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I due carabinieri: la rivalità fra Verdone e Montesano e quella morte a sorpresa

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Aneddoti e curiosità su I due carabinieri, quinto film di Carlo Verdone regista che sul set non andò affatto d'accordo con Enrico Montesano.

I due carabinieri: la rivalità fra Verdone e Montesano e quella morte a sorpresa

I due carabinieri è il quinto film da regista di Carlo Verdone. Arriva dopo le commedie a episodi Un sacco bello e Bianco rosso e Verdone e dopo Borotalco e Acqua e sapone. Come quest'ultimo, anzi più di quest'ultimo, ha un coté malinconico. Non ruota però intorno a una storia d'amore, perché la coppia, stavolta, è al maschile, tanto che possiamo tranquillamente parlare di buddy-movie. I buddy in questione sono lo stesso Verdone ed Enrico Montesano, affiancati da un inedito Massimo Boldi.
Somiglia un po’ a una commedia amara di Risi o Monicelli I due carabinieri, perché il dramma talvolta entra di prepotenza in scena e i personaggi rappresentano magnificamente vizi e virtù del nostro paese. Se il Marino di Verdone è una variante del Leo di Un sacco bello o del Rolando Ferrazza di Acqua e Sapone, il Glauco di Montesano incarna il tipico nostro compatriota quasi quarantenne, spiantato ed estroverso che cerca "una svolta".
Uscito nel 1984, I due carabinieri ebbe uno straordinario successo di pubblico, e quando arrivò in televisione nel 1987 fu visto da 13.495.000 persone. Come molte commedie della prima metà degli anni '80, è diventato un cult-movie. Realizzarlo non è stato semplice per Carlo Verdone, che scrisse il copione insieme a Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Come molti sanno, il regista non andò d'amore e d'accordo con Montesano, e infatti fra i due non ci fu mai più un sodalizio artistico.

I due carabinieri: fra Carlo Verdone ed Enrico Montesano fu rivalità a prima vista

Quando Enrico Montesano fu chiamato da Carlo Verdone a interpretare Glauco ne I due carabinieri, aveva già alle spalle una lunga e fortunata carriera, avendo recitato in 46 film. Era quindi un attore consolidato e assai consapevole del proprio talento e della propria vis comica. In realtà Carlo ed Enrico avevano già fatto un film insieme, anche se non avevano condiviso nemmeno una scena. Parliamo di Grand Hotel Excelsior di Castellano e Pipolo, commedia corale del 1982. Sul set de I due carabinieri i dissapori si manifestarono fin dall'inizio perché Montesano riteneva che il collega avesse battute molto più spiritose delle sue. Ecco cosa dichiarò in proposito Carlo Verdone nel '96: "Ho sempre creato buoni rapporti con gli attori dei miei film. L'unico con il quale ho avuto qualche problema è stato Enrico Montesano per I due carabinieri. È stato un film molto fortunato e allo stesso tempo pieno di tensioni che non so spiegarmi. Enrico era molto nervoso e insicuro, forse aveva paura che avrei fatto ridere più di lui. Un giorno, dopo essere andato in moviola senza il mio permesso, si presentò con un taccuino in cui aveva evidenziato in rosso le battute divertenti mie e in verde le sue. Secondo questo elenco io avevo l'80% delle battute comiche e lui solo il 20, il che non era vero. Mi arrabbiai e ci fu un alterco molto forte. Per tutto il film si avvertiva questa tensione, eravamo una coppia che funzionava al cinema ma non nel privato, in seguito ci siamo chiariti e siamo rimasti amici, ma fu un rapporto molto faticoso".

Enrico Montesano si infuriò anche nel momento in cui si accorse che alcune scene che lo vedevano protagonista erano state tagliate. "Verdone tagliò le mie scene più divertenti da I due carabinieri" - raccontò molto tempo dopo l'uscita del film. “Il primattore, se pensa che un altro primattore gli venga a fare da spalla, si sbaglia. Non mi ritengo secondo a nessuno. Sono alla pari con lui, come con Proietti. Sono vent'anni che non ci sentiamo, io non chiamo lui e lui non chiama me. Quando ci incontriamo ci salutiamo e basta".
Riguardo ai famigerati tagli, ci sono due versioni dei fatti. Secondo la prima, fu Verdone a eliminare le scene con Montesano e dovette pensarci Vittorio Cecchi Gori a reinserirle nel film. Stando alla seconda, la colpa non fu di Carlo, come dimostra questa dichiarazione di Montesano: "Era saltato qualcosa ma capii che non era responsabilità di Verdone. Quando si gira e si va al montaggio, se le cose divertenti non le trovi ci rimani male. Ho capito che quelli che stanno attorno al regista vogliono essere più realisti del Re, per piaggeria verso Carlo, che era attore comico come me e in più regista, tolsero qualcosa di mio che però ad onor del vero Carlo rimise".

Cinque curiosità su I due carabinieri e una scena cult

  • Le riprese de I due carabinieri vennero effettuate sotto lo stretto controllo degli ufficiali dei carabinieri, che desideravano che gli attori rispettassero formalmente il galateo dell'arma. Quando si resero conto che il film non li prendeva in giro, al contrario di molte barzellette che all'epoca circolavano, i carabinieri misero a disposizione di Verdone macchine, elicotteri e caserme, e spiegarono agli attori come muoversi.
  • L'appartamento della prostituta è stato utilizzato in altre commedie italiane del periodo. In Acqua e sapone, per esempio, era la casa dove abitava il padrone della tintoria in cui Rolando aveva portato il vestito "buono". La dimora, con il suo inconfondibile salotto dalla carta da parati a righe, ha ospitato anche Fantozzi contro tutti e Fantozzi subisce ancora. A proposito dei film di Fantozzi, forse non tutti sanno che il detenuto in ospedale de I due carabinieri ha la voce del Ragionier Filini, cioè Gigi Reder.
  • Come in molte commedie italiane, diverse battute furono improvvisate. Ecco un esempio:
  • Glauco: Oh, semo forti, a Mari'… ma lo sai chi siamo noi? Nun ce ferma nessuno, noi semo Starsky e Hutch, i due carabinieri americani.
  • Marino: No, io e te semo Stanlio e Ollio, è quella la cosa grave.
  • Negli anni '80 il cinema italiano ha regalato al suo pubblico diversi film sui carabinieri: I Carabbinieri, Carabinieri si nasce e I carabbimatti, per esempio, che erano commediacce sboccate con battute "telefonate". Visto il successo de I due carabinieri, che stava parecchie spanne sopra questi titoli, nell'86 Maurizio Ponzi tentò un'operazione simile dirigendo Il tenente dei carabinieri, che nonostante la presenza di Montesano, Nino Manfredi e Boldi, non ebbe la stessa popolarità del film di Carlo Verdone.
  • Enrico Montesano adorava Jerry Lewis e all'inizio della sua carriera riscosse un discreto successo imitandolo. Per questo, nella scena de I due carabinieri in cui conosce la famiglia di Marino e mette gli occhi addosso a sua cugina Rita, all'attore fu concesso di parlare e muoversi come il grandissimo comico USA. Ecco la scena:

Una morte inattesa (spoiler alert)

Se vi trovate a leggere il nostro articolo prima di aver visto I due carabinieri, allora fermatevi qui, altrimenti potete andare avanti.

Inizio spoiler:

Senza nulla togliere a Marino e Glauco, il personaggio de I due carabinieri più amabile è forse l'Adalberto Occhipinti interpretato da Massimo Boldi. Glauco e Marino incontrano Adalberto a Roma e si ritrovano a "lavorare" con lui anche in Piemonte, dove fanno riferimento alla caserma Piazzo. Adalberto un giorno diventa un eroe, uccidendo un trafficante di droga e salvando la vita a un maggiore. Poi, però, l’indomani mattina, c'è una brutta sorpresa ad attenderlo. Adalberto si avvicina a una vettura abbandonata, che in realtà è un'autobomba, cerca di aprire il cofano e salta in aria. Questa scena, totalmente inaspettata, ha colto molti spettatori di sorpresa. Non era il finale de I due carabinieri ma era amarissima, e soprattutto inusuale per l'epoca e per le commedie. Ma l'abbiamo già detto, I due carabinieri non è proprio una commedia commedia.
La fine del povero Adalberto infiammò i carabinieri che videro il film, tanto che Massimo Boldi fu convocato dal comando generale dell'arma e nominato carabiniere ad honorem.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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