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Il 7 e l'8: chi è Eleonora Abbagnato star del film di Ficarra e Picone

Grazie a Ficarra e Picone, Il 7 e l'8 rappresenta per Eleonora Abbagnato l'esordio al cinema, ma la sua carriera professionale è più che solida in un altro ambito artistico.

Il 7 e l'8: chi è Eleonora Abbagnato star del film di Ficarra e Picone

Nel caso abbiate un visto di recente Il 7 e l'8, il secondo film di Salvatore Ficarra e Valentino Picone uscito al cinema nel 2007, e contemporaneamente abbiate un vuoto di memoria su chi sia quella ragazza protagonista insieme ai due comici, questo articolo fa al caso vostro. Eleonora Scavuzzo è il personaggio interpretato da Eleonora Abbagnato che con questo film fa il suo esordio al cinema. Potreste ricordare di averla vista in TV quando qualche anno fa aveva sostituito Miguel Bosé nel programma Amici di Maria De Filippi o prima ancora sul palco del Festival di Sanremo affiancando in una serata la conduzione di Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Ma se l'avete vista esibirsi nella danza, allora sapete bene chi è Eleonora Abbagnato, perché quando la si vede ballare non la si dimentica più.

Chi è Eleonora Abbagnato

Nata nel 1978, Eleonora Abbagnato comincia a studiare danza classica all’età di 5 anni in Italia. Si trasferisce successivamente a Monte-Carlo a l’Ecole Marika Bresobrasova. A 11 anni viene selezionata da Roland Petit per essere Aurora bambina nella sua versione de La bella addormentata nel bosco e nel 1992 entra all’École de danse de l’Opéra de Paris, dove completa tutti gli studi, partecipando alle tournées e agli spettacoli. Nel luglio 1996 entra a far parte del Corpo di Ballo de l’Opéra National di Parigi e partecipa alle numerose produzioni di repertorio classico e contemporaneo (da George Balanchine a Rudolf Noureev, da Roland Petit a Pina Bausch). Eleonora è solista nelle produzioni di Rudolf Noureev (Don Quichotte, La Belle au bois dormant, Cendrillon, La Bayadère, Raymonda, Casse-Noisette), Temptations of the Moon (Martha Graham), Pierre Lacotte (La Sylphide), Roland Petit (Clavigo et Le Jeune homme et la Mort), et George Balanchine (Emeraudes). Nel febbraio del 2001 viene promossa Première Danseuse e arricchisce il suo repertorio con diverse performance. Nel marzo 2004 interpreta un estratto da Pas de Dieux di Gene Kelly. Selezionata nel 1999 da William Forsythe per danzare nella creazione di Pas./parts, aggiunge alla sua carriera The Vertiginous Thrill of Exactitude, Approximate Sonata, Artifact Suite e Rire de la lyre (José Montalvo – 1999), Wuthering Heights (Kader Belarbi - 2002) e Songe de Médée (Angelin Preljocaj – 2004). Finalista al Concorso Internazionale di Danza di Varna (Bulgaria) nel 1998, Eleonora Abbaganto ha inoltre ricevuto il Premio « Giovane Speranza » della città di Catania, e il « Prix Danse Europe » nel 1990, il Premio Cercle Carpeaux per le sue interpretazioni durante la stagione 1998/99, il Premio Positano, il “Premio del Pubblico” conferitole dall’AROP nel 2000 e ancora nel 2001 il Premio Internazionale Gino Tani. Dal 2015 è direttrice del Corpo di Ballo dell'Opera di Roma.

L'esordio al cinema di Eleonora Abbagnato in Il 7 e l'8

“Era da tempo che aspettavo l’occasione di mettermi alla prova in qualcosa di diverso e con Salvo e Valentino avevo già lavorato in televisione, inaugurando una collaborazione cosi’ straordinaria da suonare quasi familiare” racconta la ballerina all'uscita del film in sala. In realtà i tre palermitani, prima di allora seguivano a distanza le reciproche carriere ma non si erano mai incontrati. “È stato come se ci conoscessimo da sempre. Lavorare con loro ha significato immergermi in un’atmosfera familiare, calda e rassicurante che ha contribuito a costruire la naturalezza del mio personaggio", spiega la Abbagnato. “Non è stato difficile per me interpretare il personaggio di una ragazza semplice e di grande candore, ma contemporaneamente una donna che vive un po’ nel suo mondo, la comicità credo che emerga proprio da questi contrasti, e in qualche modo mi assomiglia. E poi nella realtà ho due fratelli e quindi il film ha in qualche modo replicato una struttura familiare che mi apparteneva.” Abituata alla ferrea disciplina ed al rigore della sua professione, il cinema le è sembrato quasi una passeggiata. “Quello della danza è un mondo chiuso e ristretto nel quale si lavora molte ore di seguito senza sosta e con il massimo della concentrazione. Ma poi devi trasmettere tutte le tue emozioni al pubblico, concentrate nello spettacolo. Nel cinema e diverso: ci sono piu’ attese e si è meno pressati perché se una scena non viene bene puoi rifarla finchè il risultato non è soddisfacente. E mi sono divertita, in questo film abbiamo riso davvero tanto".



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