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Il colore viola e E.T: come l'alieno ha assicurato la regia a Steven Spielberg

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Non fu facile per Alice Walker accettare che la trasposizione cinematografica del suo intenso libro fosse diretta da un regista bianco che non aveva diretto film fantastici di grande successo commerciale. Però quando l'autrice vide E.T...

Il colore viola e E.T: come l'alieno ha assicurato la regia a Steven Spielberg

Era un regista 39enne Steven Spielberg quando uscì al cinema Il colore viola con la sua regia. Fino a quel momento lui era il regista di un cinema fantastico e avventuroso che andava da Lo squalo a E.T. passando per Incontri ravvicinati del terzo tipo e I predatori dell'arca perduta. Ma soprattutto, era un maschio bianco.
Non sembrava proprio essere il regista più idoneo per portare al cinema il romanzo vincitore del premio Pulitzer che raccontava la tremenda condizione delle donne afro-americane agli inizi del 900 attraverso una storia lunga quarant'anni raccontata in prima persona da una di loro. Non c'era creature né effetti speciali in questo film e i precedenti film di Spielberg non è che si mettessero in risalto per la presenza di personaggi di colore. Il regista rappresentava Hollywood agli occhi dell'autrice del libro Alice Walker e Hollywood non era certo famosa per trattare in modo generoso le storie e la cultura degli afro-americani.

Il colore viola: Steven Spielberg, Whoopi Goldberg e il legame dei loro ruoli con E.T.

Il musicista Quincy Jones, un pilastro della black music, ottenne i diritti del libro per farne un film e trascinò nel progetto il suo amico Steven Spielberg e gli abituali partner di quest'ultimo, Frank Marshall e Kathleen Kennedy. A questo punto i produttori c'erano, l'adattamento dello script era stato affidato a trent'enne Menno Meyjes, il cast sarebbe stato scelto presto, ma non prima di capire chi potesse dirigere il film. Spielberg non aveva minimamente preso in considerazione l'idea, perché lui stesso, per le ragioni precedentemente esposte, riteneva di non essere la persona giusta.
Fu Quincy Jones a convincerlo. Il regista non aveva una conoscenza profonda del Sud degli Stati Uniti dove si ambientano le vicende ed era sicuro che una persona afro-americana sarebbe stata una scelta migliore per dirigere il film, qualcuno che potesse più facilmente entrare in sintonia con i tormenti vissuti dai personaggi. Quincy Jones fu irremovibile e insistette dicendogli: "Voglio che sia tu il regista e, comunque, avresti diretto meglio E.T. se fossi stato un alieno?". Su questa inappuntabile logica, Spielberg accettò.
I successivi dubbi furono sollevati da Alice Walker i quali in parte svanirono quando la donna vide E.T.. L'autrice del libro fu commossa dal film sull'alieno e si convinse che il trattamento di dell'extra-terrestre fosse vicino a quello di una persona di colore in un contesto ostile.
E.T. ritornò anche in fase di casting perché la protagonista Whoopi Goldberg, qui al suo esordio cinematografico, fu scelta sulla base di un provino in cui in parte interpretava l'alieno ubriaco, che fece ridere e conquistò tutti.



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