Il Dark Universe della Universal è in forse?

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Il Dark Universe della Universal è in forse?

La mummia con Tom Cruise, uscito a giugno, doveva essere il primo tassello del progetto Dark Universe, costruito intorno ai mostri classici della Universal, fortemente voluto da Alex Kurtzman, che ha anche diretto e in parte scritto proprio La mummia. La creazione di questi "universe" significa per le major una scommessa sicura su una serie di lungometraggi che fidelizzano il pubblico e riducono i rischi, ammiccando alla nuova serialità e avvantaggiandosi di un marketing già avviato, perché gli spettatori conoscono già bene ciò di cui si parla. Ergo, il primo film deve incassare molto, per garantire l'onda lunga.

Questo con La mummia non è successo. Sulle prime sembrava persino che si potesse ascrivere all'imbarazzante lista dei flop: costato 125 milioni, ne ha incassati negli States soltanto 79, né in Europa è andata meglio. Se La mummia non è andato in rosso è stato solo grazie a due mercati, il cinese e il sudcoreano, dove il lungometraggio ha portato a casa rispettivamente 91 e 27 milioni di dollari. Il totale mondiale si è quindi assestato sui 397, che hanno scongiurato il  flop in corner, ma di sicuro non rappresentano un'inaugurazione trionfale del Dark Universe. Intervistato da IGN sul suo coinvolgimento futuro nel Dark Universe, di cui era il perno creativo, Kurtzman a sorpresa ha risposto: "La verità è che non lo so, non lo so davvero, non ho ancora deciso, questa è l'onesta risposta".
In molti stanno vedendo nella titubanza di Kurtzman una comprensibile titubanza della stessa Universal. Al momento comunque il remake di La moglie di Frankenstein firmato da Bill Condon è ancora previsto per il febbraio del 2019.



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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