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Green Book: cos'è esattamente la guida di viaggio per gli automobilisti afroamericani

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Il film premio Oscar del 2018, Green Book, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, prende il titolo e fonda parte della trama sul Negro Motorist Green Book. La storia della guida di viaggio che gli afroamericani dovevano seguire per non incorrere in tragici incidenti, in un Paese ancora razzista.

Green Book: cos'è esattamente la guida di viaggio per gli automobilisti afroamericani

Nell'America purtroppo ancora intrisa profondamente di razzismo in cui si svolge - siamo nel 1962 - la storia vera del film Green Book, premio Oscar nel 2018, l'autista italo-americano Tony “Lip” Villalonga, interpretato da Viggo Mortensen, porta in giro per il Paese il raffinato musicista di colore Don Shirley (Mahershala Ali). Nonostante sia ricco e famoso anche tra i bianchi, quest'ultimo deve seguire scrupolosamente le indicazioni del libro del titolo, ovvero "The Negro Motorist Green Book" (non stupisca il termine usato all'epoca, oggi molto offensivo), una guida per viaggiatori afroamericani che consiglia loro i posti “negro friendly” e quelli da evitare assolutamente per non incorrere in “spiacevoli” incidenti o in veri e propri drammi. Se avete visto poi la serie Lovecraft Country, sapete che il personaggio di George Freeman, interpretato da Courtney B. Vance, è l'autore e l'editore di una simile guida di viaggio intitolata "Safe Negro Travel Guide". E noi vi vogliamo raccontare proprio la storia di questo “libro verde” che ha cessato le pubblicazioni solo nel 1966, quando da tempo si chiamava solo “Green Book”, anche se questo non significa, purtroppo, che non ci siano ancora posti in America o altrove, in cui il razzismo e l'ignoranza non comportino pericoli per i viaggiatori non bianchi.

La vera storia del The Negro Motorist Green Book

Il Green Book citato e visto nel film di Peter Farrelly esce per la prima volta nel 1936 e a scriverla e pubblicarla è Victor Hugo Green, un postino newyorkese, che in omaggio al suo cognome gli dette a un certo punto stabilmente anche la copertina di colore verde. In seguito al successo della pubblicazione, Green mise su una vera e propria casa editrice, lasciando il precedente lavoro. La guida contiene all'interno liste di stazioni di servizio, garage, ristoranti, locali, motel e alberghi di cui è possibile usufruire in sicurezza al viaggiatore non bianco, oltre a indicazioni turistiche e a sentite raccomandazioni di controllare prima di partire lo stato della propria auto e munirsi di carte stradali. Non c'era ovviamente paragone tra il numero di viaggiatori bianchi in possesso di un'automobile e quelli neri, ma i tempi stavano cambiando e c'era chi, per motivi di lavoro, era costretto a spostarsi tra i vari Stati, correndo diversi rischi. Inizialmente il Green Book si concentra su New York e sul suo Stato, ma in seguito si espande a gran parte dell'America, incluse le zone più arretrate e razziste. Contiene anche indirizzi privati di abitazioni private disposte ad accogliere persone “di colore”. Per quasi 30 anni il Green Book diventa un'imprescindibile guida per chiunque voglia viaggiare in sicurezza: per questo viene costantemente aggiornata e può contare su numerosi collaboratori che vanno in giro per segnalare nuovi posti sicuri.

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Non è un caso che l'editore cessi le pubblicazioni con l'edizione 1966-1967: nel 1964 infatti viene emanato il Civil Rights Act, una legge che proibisce la discriminazione in luoghi pubblici sulla base di razza, colore, religione, sesso e nazionalità. Il provvedimento rese di fatto illegali le leggi Jim Crow sulla segregazione, eredi della cultura dello schiavismo, che dominarono la società americana dal 1877 in poi e avevano mietuto un numero incalcolabile di vittime tra la popolazione nera, soprattutto negli Stati del Sud. Per qualche anno ci si poté illudere che il peggio fosse passato e che i cittadini non bianchi fossero liberi di andare dove volevano, poi arrivarono Selma, l'omicidio di Martin Luther King e le sanguinose rivolte per i diritti civili, i cui echi arrivano fino al caso George Floyd e alla violenza gratuita sui cittadini neri denunciata dal movimento Black Lives Matter. La guida però uscì di circolazione perché ormai ritenuta obsoleta, sull'onda del sollievo dell'abolizione delle vergognose leggi razziali. Quando si svolge la storia del film Green Book, nel 1962, queste sono ancora attive e ci sono ancora posti in cui, per chi in seguito sarebbe stato chiamato afroamericano, è meglio non fermarsi dopo il tramonto. Se leggete in inglese e siete curiosi di approfondire l'argomento, non possiamo che consigliarvi di andare sul sito della New York Public Library, alla voce Green Book (https://digitalcollections.nypl.org/collections/the-green-book#), che ne conserva diversi esemplari digitalizzati, a partire dal 1937, tutti consultabili gratuitamente.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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