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"Il lockdown, occasione unica e irripetibile per la vera commedia all'italiana": Enrico Vanzina su Lockdown all'italiana

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Presentato oggi a Roma Lockdown all'italiana, ennesimo film da sceneggiatore di Enrico Vanzina e sua opera prima da regista. Ecco quel che Vanzina ha raccontato sul film, e risposto alle polemiche che ha suscitato nelle scorse settimane.

"Il lockdown, occasione unica e irripetibile per la vera commedia all'italiana": Enrico Vanzina su Lockdown all'italiana

"Durante il lockdown mi sono ritrovato in una Roma deserta, spettrale e magnifica, angosciante e affascinante. Ho subito capito che per chi fa il cinema, per chi come me il cinema l'ha vissuto fin da bambino, quella era un'occasione irripetibile per fare una vera commedia all'italiana: la commedia che racconta di un piccolo gruppo di personaggi che vivono una tragedia più grande di loro. È quello il fondamento della commedia all’italiana."
Così esordisce Enrico Vanzina presentando Lockdown all'italiana, suo ennesimo film da sceneggiatore e primo da regista, che qualche settimana fa aveva suscitato l'indignazione della rete in seguito alla diffusione del manifesto (che era ed è brutto, sì, ma quello è un altro paio di maniche).

Enrico Vanzina e le polemiche

"Ho le spalle molto larghe, poi però se leggi, rilanciate dai giornali, le opinioni di 1500 persone che ti odiano e pensano che sei un mostro che sta speculando sul dolore, la cosa ti fa male," ha commentato con amarezza Enrico Vanzina. "Ho perso un fratello nel giro di sei mesi, ho scritto un libro su di lui e sulla morte, e sentirmi dire che scherzavo sulla morte mi ha fatto schifo e malissimo. Mi piacerebbe che qualcuno, dopo aver visto cos’è davvero questo film, si possa cospargere il capo di cenere."

Il tema di Lockdown all'italiana? La ricerca della felicità

Quel che è certo, è che Lockdown all'italiana non è davvero un film che vuole solo ridere dei tic degli italiani durante il periodo di confinamento vissuto la scorsa primavera. Non è solo quello che si vede dal trailer, insomma, ma questo vale per ogni film, e lo dovrebbero sapere oramai tutti.
"Per me il tema del film è quello della ricerca della felicità", ha dichiarato Vanzina, che non a caso ha rivendicato di aver messo in esergo una frase di Jacques Prévert che recita "Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro che per dare l'esempio."
Per Vanzina, la ricerca della felicità è quella di "quattro personaggi negativi, che si arrabattano di fronte alla situazione eccezionale in cui si trovano. Questo è film per non dimenticare, ma in maniera buffa e spiritosa." Buffa sì, ma non necessariamente disimpegnata: "Siamo usciti migliori da quella situazione?," si chiede retoricamente Vanzina, "Penso di no. Questo è un film cattivo, con personaggi che sono mostri, ognuno a modo suo."

Lockdown all'italiana: prima regia di Enrico Vanzina

I mostri, interpretati da Ezio Greggio, Paola Minaccioni, Ricky Memphis e Martina Stella, sono due coppie che scoppiano, causa corna, proprio all'inizio del confinamento, e si ritrovano chiuse in casa loro al massimo della tensione. "Annotavo quello che accadeva attorno al me, e già l'11 maggio scorso ho formulato l'idea del soggetto, che per me era uno spunto fortissimo," ha spiegato Vanzina. Scritta in fretta la sceneggiatura, con il contributo di Paola Minaccioni, Vanzina l’ha inviata a Giampaolo Letta di Medusa, e subito è partita la macchina della produzione.
"Mi era stato proposto di fare il regista una volta, nel 1977, ma avevo detto di no. Ho sempre pensato, e penso ancora, che la sceneggiatura sia più importante della regia. In questo caso ho accettato perché perché pensavo che papà e Carlo l'avrebbero fatto, un film così. Allora ho provato a fare una cosa semplice: nella commedia meno senti il regista meglio è." Vanzina definisce semplice anche il film, semplice e "onesto. Girato in poco tempo e costato poco: ci siamo tutti dimezzati il compenso, per farlo."

Un film pensato per la sala

Nonostante i suoi ultimi lavori da sceneggiatore, Natale a 5 stelle e Sotto il sole di Riccione, siano usciti direttamente su Netflix, nel caso di Lockdown all'italiana Vanzina ha voluto fortemente l'uscita in sala.
"Lo abbiamo pensato per la sala fin dall'inizio: per chi ama il cinema questa era una grande occasione realizzare un granello capace di lanciare un segnale di speranza. Certo, ora siamo un po' in ansia, ma ancora convinti della nostra scelta: non possono e non devono toglierci la libertà di andare al cinema. Chiudere i cinema sarebbe come chiudere il cervello a milioni di persone."
"Venendo qui stamane ho rivolto una domanda a mio fratello: ho fatto bene a fare questo film, Carlo?," ha raccontato Vanzina. "Penso che anche in questo caso sia valsa la regola del silenzio assenso."

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