I cortometraggi di animazione in corsa per gli Oscar sono online gratis: una guida

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I cortometraggi di animazione in corsa per gli Oscar sono online gratis: una guida

Se per caso siete rimasti affascinati dagli esperimenti bidimensionali liberi di Spider-Man: Un nuovo universo, è opportuno ricordare che il mondo dei cortometraggi animati vive di una libertà e di una diversificazione che i lungometraggi commerciali per le sale si sognano. A ribardirne l'importanza c'è l'ottimo sito Cartoon Brew: ci fa notare che tutti i cortometraggi potenzialmente candidati all'Oscar (tra cui saranno comunicati i cinque finalisti il 22 gennaio) sono legalmente disponibili in streaming, tra YouTube, Vimeo e Twitter. Ecco una piccola guida per rifarvi occhi & cuore in un sol colpo.



In zona Disney-Pixar c'è solo Bao targato Pixar e diretto da Domee Shi: ci sono chance che l'abbiate già visto, perché è stato abbinato a Gli Incredibili 2. Solido design, storia familiare che guarda con dolcezza al naturale senso di possesso che ogni genitore deve imparare a contenere... Non richiede la conoscenza dell'inglese, perché non è parlato.



Bao richiama automaticamente One Small Step, coproduzione cino-americana di Andrew Chesworth e Bobby Pontillas. La vicenda narra di una bambina e del suo sogno di diventare un'astronauta, sempre sostenuta dal babbo ciabattino. L'elemento più prezioso è la qualità dell'animazione eseguita da artisti asiatici, in CGI ma renderizzata in modo da ricordare l'espressività del disegno. Non è parlato.

One Small Step from TAIKO Studios on Vimeo.



Non è più un Disney, ma ricorderete il nome di John Kahrs, che vinse l'Oscar dirigendo per la casa del Topo il corto Paper Man, terreno di sperimentazione per una fusione tra modelli in CGI e rifinitura a mano libera. Il suo Age of Sail è invece prodotto da Google Spotlight e si avvale di un rendering che riecheggia pennellate, in modo simile (ma anche più estremo) a quanto fatto in Zanna Bianca. La storia è un invito a non darsi per vinti, nemmeno quando vecchiaia e mondo in evoluzione sembrano lasciarci al palo. Richiede una conoscenza media dell'inglese (tra i doppiatori c'è anche da Ian McShane).



Lavora tra Disney e Pixar anche l'artista Trevor Jimenez, che in questo caso però agisce in proprio per Weekends, di cui è autore anche in parte di animazione e fondali 2D. Cosa succede a un bimbo diviso tra i genitori separati? Come vede i due diversissimi mondi? Secondo noi non è il migliore di questa lista, ma lo stile grafico e l'animazione a scatti ma espressiva lo fanno ricordare. Non è dialogato.

Weekends (film) from Trevor Jimenez on Vimeo.



Rimaniamo davvero ammirati dal lavoro di quest'anno della DreamWorks Animation in ambito corti. Bilby di Pierre Perifel, J.P. Sans e Liron Topaz è in una splendida CGI: protagonista è un piccolo marsupiale australiano, che si trova suo malgrado a dover difendere un uccello che non sa ancora volare. Tante gag, ottimo ritmo, una certa dolcezza: uno dei migliori corti disneyani non realizzati dalla Disney!
L'altro loro lavoro invece sfoggia un'animazione a mano libera fluidissima e fiera del suo tratto a matita: in Bird Karma il regista William Salazar punisce un uccello vanitoso con un certo humor nero divertito.
Entrambi i corti non sono parlati e perfettamente godibili da chiunque.




Il National Film Board of Canada, da quando fu fondato nel 1939, è una delle culle più fertili dell'animazione mondiale: sperimentazioni grafiche e tecniche, nessun obbligo di mantenere uno stile o di alimentare un'immagine univoca della sua fucina creativa. A questo giro propone l'esilarante caricaturale 2D di Animal Behaviour di Alison Snowden e David Fine, dove un cane psicoterapeuta cerca di far accettare a un gruppo di animali le loro difficili nature: una spiritosaggine, ma irresistibile. La Snowden, cocreatrice di Shaun the Sheep, omaggia il suo mentore Nick Park di Creature Comforts. Necessaria la conoscenza dell'inglese per capire le battute.



La Francia partecipa con una storia assai strana, Pépé le morse: il nonno-trichecho è quello che una famiglia un po' isterica va a onorare su una spiaggia in un rituale quasi pagano. E' morto prendendo il sole e fumando sigarette su sigarette. Tutti i membi avranno visioni anche orrorifiche, a metà strada tra lo stile di una graphic novel europea e l'anime. Curioso. E' parlato in francese ma ci sono i sottotitoli in inglese.

PÉPÉ LE MORSE / GRANDPA WALRUS - Film from Caïmans Productions on Vimeo.



L'irlandese Late Afternoon di Louise Bagnall è delicato sia nello stile pittorico gentile (tra Hergé e la serie Doug), sia nella dolcezza con cui tratta il tema dell'Alzheimer e della demenza senile. L'anziana Emily insegue memoria e identità. Si versa qualche lacrima. E' in inglese, con pochi dialoghi molto chiari.



In chiusura apprezziamo enormemente la stop-motion australiana di Lost & Found di Andrew Goldsmith e Bradley Slabe, dove due pupazzetti di lana, che si adorano, si trovano davanti a sacrifici estremi. Quanta ironia in questa riflessione sul donarsi!



Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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