Il cinema italiano presenta Moviement: il progetto per far vivere il cinema in sala dodici mesi l'anno

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Il cinema italiano presenta Moviement: il progetto per far vivere il cinema in sala dodici mesi l'anno

C'è tutto il cinema italiano (inteso come industria) che conta, nella sala dove si presenta il progetto Moviement. Anzi, il progetto/processo, come lo definisce il moderatore dell'incontro Enrico Magrelli.
Cos'è Moviement? In poche parole un piano triennale mirato a far sì che, come dice Francesco Rutelli, presidente dell'Anica, "i film al cinema ci siano dodici mesi all'anno, con lo sforzo e la volontà di tutta l'industria e di tutta la filiera".
Detta in altre parole, Moviement è in primo luogo il tentativo di allineare il mercato italiano a quello di tutto il resto del mondo, cercando di riportare film e spettatori nei cinema nei tre lunghissimi e spesso drammatici mesi estivi. E, in seconda battuta, quello di incentivare il consumo cinematografico per tutto l'anno.

Assieme a Rutelli, a presentare Moviement ci sono Luigi Lonigro presidente dei distributori Anica, Mario Lorini presidente dell'Anec, Carlo Bernaschi presidente dell'Anem, Francesca Cima presidente di produttori Anica, Piera Detassis presidente dell'Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, Andrea Cuneo responsabile della comunicazione Moviement e il sen. Lucia Borgonzoni, sottosegretario ai Beni Culturali.
"Siamo di fronte al cambiamento più profondo nella storia dell'audiovisivo," esordisce Rutelli, "con milioni di persone che producono immagini in movimento, con la fruizione che si sposta al di fuori della sala, ma il cinema senza sala non esisterebbe, non esisterebbero più le immagini in movimento". "Proponiamo un cambiamento epocale che vuole modificare la percezione dello spettatore nei confronti del cinema in estate: come se la prima della Scala si tenesse il 1° di agosto," gli fa eco Luigi Lonigro, per poi passare la parola agli altri rappresentanti delle associazioni e alle slide di Andrea Cuneo, oltre che alle immagini dello spot, girato in stile cinecomic, che a partire dalla serata di premiazione dei David di Donatello che si terrà il prossimo 27 marzo, verrà trasmesso su Rai 1.

Tutto questo parlare di progetti, filiere, sinergie, spot, social e altro ancora, qualcosa di concreto già s'intravede, ed è qualcosa di molto positivo.
Grazie allo sforzo congiunto di istituzioni governative, produttori, distributori ed esercenti, tutti impegnati nei rispettivi ambiti di azione in maniera coordinata, sono tanti i titoli che gli spettatori italiani troveranno nei cinema nel corso dei mesi estivi: blockbuster come Rocketman, Godzilla II: King of the Monsters, X-Men - Dark Phoenix, Pets 2, Toy Story 4, Annabelle 3, Spider-Man: Far from Home, Men in Black: International, Il sole è anche una stella, Il Re Leone e Fast & Furious - Hobbs & Shaw, ma anche cinema d'autore straniero e italiano rappresentato da Stanlio & Ollio, I fratelli Sisters, Beautiful Boy, The Golden Glove, Red Joan, All is True di Kenneth Branagh, Domino di Brian De Palma, White Crow il biopic su Nureyev di Ralph Fiennes, Submergence di Wim Wenders e Il grande spirito e Il signor Diavolo, che sono rispettivamente i nuovi film di Sergio Rubini e Pupi Avati. E a questi si potrebbero aggiungere anche alcuni importanti titoli italiani che non sono ancora stati svelati perché in predicato di essere presentati a Cannes.

I titoli quindi ci sono. Andrà verificato, certamente al termine del triennio e non prima, se Moviement sarà riuscito ad avere successo nella sua ambizione maggiore, che è quella di cambiare la mentalità degli italiani nei confronti del cinema: d'estate, certo, ma non solo. Cambiare l'abitudine e la percezione, per dirla con Cuneo.
La speranza, ovviamente, è che possano rivelarsi sufficienti le misure presentate in termini di incentivi (come il ritorno dei Cinema Days) e di promozione pubblicitaria.
Ma ha ragione anche Francesca Cima quando dice che, per quanto sia "bello pensare sia stato il cinema a fare il primo passo per pensare a un utilizzo diverso dei nostri centri urbani in estate", è vero che il cinema da solo non basta, se non supportato dal resto del sistema mediatico e culturale. "Bisognerebbe pensare a qualche iniziativa di supporto, come ad esempio l'idea di mettere in palinsesto qualche trasmissione di approfondimento sul cinema," dice Cima.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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