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Il Re Leone: le reazioni degli autori del film originale

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L'Huffpost ha provato a rintracciare qualcuno degli artisti, ottenendo risposte solo da tre grafici...

Il Re Leone: le reazioni degli autori del film originale

I fan e gli spettatori in generale si sono già fatti un'idea del remake del Re Leone, ma l'Huffpost tempo fa pensò bene di domandare ad artisti che avevano avuto a che fare con l'originale Re Leone del 1994 cosa pensassero del rifacimento. La maggior parte di loro ha preferito non commentare. Un anonimo ha lasciato questa dichiarazione: "C'è un enorme risentimento contro questi remake in CGI, da parte delle squadre delle versioni 2D. Forse se vedessimo qualche soldo di royalty le cose sarebbero diverse". Frecciate economiche a parte, c'è naturalmente una forte componente identitaria, disneyana classica, che si sente tradita dall'operazione. Sul blog di Andreas Deja per esempio, capo-animatore dello Scar originale, è comparso un post con diverse immagini originali della prima sequenza del suo personaggio, senza alcun commento (ed è un chiacchierone, possiamo garantire).
L'Huffpost è riuscito a far parlare comunque, a viso aperto, David Stephan (codesigner delle iene e animatore della sequenza iniziale), Alexander Williams (tra gli animatori di Scar) e Dave Bossert (animatore degli effetti come acqua, polvere, fuoco). Stephan è della fazione contraria al remake.

"Se faceste un sondaggio nel team del Re Leone originale, la maggior parte dei membri direbbe: perché? Ma dovete proprio farlo? Fa un po' male. [...] E' un po' triste che sia l'azionista ora a decidere quali film fare... la Disney si è levata la maschera, ora è spudorata: sì, vogliamo solo far soldi. Come artista è una delusione, viene da uno studio che fu fondato sull'originalità e sull'arte. [...] E' come dire: ecco, prendiamo questo bel Monet e ridipingiamolo come dovrebbe essere in realtà. Ma perchè? [...] Specialmente quando il piccolo Simba se ne andava in giro, mi sembrava troppo reale. Quando parlava, mi pareva di vedere quei vecchi film sulla natura in cui doppiavano gli animali e si muovevano le labbra. [...] Qualcuno ha detto: sai che facciamo, facciamo a meno del tutto delle espressioni, facciamolo il più realistico possibile. Per me sminuisce il film."

Williams la prende con filosofia: "Credo che alcuni miei colleghi dimentichino che, quando lavori su un film Disney, non ti appartiene. [...] Quindi per quanto mi riguarda, non sono affari miei se vogliono rifarlo o meno. [...] Non dimenticate che nel Re Leone si usò l'animazione digitale in modo innovativo, come per gli gnu. [...] Non credo che si possano rimpiangere troppo i tempi andati, perché tutti si sforzano sempre di andare avanti. [...] Sono ancora film fatti da esseri umani. Voglio dire, lasciate perdere la tecnica. Ci sono ancora stanze piene di artisti che cercano di rendere bello ogni singolo pixel. Non è facile riuscirci. [...] Vita di Pi alzò il livello della sfida, ora loro l'hanno alzato ulteriormente."

Bossert addirittura giustifica il processo come disneyano doc: "Disney riciclava costantemente le grandi storie. Basta vedere come costruì Disneyland, con marchi come Peter Pan, Alice nel Paese delle Meraviglie e Cenerentola, creando grandi attrazioni per i parchi a tema. E poi il merchandising, i libri e altre cose. [...] Prendono queste grandi storie e le ripensano per diversi settori dell'intrattenimento." E' una posizione che ci permettiamo di ritenere piuttosto debole: il nuovo Il re leone è un film come lo fu quello del 1994, siamo sempre nello stesso settore. Bossert ad ogni modo vede come un omaggio al suo lavoro l'effetto copia-carbone: "In alcuni casi, è un remake inquadratura per inquadratura, non mi ha dato per niente fastidio, perché credo che gli autori volessero rimanere fedeli all'originale." Anche lui tuttavia ha dubbi sull'espressività dei protagonisti: "Mi sarebbe piaciuto ci fosse più emozione nello sguardo. Se fai parlare gli animali, ti puoi prendere più libertà, specie con gli occhi. [...] Si potrebbero aprire un po' di più, un sopracciglio potrebbe sollevarsi appena di più. Capisco l'equilibrio difficile, non volevano che fosse troppo cartoon, ma forse avrebbero potuto spingere un po' di più in quel senso."



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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