni titoli che ci intrigano fra i tanti proposti: Dreamland, con Margot Robbie, L’inganno perfetto di Bill Condon, con Helen Mirren e Ian McKellen, La Gomera di Corneliu Porumboiu, Lontano Lontano di Gianni Di Gregorio, Magari di Ginevra Elkann, con Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher, Mi chiamo Altan e faccio vignette di Stefano Consiglio, Mientras dure la guerra di Alejandro Amenabar, The Projectionist di Abel Ferrara, Spider in the Web di Eran Riklis, The Kelly Gang di Justin Kurzel, Dio è donna e si chiama Petrunya.

Un programma sulla carta interessante, pieno di cinema di genere e con qualche film francese in meno del solito. A fine anno scadrà la lunga direzione di Emanuela Martini, unanimemente apprezzata da addetti ai lavori e pubblico. “Il festival mi ha dato molto, così come tutto lo staff, ma tutto sommato credo anche io di aver dato”, ha dichiarato la Martini, con una schiettezza rinfrescante, “è un lavoro che mi piace fare e credo di farlo abbastanza bene. Ho la percezione che, nonostante i tagli di budget, la manifestazione sia stimata, che abbia tenuto botta e sia in crescita, nella percezione della stampa e del pubblico, ma anche fra gli addetti ai lavori, in Italia e all’estero. Mi piacerebbe continuare ad accompagnare questa crescita, lo dico onestamente, anche se sono altri che decidono”.

Già, sono altri, su tutti i vertici del museo del cinema di Torino, rappresentato alla presentazione di oggi alla stampa da Domenico De Gaetano, fresco direttore da un paio di mesi. “Vogliamo potenziare il festival e renderlo migliore”, si è limitato a dire.

Non sono state poche le incertezze e le latitanze degli ultimi tempi, legate al Festival e non solo, da parte della politica locale torinese. La speranza è che le parole della direttrice siano ascoltate e presto si faccia qualcosa per rivitalizzare e aumentare le risorse di una manifestazione in piena salute. Torino sarà la città del cinema 2020, non sarebbe un bel lancio quello di valorizzare un bene così prezioso come il festival?

Per il programma completo, vi rimandiamo al sito ufficiale del festival. Comingsoon.it seguirà come al solito, giorno per giorno, l’evento, che si svolgerà dal 22 al 30 novembre prossimi.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming