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Il richiamo della foresta, Harrison Ford: "Mi piace fare film per famiglie e ho sempre avuto cani"

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Harrison Ford è il protagonista umano del nuovo adattamento del Richiamo della Foresta di Jack London.

Il richiamo della foresta, Harrison Ford: "Mi piace fare film per famiglie e ho sempre avuto cani"

E' in sala Il richiamo della foresta, nuova versione cinematografica del romanzo di Jack London, interpretata da Harrison Ford e diretta da Chris Sanders, già creatore di Lilo & Stitch. Abbiamo selezionato per voi alcune dichiarazioni di Ford sull'esperienza e sui contenuti del racconto, che lo vede nei panni di un semieremita, John Thornton, che ai tempi della corsa all'oro diventa inseparabile dal cane Buck, possente animale allontanato per sempre dalla sua famiglia di origine. Naturalmente, il rapporto dell'essere umano con il cane è l'elemento portante della vicenda: ecco cosa ci dice in merito Harrison.

Ho sempre avuto cani, non li ho mai comprati, di solito li ho salvati dal canile. E ho sempre avuto figli, il più giovane ora è appena partito per il college. Questi cani sono sempre stati importanti per la vita dei miei figli, e anche per la mia. Rispondono in modo molto diretto e semplice ai nostri movimenti, al nostro comportamento, è una relazione immediata. Per quanto riguarda Buck, io nel film gli consento di raggiungere il suo destino, senza interferenze e richieste umane, io da lui ricavo la fiducia per tornare indietro e rimediare alla vita complicata che avevo lasciato alle spalle.[...]
[L'argomento è importante], perché corriamo il rischio di perdere il sostegno della natura, per le nostre vite, le nostre economie e le nostre società. La natura non ha bisogno delle persone, ma le persone hanno bisogno della natura. 


Harrison e gli altri attori come Omar Sy sul set non hanno però interagito con un vero cane. Buck è ricreato e animato in CGI. Durante le riprese al suo posto c'era, vestito di una tuta per la performance capture, un esperto del ramo: Terry Notary. 

Terry mi ha dato un modo di stabilire un rapporto emotivo. E' un ex-acrobata del circo, non è uno stuntman, è proprio un attore. La sua specialità, lavorando con Andy Serkis e gli altri, è intepretare animali. Ha un'esperienza con il motion capture, lui era il nostro Buck. Emozionalmente, Terry era dove dirigevo non solo lo sguardo, ma le mie emozioni, e da lui ne ricevevo altre. E' stato indispensabile nel processo.
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Perché a 77 anni scegliere di apparire in un film "classico" come Il richiamo della foresta? Harrison Ford non pensa sia un passo così imprevedibile per uno come lui.

Anch'io avevo letto il libro a scuola, mi commosse, ma non lo leggevo da... quaranta? Cinquant'anni? Mi piace fare film per famiglie, sono stati molto importanti nella mia carriera, film come Star Wars e Indiana Jones attraversano le generazioni, quando i figli raggiungono l'età giusta per vederli. Questo mi ha introdotto alle nuove generazioni di spettatori. E' stato molto importante per la mia carriera. 


  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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