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Il Re Leone 3D rimane al cinema fino a Natale

Il prossimo sarà un Natale in compagnia di Simba e dei suoi amici della Savana: Il Re Leone 3D, infatti, resterà nelle sale italiane per tutte le festività. Diciassette anni dopo la prima uscita nei cinema



Il prossimo sarà un Natale in compagnia di Simba e dei suoi amici della Savana: Il Re Leone 3D, infatti, resterà nelle sale italiane per tutte le festività. Diciassette anni dopo la prima uscita nei cinema, il capolavoro Disney più famoso di tutti i tempi conferma il suo successo anche nella nuova versione, completamente restaurata nel suono e nelle immagini. La pellicola, uscita l'11 novembre scorso, ha infatti incassato oltre quattro milioni di euro al box office italiano e circa cento milioni di dollari negli USA, raggiungendo un risultato globale di oltre centosessanta milioni di dollari. Il 30 novembre, in parallelo alla distribuzione cinematografica, il titolo ha debuttato anche in home entertainment, con una versione tutta nuova, ricca di contenuti speciali ed inediti, nei formati Blu-ray 3D, DVD, BD e con un cofanetto Trilogia Deluxe.

Per l'occasione vi proponiamo una nostra intervista a Don Hahn producer del film e della sua rivisitazione in 3D che ci ha fornito una visione d'insieme su un film storico.

Un posto nella storia del cinema


Il Re Leone
è un lungometraggio che con il suo successo cambiò le vite dei 400 tecnici e artisti coinvolti. Hahn lo trova ironico: quando ereditò il progetto dal produttore uscente, Thomas Schumacher, aveva difficoltà a trovare qualcuno disposto a lavorarci. Il progetto era categorizzato internamente come di serie B, rispetto alla serie A di Pocahontas: si scherzava bollandolo con un "Bambi in Africa". "La storia era un polveroso film naturalista. Io e i registi Robert Minkoff e Roger Allers, ci chiudemmo due giorni in una stanza con Brenda Chapman [coregista del prossimo Brave della Pixar, ndR], i registi della Bella e la Bestia, Gary Trousdale e Kirk Wise, e lo story artist Chris Sanders, che in seguito avrebbe diretto Dragon Trainer. Non saremmo usciti finché non avessimo dato un senso alla storia." Anche dopo suonava strano: "La storia di un cucciolo di leone incastrato per omicidio, più o meno basata sull'Amleto, ambientata in Africa con le musiche di Elton John. Non esattamente la ricetta del successo!"
Se il film fosse fatto oggi, diciassette anni dopo, sarebbe diverso? Hahn non ha dubbi sul fatto che alcune soluzioni registiche cambierebbero, ma è pronto a scommettere che anche oggi si userebbe l'animazione a mano, per rendere più giustizia con la pittura all'evocatività dell'Africa.

Il passaggio al 3D


Hahn
entra nello specifico del processo tecnico che ha permesso a un film in 2D di passare al 3D, transizione sperimentata già con Nightmare Before Christmas: in questo caso era ancora più difficile inserire profondità dove non c'era. "Il team di conversione della Disney ha usato del software proprietario per creare una geometria sotto ciascuno dei personaggi disegnati del film. Questa geometria sottostante spinge o ritrare l'immagine per applicare la tridimensionalità a un disegno piatto". Tra le scene che Hahn ritiene le più riuscite nella conversione: l'introduzione con la canzone "Il cerchio della vita" (sua scena preferita in assoluto), la carica degli gnu (nel 1994 la più difficile da realizzare) e l'apparizione del fantasma di Mufasa.
Tra le chicche presenti nel Blu-ray, oltre ai bloopers con gli errori degli attori, portati in vita dagli stessi animatori di diciasette anni fa, anche un documentario molto personale realizzato dallo stesso Hahn sulla lavorazione.

L'eredita' del Re Leone


La CGI si è ormai affermata e le favole lasciano il posto nei film d'animazione a narrazioni differenti, ma Hahn è ottimista: la fiaba non è mai morta, forse a livello commerciale si è canalizzata nel cinema dal vero, con prodotti come
Harry Potter. L'animazione avrà sempre un futuro, finché combinerà buone storie a tecniche innovative. "Credo che l'animazione dia a un cineasta più libertà di dire e fare cose che con il cinema dal vero sembrerebbero pacchiane. L'animazione è una caricatura della vita, un dialogo lo puoi passare in caricatura o sostituirlo con una canzone, per raccontare la storia. E' una cosa molto difficile da fare in un film dal vero, senza sembrare datato o pacchiano."
Sulle tecniche attraverso cui il cartoon vivrà, Don è apertissimo: "Di sicuro c'è qualcosa di molto diretto e umano in una matita tenuta in mano e appoggiata su un foglio, ma ricordiamoci comunque che la gente non va al cinema per vedere una tecnica, ma per svagarsi."


Il saluto del veterano


Hahn, che dice "purtroppo" di rivedersi nel mitico
Pumbaa e considera Le avventure di Peter Pan il suo cartoon preferito del canone, ha un'idea personale di cosa significhi lavorare per la Disney: "Nello studio c'è uno spirito del tutto particolare. E' un luogo che vive di meritocrazia: in altre parole, vince l'idea migliore. Non importa che venga dal regista, dalla guardia della sicurezza o dalla barista. Vince l'idea migliore. Non ci sono altri studi che abbiano la stessa eredità e volontà di spingersi in nuove frontiere della tecnologia e della narrazione. Un cineasta non vorrebbe trovarsi in nessun altro posto."

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  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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