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Harry ti presento Sally, 30 anni e una domanda: un uomo e donna possono essere amici?

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Usciva il 21 luglio del 1989 la commedia con Meg Ryan e Billy Crystal che ci ha insegnato che… si può fingere l'orgasmo.

Harry ti presento Sally, 30 anni e una domanda: un uomo e donna possono essere amici?

Cominciamo dalla fine, come faceva Harry Burns da studente universitario con i libri, nel timore di non vivere abbastanza da leggerli per intero: la fine di Harry ti presto Sally, naturalmente, che contiene una delle più belle dichiarazioni d'amore di sempre ("Sono venuto qui stasera perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile"). Ebbene, sappiate che in origine la sceneggiatrice Nora Ephron e il regista Rob Reiner avevano in mente tutt'altra conclusione: Harry e Sally che, dopo essersi persi di vista per anni, si incontrano per strada a New York, un po’ come Robert Redford e Barbra Streisand in Come eravamo. La sceneggiatrice e il regista, insomma, non avevano previsto un happy ending romantico, tanto meno la notte di Capodanno. Cosa li fece cambiare idea? La vita, o meglio un Cupido in carne ed ossa: Barry Sonnenfeld, che del film era il direttore della fotografia. Un giorno, durante le riprese, disse a Reiner, che era single: "Conosco una ragazza, il suo nome è Michele Singer e tu la sposerai". E così fu. Convincere la Ephron  a cambiare le carte in tavola fu semplice, data la sua facilità nello scrivere, così come persuaderla a inserire le finte interviste alle coppie sposate che attraversano la rom-com. Anche in quel caso fu l'autobiografia a dettare legge. Tutto cominciò con il silenzio imbarazzante che si era creato, un giorno, fra Rob e il padre di un suo amico, a cui il regista chiese, per rompere il ghiaccio, come avesse conosciuto sua moglie. L'uomo, che si lanciò in un racconto appassionato, si chiamava Sol Horn, figura ancora nei titoli di coda e la sua storia è la prima che appare in una delle scenette-digressione del film.

Harry ti presento Sally contiene diversi altri spunti che hanno a che fare con la vita del suo team artistico. Nel film c'è il periodo post-divorzio da Penny Marshall di Rob Reiner e i suoi appuntamenti improbabili con altre donne, oltre a qualcosa dei fallimenti sentimentali del produttore Andy Schneidman, nonché il vissuto della Ephron, molto simile per carattere a Sally. La telefonata fra Harry e Sally che guardano e commentano Casablanca, dibattendo sulla scelta di Elsa/Bergman fra Victor e Rick, è una replica delle chiacchierate fiume che Rob Reiner e Billy Crystal erano soliti fare mentre guardavano classici alla tv. Anche Crystal mise nella commedia pezzetti di sé, insistette per renderla più spiritosa e suggerì battute come quella pronunciata dalla signora della tavola calda dopo l'orgasmo simulato di Sally ("Prendo quello che ha preso lei"). Che poi la signora in questione era la mamma del regista, ma ciò è universalmente noto.

Al di là di queste curiosità, ci preme dire che, mentre riguardavamo il film per la centesima volta, abbiamo versato qualche lacrima, perché Harry ti presento Sally sarà pure divertente, ma tre dei talenti che lo hanno reso eccezionale purtroppo ci hanno lasciato: Nora Ephron, morta dopo una lunga malattia nel 2012, Bruno Kirby, che se n'è andato nel 2006, e Carrie Fisher, scomparsa nel 2016. La sua Marie era un gran personaggio, con il suo piccolo schedario di possibili amanti e la sua celebre frase: "Sto dicendo che forse l’uomo giusto è lì che ti aspetta. Se non lo acchiappi tu, lo farà qualcun'altra, e passerai il resto della tua vita sapendo che un'altra donna ha sposato tuo marito". Era brava la Principessa Leia di Star Wars in quel ruolo, che era una variazione sul tema "donna fidanzata con un uomo che non lascerà mai la moglie". Marie trovava Harry assai poco attraente e sposava il suo amico Jess (Kirby), evitando poi di compromettere il rapporto per uno stupido tavolino da caffè.

Ci sono matrimoni dunque, in Harry ti presento Sally, matrimoni che si celebrano e matrimoni che tramontano o che ci mandano in tilt perché l'uomo che diceva di non essere adatto ad andare all'altare ha deciso di sposarsi con una donna appena conosciuta. E soprattutto, nel film, c'è la celebrazione dell'amicizia: quella fra maschi - cameratesca e schietta - e quella tra femmine, dominata dalla solidarietà. E poi c'è l’amicizia fra uomo e donna, che ancora non abbiamo capito se possa esistere o no, visto quello che accade a Harry e Sally. La domanda resta in sospeso per l'intera durata della vicenda (12 anni) dopo essere apparsa nei dialoghi iniziali del film, che punteggiano il viaggio in automobile da Chicago e New York dei protagonisti. Per questo e altri scambi di battute, la commedia di Rob Reiner è stata paragonata tanto alle classiche screwball comedy (quelle in cui era guerra fra maschi e femmine, guerra verbale, s'intende), quanto ai film di Woody Allen: Manhattan in primis, considerando anche il ruolo fondamentale che svolge New York, con le sue lucine di Natale, il suo caos, le sue foglie d'autunno. Ma… siamo sicuri che il secondo paragone sia calzante? 

A essere onesti, c'è un elemento che tiene ben lontano Harry ti presento Sally da diverse opere dell'autore di Io e Annie. Nel film di Rob Reiner si fa poco sesso. O meglio: Harry lo fa ma lo trasforma in qualcosa di squallido e senz'anima, mentre Sally si vanta di aver avuto ottimi amanti, anche se poi ha una fantasia sessuale tutto sommato da educanda, e quando va a letto con Harry, diventa, subito dopo il momento di passione, la classica fanciulla piagnucolosa che desidera essere coccolata per ore (come aveva sospettato Harry tempo prima). Ovviamente c'è dell’esagerazione comica in tutto questo, ma siamo lontani anni luce, per esempio, dal disinibito quartetto di Sex and the City, e questa "innocenza" relega inevitabilmente il film a prodotto degli anni '80, che poi erano l'epoca del rampantismo ma anche di un rinnovato eccessivo pudore. E la straordinaria sequenza dell'orgasmo al ristorante? - obietterà qualcuno. Giusto! Mica l'avevamo scordata! E’ un momento fondamentale del film (sui cui torneremo più in là) perché sdogana una verità universalmente negata, se non sconosciuta: le donne, a letto, possono fingere il culmine del piacere senza che la controparte se ne accorga, e adesso voi che leggete non cominciare a dire: "A me non è mai successo". Vi è successo, vi è successo, solo che forse non lo sapete. Sally nel Deli fa il suo show e Harry si imbarazza, e nel duello femmina-maschio il punteggio è di 1-0 per lei, e Sally vince anche per onestà, senso dell'ironia e assenza di inibizioni.

Quindi nel film, in primo piano c’è soprattutto l’amore, che Harry impara a riconoscere come fondamentale e che per Sally, e in fin dei conti anche per Harry, è anche un po’ un rimedio alla solitudine. Perché, ammettiamolo, invecchiare da soli è triste, mentre tenersi per mano quando il tramonto non è poi così lontano dà un conforto impagabile. Oggi per molti non è così. Oggi sono in tanti a dire che "L'Inferno sono gli altri", soprattutto le dolci metà.

Parlavamo un po’ più su di Harry ti presento Sally come di un film legato al suo tempo, perché non ci piace dire datato. In effetti la rom-com di Reiner è sotto molti aspetti figlia della propria epoca, che era un'epoca ben più felice di quella attuale, se non altro da un punto di vista economico. Magari è per questo che della vita lavorativa di Harry e Sally sappiamo solo che lei è giornalista e lui è consulente politico. Ma anche se avessero avuto i creditori alle calcagna, siamo quasi certi che la Ephron avrebbe comunque scelto di soffermarsi solo sui loro sentimenti. E’ il genere, bellezza, e ci sono - o meglio, c'erano - regole precise da rispettare.

Di Harry ti presento Sally forse non tutti sanno che all'inizio nessuno era capace di trovargli il titolo giusto, tanto che a un certo punto Rob Reiner disse che avrebbe regalato una cassa di champagne a chi ci fosse riuscito. Sul piatto arrivarono Boy Meets Girl, How They Met e Harry, This is Sally. Ignoriamo il nome di colui o colei che ebbe l'illuminazione. Sappiamo invece che inizialmente il ruolo di Harry Burns era stato proposto ad Albert Brooks, che disse no perché il film gli sembrava troppo simile a una commedia di Woody Allen, mentre per la parte di Sally Albright la produzione si rivolse prima a Susan Dey, poi a Elizabeth Perkins e poi a Elizabeth McGovern.

Strano ma vero, Harry ti presento Sally non vinse nemmeno un Oscar. Fu semplicemente candidato per la migliore sceneggiatura originale. Il film uscì in 41 sale USA il 12 luglio e, fronteggiandosi con Batman, Ghostbusters II e il terzo Indiana Jones, incassò solo 1 milione di dollari. Il 21 luglio conquistò 775 sale, guadagnando 8 milioni. Costato 16 milioni di dollari, arrivò, negli Stati Uniti, a un incasso di 92 e poco più. Non tutta la critica lo accolse con entusiasmo, ma il pubblico rise di gusto, soprattutto durante la scena del finto orgasmo di cui vi avevamo promesso di parlare in chiusura. Dunque, le cose andarono così: la tavola calda in cui la sequenza fu girata è a New York, si chiama Katz's Delicatessen ed esiste ancora, e il proprietario, dopo il successo del film, appese un’insegna sopra il tavolo a cui erano seduti Harry e Sally su cui possiamo leggere: "Spero che abbiate avuto quello che ha avuto lei" ("Hope you had what she had"). Sempre il proprietario del ristorante si ricorda bene di quando la troupe di Rob Reiner gli invase il locale, costringendo la povera Meg Ryan a ripetere il suo "numero" più e più volte. L'idea venne durante una riunione che vedeva coinvolti regista, sceneggiatrice e cast. La Ephron disse che il personaggio di Harry stava diventando un insopportabile sbruffone e propose una scena in cui Sally gli dimostrava che le donne possono simulare l'orgasmo. Rob Reiner disse che non era possibile. Meg Ryan rise di gusto e propose di mettere in piedi la recita in un luogo pubblico.

Questa performance dell'attrice, che successivamente avrebbe collaborato con l'impareggiabile Nora per Insonnia d'amore e C'è posta per te, non andrà mai dimenticata, così come il concetto di "donna ad alto mantenimento", che poi è colei che al ristorante ordina un piatto suggerendo infinite variazioni. Tante altre cose del film si sono impresse, nei decenni, nell'immaginario collettivo, come Harry che fa la ola allo stadio insieme a Jess mentre gli racconta del suo pietoso divorzio. Ci fermiamo qui, invitandovi a rivedere per l'ennesima volta Harry ti presento Sally, facendogli tanti auguri per i suoi 30 anni e ringraziandovi per aver letto questo lungo omaggio dedicato a un capolavoro che chiude uno dei decenni più fortunati del cinema americano.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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