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I critici possono dire quello che vogliono? Il caso di Carey Mulligan e Variety

Contestata in una recensione di Variety per essere fuori parte in Una donna promettente, Carey Mulligan ha fatto scattare un dibattito sui limiti che un recensore dovrebbe rispettare. L'associazione dei critici americani non è d'accordo.

I critici possono dire quello che vogliono? Il caso di Carey Mulligan e Variety

Carey Mulligan ha appena ottenuto una nomination ai Golden Globe come miglior attrice per il dramma Una donna promettente, scritto e diretto da Emerald Fenell, storia di una donna che sbugiarda gli uomini come quelli che hanno violentato e portato al suicidio una sua cara amica d'università: il film ha dato origine a una controversia su ruolo e limiti del recensore cinematografico, perché l'attrice ha criticato l'atteggiamento di un giornalista di Variety nella sua recensione, ottenendo (senza richiederlo esplicitamente) un disclaimer del sito sul testo del suo collaboratore. Questo è stato giudicato un "lavarsi le mani" dalla National Society of Film Critics, l'associazione nazionale dei critici americani. Ma ricapitoliamo per ordine ogni passaggio.

Una donna promettente, la recensione della discordia su Variety e il contesto della polemica

Il giornalista Dennis Harvey di Variety, nella sua recensione di Una donna promettente (dove peraltro non demoliva del tutto il film), verso la fine del pezzo commentava così la scelta di Carey Mulligan come star del progetto: "Mulligan, una brava attrice, sembra un po' fuori posto nei panni di questa femme fatale con tanti trascorsi: la produzione qui è di Margot Robbie e si può (forse fin troppo facilmente) immaginare che il ruolo fosse stato in origine concepito per lei."
Carey Mulligan si è risentita parecchio per questo passaggio, dichiarando al New York Times quanto segue: "Me la sono presa. In sostanza sembrava dire che non ero figa abbastanza per reggere la simulazione", aggiungendo proprio su Variety che andrebbero guardate "le cose giuste, la performance, il modo in cui è fatto un film, non credo che contino le tue preferenze personali per l'aspetto degli attori".
Harvey si è difeso in un intervento sul Guardian: "Non ho detto e non intendevo nemmeno sottointendere che la Mulligan non fosse abbastanza figa per il ruolo. Sono un gay di 60 anni, non me ne vado in giro a soppesare la carica erotica delle giovani attrici, figuriamoci se ne scrivo."
A questo punto Variety, intercettando il risentimento dell'attrice, senza modificare il testo, ha anteposto alla recensione un disclaimer che recita: "Variety si scusa sinceramente con Carey Mulligan e si rincresce del linguaggio insensibile e dell'insinuazione nella nostra recensione di Una donna promettente, dove la sua coraggiosa performance è stata sminuita." E questo ha suscitato altrettante perplessità.

Una donna promettente, il rimprovero dei Critici Americani a Variety

La National Society of Film Critics ha emesso un comunicato per stigmatizzare il disclaimer di Variety alla recensione di Una donna promettente, giudicandolo in sostanza un precedente assai pericoloso. Vi proponiamo alcuni stralci del messaggio ufficiale dell'associazione dei critici americani.

Desideriamo registrare il nostro allarme per il vergognoso trattamento del nostro collega da parte di Variety. Se Variety ha recepito il linguaggio di Harvey nella recensione come insensibile e allusivo, aveva l'opzione di lavorare con lui per corregerlo in fase di editing prima di pubblicarlo, piuttosto che capitolare e indebolire il suo stesso critico.[...]
Crediamo che il disclaimer debba essere rimosso. Come ogni giornalismo, la critica cinematografica spesso infastidisce chi ne è oggetto. E, come ogni giornalista, i critici devono avere il sostegno dei loro editori quando questo infastidirsi, che di solito arriva da persone molto più potenti di un qualunque giornalista, è reso noto, specialmente quando la pubblicazione in questione sostiene di raccontare l'ambiente che quelle potenti persone abitano. È tremendo che in questa circostanza Variety abbia deciso di prendere le parti di quel potere invece di sostenere il suo autore.
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