Il Cinema Ritrovato, il festival per chi ama il cinema, e per chi vuole ricominciare ad amarlo

- Google+
30
Il Cinema Ritrovato, il festival per chi ama il cinema, e per chi vuole ricominciare ad amarlo

Lo ha detto qualche giorno fa Martin Scorsese: "non c'è nulla di paragonabile a vedere in film in sala."
E allora anche se, al fianco di rarità da leccarsi i baffi, al Cinema Ritrovato ci sono anche i film che nella tua vita di spettatore hai visto e rivisto (come Gli uccelli di Alfred Hitchcock, o come L'appartamento di Billy Wilder, che però è stato proiettato a Bologna in una versione restaurata in maniera magnifica, e così di certo prima non l'hai visto mai) tu sei contento come una pasqua, e ti emozioni come la prima volta e anche di più, anche perché in moltissimi casi è davvero una prima volta. Quella di quei film visti sul grande schermo, appunto, anche se conta tantissimo il rilassamento che deriva dall'effetto madeleine, dal ricordo di quei pigri pomeriggi di quando eri bambino, o poco più, e guardavi qui film alla televisione di casa e t'innamoravi del cinema anche sul piccolo schermo.
Sia come sia, ci sono pochi dubbi sul fatto che Il Cinema Ritrovato è un festival dalla personalità unica e preziosa, che riesce a tenere alta la fiamma della passione per il cinema, e anzi ad alzarla come non sempre gli altri festival - quelli del cinema "nuovo" - riescono a fare: e testimonianza ne è un'affluenza straordinaria (basti dire che l'unica proiezione in programma di Le silence est d'or di René Clair, prevista alle 16 di un lunedì in una sala da 450 posti è andata esaurita con molti accreditati rimasti fuori) e cosmpopolita, con studiosi e studenti di cinema che arrivano a Bologna da tutto il mondo per assistere alle tante proiezioni del festival.

D'altronde - e torniamo ancora una volta alla serata inaugurale e alla lezione di cinema di Scorsese, e alle dichiarazioni del direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli - il cinema del passato, se lo guardiamo bene, ci parla del cinema di oggi, e di quello del futuro.
Non solo perché, come tutta la storia, anche quella del cinema è fondamentale per capire in che presente siamo finiti, e perché, e dove potremmo andare facendo tesoro dell'esperienza del passato, ma perché sugli schermi del Cinema Ritrovato - quelli al chiuso come quello, splendido, all'aperto di Piazza Maggiore - vengono proiettati film che, restaurati o meno, colpiscono per la loro straordinaria modernità.
Modernissima, di Gli uccelli, non è solo una messa in scena che - a pensare alle risorse tecniche e tecnologiche a disposizione nel 1963 - ha del miracoloso, ma anche quel finale aperto e sconcertante, e tutto il complesso sottotesto psicanalitico che ha generato varie analisi, tra le quali il celebre libro della femminista americana Camille Paglia che nel film vede "un'ode perversa al fascino sessuale della donna".
E, tanto per rimanere in terreni di femminismi nuovi e vecchi, si potrebbero citare la grande attualità dei discorsi di genere (e di classe) portati avanti in quel capolavoro perfettamente dosato, scritto e diretto che è L'appartamento, sì, ma anche e soprattutto quelli di Il bell'Antonio, uno dei film dedicati al Marcello Mastroianni "segreto" presentati qui a Bologna, che è una storia spietata e affascinante che parla della violenza del patriarcato, e del suo inevitabile declino.
Ancora con Mastroianni, Cronaca familiare di Valerio Zurlini non è solo uno dei film dove quello che è stato uno dei più grandi attori del nostro cinema era arrivato alla piena maturità d'attore, ma anche un dramma di straordinaria eleganza formale, e di scrittura, che potrebbe essere stato girato (quasi sempre peggio) oggi, per la storia e lo stile che adotta per raccontarla.  
E anche film che appaiono decisamente più datati, come Giorni d'amore di Giuseppe De Santis, reggono grazie al carisma del suo protagonista, e a una storia - quella di due innamorati che non hanno i soldi per sposarsi - che potrebbe riecheggiare senza problemi nel cinema italiano di oggi negli anni della crisi.

Paralleli col presente a parte, che magari per alcuni potrebbero risultare fin troppo tirati per i capelli, resta il fatto che vedere o rivedere al cinema film come quelli raccontati fin qui, o come il musical in technicolor Meet me in St. Louis di Vincente Minnelli, resta un'esperienza rara e di grandissimo impatto.
Resta il fatto che solo al Cinema Ritrovato, puoi vedere nella stessa giornata il documentario su Ingmar Bergman girato da Margarethe Von Trotta, e da lei presentato, e poi la sera, in Piazza Maggiore, Il settimo sigillo in versione restaurata.
Resta il fatto che i film di Marcello Mastroianni, quelli di Luciano Emmer e quelli di John Stahl, e i restauri di Che fine ha fatto Baby Jane?, Suspiria, Il cacciatore, L'esorcista, Ladri di biciclette e Divorzio all'italiana saranno a Bologna, nei prossimi giorni, a disposizione di chi del cinema è innamorato e di chi del cinema si vuole innamorare ancora, e ancora, e ancora.
Cosa ci fate ancora a casa?



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Lascia un Commento
Lascia un Commento