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Il "mercenario" Sylvester Stallone: i migliori ruoli del mitico Sly

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Ripercorriamo velocemente la carriera di Sylvester, mentre esce in Blu-ray I mercenari 3


Ci sono attori capaci di nutrire, plasmare e indirizzare un genere cinematografico, tanto da venire alla fine identificati in maniera definitiva con esso, in un legame indissolubile che ne condiziona codici e modalità. Come accade tra Sylvester "Sly" Stallone e il cinema d’azione, di cui l’attore italo-americano è probabilmente il più illustre ed autorevole rappresentante. Non poteva che spettare a lui allora l’organizzazione della più grande impresa action della storia, con I mercenari , film che racchiude tutte le migliori star del cinema d’azione, arrivato quest’anno al terzo capitolo.

I mercenari 3 sbarca in home video oggi 17 dicembre in DVD e Blu-ray, e in due esclusivi cofanetti con tutti i film della saga, sempre in DVD e Blu-ray, con numerosi contenuti speciali, distribuito dalla Universal Pictures Italia. La pellicola vanta un cast di stelle, guidate dallo stesso Stallone nei panni di Barney Ross, dove spiccano i nomi di Arnold Schwarzenegger, in pensione dalla carriera politica e deciso a ricostruirsi una carriera cinematografica, l’attore esperto di arti marziali Jason Statham, Wesley Snipes, al ritorno sulla scena dopo un brutto guaio giudiziario e Dolph Lundgren. Importanti anche le new entry: Antonio Banderas, Harrison Ford, sostituto ideale di Bruce Willis che ha deciso di non partecipare al progetto, e Mel Gibson, qui nei panni di un villain d’eccezione, ex mercenario e ormai spietato trafficante d’armi, inviso al governo americano che per eliminarlo si rivolgerà allo stesso Ross. Sarà l’inizio di una scontro epico tra violenti corpo a corpo, sfide all’arma bianca e sparatorie. Proprio in occasione dell’uscita in home video de I mercenari 3, tracciamo un profilo di Sylvester Stallone in un viaggio tra i migliori ruoli della sua carriera.


 

Una volta terminati gli studi, con una laurea in recitazione conseguita presso l’Università di Miami e in seguito a diversi piccoli lavori, dal parrucchiere al bigliettaio, Sly fa il suo esordio nella settima arte con un ruolo non proprio edificante, ottenendo un compenso piuttosto misero, per interpretare Party at Kitty and Stud’s, un film uscito in Italia con il titolo Italian Stallion – Porno proibito, che lascia ben pochi dubbi sul genere d’appartenenza. Italian Stallion è un film softcore che racconta la storia, soprattutto erotica con tanto di pratiche sadomaso, tra Stud e Kitty, una coppia newyorkese. Stallone partecipò al film per una mera questione economica, in un periodo nel quale l’attore era costretto a dormire in una stazione degli autobus. Seguirono delle brevi partecipazioni, a volte non accreditato, in diverse pellicole: Amanti ed altri estranei , del regista Cy Howard, Rebel - Fuga senza scampo di Robert Allen Schnitzer, Il dittatore dello stato di Bananas di Woody Allen e Una squillo per l’ispettore Klute, del cineasta Alan J. Pakula. Nel 1974 partecipa, questa volta nel ruolo di co-protagonista, al film Happy Days – La banda dei fiori di pesco, pellicola ambientata in un sobborgo di Brooklyn che ruota attorno alle vicende personali di un gruppo di teppistelli di strada. Uno dei protagonisti della pellicola è Henry Winkler, qui nei panni di Fonzie, come il celebre ed omonimo personaggio da egli stesso interpretato nella serie tv Happy Days.



L’anno seguente, Stallone partecipa come comparsa, nel ruolo di un borseggiatore, alla black comedy Il prigioniero della seconda strada, e veste i panni del criminale mafioso compagno di Al Capone in Quella sporca ultima notte, film che ripercorre la vita del più potente boss di Chicago. Stallone iniziò ad attirare l’attenzione della critica e del pubblico e la sua interpretazione fu molto apprezzata. Sempre nel 1975 è tra i protagonisti di Anno 2000:  La corsa della morte, film diretto da Paul Bartel e ambientato in un futuro distopico, in un'America sotto dittatura dove ogni anni il governo organizza delle violenti corse automobilistiche, nelle quali viene dato libero sfogo alle ambizioni criminali dei partecipanti, “autorizzati” a travolgere e uccidere dei passanti, soprattutto bambini e donne. Nel film Stallone interpreta il pilota Joe “Rombo di tuono” Viterbo, uno dei partecipanti alla annuale e cruenta competizione. Sempre nel mondo delle corse è ambientato Cannonball, film diretto ancora da Paul Bartel, dove Sly fa, insieme a Martin Scorsese, un piccolo cameo.



Dopo una partecipazione a Marlowe il poliziotto privato, arrivò nel 1976 un inaspettato, fragoroso e meritato successo con Rocky, una pellicola che segnerà in maniera indelebile la carriera dell’attore, lanciandolo nell’olimpo delle stelle hollywoodiane. Così come il protagonista della pellicola, un pugile dagli scarsi risultati che si guadagna da vivere con un impiego non troppo lecito nella riscossione dei crediti, fino alla possibilità di concorrere per il titolo mondiale dei pesi massimi, anche Stallone approfitta della prima opportunità offerta dalla vita per emergere ed uscire dai bassifondi cinematografici, ottenendo due nomination agli Oscar, per la miglior sceneggiatura e il ruolo di miglior attore protagonista. Un onore che in passato venne attribuito esclusivamente a Charlie Chaplin e Orson Welles. La pellicola, trionfatrice agli Academy Award con tre statuette, compreso il miglior film davanti a pellicole come Taxi Driver e Tutti gli uomini del presidente, ha come protagonista un antieroe per eccellenza, un uomo umile, non realizzato e impegnato anche suo malgrado in lavori sporchi che gli permettono di sopravvivere. Il tenero amore con Adriana, una ragazza ben poco appariscente, l’amicizia con il burbero allenatore Mickey e l’epica battaglia finale, dove si consuma la sfida tra Rocky e il campione mondiale Apollo Creed, sono tra i fattori che hanno contribuito al successo del film. Quella di Rocky è una delle saghe più longeve del cinema, con sei film in trent’anni e circa tre miliardi di dollari incassati al botteghino.



Il pubblico ha visto ascesa e declino del pugile, dal successo contro Apollo Creed in Rocky II, e la conquista del titolo dei pesi massimi, agli agguerriti avversari Clubber Lang, pugile di colore interpretato da Mr. T e protagonista del terzo capitolo della saga, e Ivan Drago, un temibile atleta russo portato sul grande schermo da Dolph Lundgren in Rocky IV, fino al ritiro dalle scene avvenuto in Rocky V dove Balboa, dopo essere caduto in disgrazia economicamente, si dedica all’allenamento di un promettente giovane. L’epilogo è Rocky Balboa , con l’ex boxeur rimasto vedovo, coraggiosamente disposto a salire di nuovo sul ring.



Sylvester Stallone è un uomo di cinema, attore consumato ma anche sceneggiatore, produttore e regista. Il suo esordio dietro la macchina da presa è datato 1978, quando portò sul grande schermo Taverna paradiso, pellicola ispirata a un suo stesso romanzo, che ruota attorno al mondo della lotta libera in una New York del dopoguerra dove regnano miseria e povertà. Sempre nella grande mela è ambientato I falchi della notte , film diretto nel 1981 da Bruce Malmuth, con Stallone nei panni di un ruvido poliziotto sulle tracce di un pericoloso terrorista. Ancora nel 1981 è scelto da John Huston per il dramma sportivo Fuga per la vittoria, ispirato a una storia vera e con un cast composto, in maggioranza, da veri calciatori professionisti. Qui Stallone interpreta un giovane canadese detenuto in un campo di prigionia nazista e protagonista, nei panni del portiere, di una memorabile sfida di calcio tra soldati nazisti e prigionieri. L’anno seguente arrivò il secondo ruolo più importante della sua carriera con Rambo e fu l’inizio di un’altra indimenticabile saga.



Nel primo film conosciamo l’ ex militare John Rambo che dopo aver combattuto in Vietnam fa ritorno in patria, dove viene ostracizzato dallo sceriffo di una fittizia cittadina statunitense, in un'evidente denuncia cinematografica che vuole sensibilizzare sul tema del difficile reinserimento dei veterani nella vita civile. In Rambo II – La vendetta è costretto, arruolato dal Colonnello Trautman, a tornare proprio in Vietnam per cercare dei possibili sopravvissuti al conflitto, mentre in Rambo III, quando sembra aver ormai dimenticato l’orrore della guerra, dovrà rimettersi in gioco proprio per salvare Trautman, catturato dall’esercito russo durante una missione in Afghanistan. Quella che sembrava una trilogia si arricchì di un nuovo capitolo nel 2008 quando Stallone scrisse, diresse e interpretò John Rambo, quarto capitolo della saga, ambientato in una Birmania sconvolta dalla guerra intestina tra l’esercito militare al governo e un gruppo di ribelli locali. Rambo riuscì a convincere la critica e il pubblico che si affezionò alle gesta del soldato, simbolo di una guerra sporca che ha distrutto e diviso la coscienza americana ma, grazie al film, improvvisamente riunita davanti alla rappresentazione di un eroe americano, che è allo stesso tempo un emarginato abbandonato dalla società e dal governo.



Nel 1986 Sly torna dalla parte della legge con Cobra, un poliziesco diretto da George Pan Cosmatos, dove interpreta un tenente della polizia di Los Angeles, mentre l’anno seguente è un camionista e campione di braccio di ferro in Over The Top, un tenero on the road  famigliare che permetterà a un padre di riavvicinarsi al figlio. Nel 1989 si cimenta nel dramma carcerario Sorvegliato speciale, dove è un detenuto in lotta contro un tirannico e vendicativo direttore del carcere, ed è ancora una volta tutore dell’ordine in Tango & Cash, dove recita insieme a Kurt Russell, formando una indimenticabile coppia di “sbirri”.



Dopo più di vent’anni di successi, Sly avvertì il bisogno di misurarsi con altri generi e partecipò a due commedie consecutive: Oscar un fidanzato per due figlie di John Landis, dove recita nel ruolo di un gangster sulla via della redenzione, distratto dalle vicende amorose delle figlie, e Fermati o mamma spara, dove il protagonista, guarda caso ancora una volta un poliziotto, riceve la visita della dolce ma fin troppo invadente mamma. Due ruoli diversi che non furono però premiati dal pubblico, ormai fin troppo abituato al suo “eroe” action che sembrava intrappolarlo, anche a causa di una fisicità strabordante, in precisi generi cinematografici.



Ed è per questo che Stallone tornerà al cinema d’azione con Cliffhanger – L’ultima sfida, dove interpreta un soccorritore delle montagne rocciose; Demolition Man, nelle vesti di un sergente di polizia sulle tracce di un pericoloso evaso sullo sfondo di una futuristica Los Angeles; Dredd – La legge sono io, adattamento cinematografico del celebre fumetto, con Stallone nei panni di un giudice-poliziotto vittima di una congiura. Infine è un sicario in Assassins, un ex agente della Cia assoldato per compiere una vendetta in Lo specialista e un eroico soccorritore in Daylight – Trappola nel tunnel, disaster movie diretto da Rob Cohen.



Nel 1997 Stallone si impegnò per uno dei ruoli più complicati della sua carriera, ingrassando volontariamente di diversi chili per poter interpretare lo sceriffo di una corrotta cittadina statunitense in Cop Land , del regista James Mangold. Un ruolo agli antipodi per Sly, che si mise alla prova con coraggio ma non venne adeguatamente premiato. Seguirono due lustri avari di soddisfazioni cinematografiche, con la carriera dello “stallone italiano” che sembrava volgere ormai al termine. Fu in questo periodo però che Stallone si mise nuovamente in gioco: lavorò in palestra tornando a una forma fisica invidiabile, e vestì di nuovo i panni di Rocky Balboa e John Rambo nei film citati, realizzati tra il 2006 e il 2008.



Le due pellicole, apprezzate dai fan, servirono da trampolino per il lancio di una nuova entusiasmante saga: I mercenari . Nel 2010 Sly arruolò un cast di stelle e amici e un redivivo Mickey Rourke, per interpretare un manipolo di mercenari impegnati in missioni ad alto rischio ma ben retribuite. La formula funzionò e venne riproposta nel 2012, con le new entry Jean-Claude Van Damme e Chuck Norris, e nel 2014 con I mercenari 3. Il successo della saga dimostra l’affetto che il pubblico prova ancora per il cinema d’azione d'antan, come dimostrato da Il grande match, una suggestiva sfida sul ring tra lui e Robert De Niro, e dal dramma carcerario Escape Plan – Fuga dall’inferno, al fianco dell’amico ed ex-rivale Schwarzenegger.




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