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Gemma Arterton: ritratto di una ragazza tosta

Dall'esordio in St. Trinian's a Hansel e Gretel, ecco tutto quello che c'è da sapere su un'attrice che ha sempre le idee chiare.


Gonna nera a vita alta, camicia bianca a maniche corte, cravatta a righe, scarpe a punta, rossetto rosso e taglio di capelli alla Valentina di Crepax: è con questo look che Gemma Arterton, attrice britannica impetuosa e dalla voce roca dolcemente sexy, esordisce davanti alla macchina da presa.



Il film è l'anti Harry Potter St. Trinians, contraltare britannico, in chiave neogotica, di tanti high school movies americani nonché frutto di una collaborazione fra Oliver Parker e Barnaby Thompson.Non è casuale che, in questa commedia, alla bella Gemma venga affidato il ruolo di una capo-classe che porta a compimento la pericolosa missione di rubare un quadro di Vermeer. La ragazza dimostra infatti, fin dal suo primo lavoro per il cinema, di avere la stoffa del leader, tanto che, se esiste un fil rouge che unisce la sua intera filmografia, è da individuare in una serie di personaggi dotati di grande forza e determinazione: una lunga schiera di self-made women che, partendo dai banchi di scuola, arriva fino alle foreste oscure in cui l'amazzone Gretel del nuovo film di Tommy Wirkola stermina streghe.



Gemma Arterton ha dato prova di essere una donna con qualcosa in più in diverse occasioni: al momento della nascita, per esempio, quando l’ostetrica fece notare ai signori Arterton, solidi membri della working class dell'Inghilterra sud-orientale, che la loro bambina aveva sei dita in ogni mano.Oppure nel giorno del provino di Quantum of Solace, quando la sua calma olimpica e il suo british sense of humour convinsero Marc Forster ad affidare a lei, invece che a una delle altre 1499 ragazze in lizza per la parte, il ruolo di Strawberry Fields, una Bond Girl in perfetto stile anni ’60 frettolosamente sedotta dall’agente con licenza di uccidere.



Nonostante la brevità della sua apparizione, la bella Gemma ha avuto due gradite sorprese dal 22mo film di 007: un premio come miglior attrice esordiente e una manciata di baci sulla schiena da parte di Daniel Craig non previsti dalla sceneggiatura.
Per il resto, questo è l’unico personaggio di donna-oggetto toccato in sorte a una delle più agguerrite femministe del cinema contemporaneo, un’emula di Vanessa Redgrave che da sempre lotta contro lo strapotere del maschio nello showbitz e che sul set di Prince of Persia: le sabbie del tempo ha accettato mal volentieri dieta, palestra, extension e abbronzatura.



Ma prima di parlare di Gemma e dell’America, torniamo in Inghilterra, dove la Arterton ha mosso i primi passi, cominciando, come solitamente accade in territorio anglosassone, dal teatro.
Il suo primo exploit sulle tavole di un palcoscenico avviene nell’adolscenza e a un premio durante un piccolo festival amatoriale seguono l’iscrizione alla Miskin Theatre School di Dartford, l’ammissione alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra e il debutto ufficiale, presso il Globe Theatre, nel luglio 2007, con “Pene d’amor perdute” di William Shakespeare.
E’ bene rammentare che la Arterton tornerà di tanto in tanto a teatro per disintossicarsi da Hollywood e per dar voce a tematiche che le stanno a cuore.
L’esempio più lampante è la sua partecipazione a “The Little Dog Laughed” di Douglas Carter Beane, storia di un attore che tentenna di fronte alla possibilità di fare outing, temendo che l’ammissione della propria omosessualità possa troncargli la carriera.




Continuiamo a occuparci di look, perché il mito di Gemma Arterton, che nel 2007 è stata testimonial del profumo della Avon Bond Girl 007 per poi apparire, nel 2011, nella lista delle vincitrici, in qualità di attrice cinematografica, dei Glamour Awards for Women of the Year, è alimentato anche dai suoi abiti di scena.
Se i più esotici e kitsch sono i costumi della Principessa Tamina di Prince of Persia, la mise curiosamente e paradossalmente più iconica è la tuta viola che l’attrice indossa con orgoglio per tutta la durata de La Scomparsa di Alice Creed.



Fra questi due film, che non sono lontani nel tempo, c’è un abisso, non solo perché il primo è un popcorn-movie ispirato a un video-game e finanziato dal Re Mida di Hollywood Jerry Bruckheimer, mentre il secondo è un coraggioso indie-thriller inglese apprezzato nei circuiti festivalieri.
No, per la Arterton uno significa piegarsi alle regole dei feel-good movie, l’altro è sinonimo di libertà e di impegno.
“Ho accettato di calarmi nella parte di Alice Creed” – dichiarerà più tardi in un’intervista – “perchè desideravo sporcarmi, urlare e avere gli occhi gonfi. Avevo bisogno di essere brutta in modo da potermi concentrare unicamente sulla recitazione”.
Se il personaggio di Alice Creed ha dalla sua la verità, Tamina è comunque una creatura interessante, complici un’energia che la avvicina alle varie partner di Indiana Jones e un look che ci riporta alla Cleopatra di Litz Taylor.

Nell’anno di Prince of Persia, Gemma Arterton dice ancora sì a Hollywood affiancando Sam Worthington in Scontro fra titani, un altro di quei film sulla Grecia antica che gli studios americani non dovrebbero mai fare. All'attrice, che abbraccia il progetto in nome di antico amore per il fantasy del 1981 di cui il film di Louis Leterrier è il remake, va la parte della semi-dea Io.



Last but not least, il 2010 riserva alla Arterton il privilegio di lavorare con il più sarcastico dei registi britannici: il geniale Stephen Frears, che in Tamara Drewe racconta la vita di campagna e riflette in maniera giocosa sull’eterna dialettica fra realtà e finzione.



Per Gemma Arterton il film significa un paio di hot pants e una cannottiera rossa che la trasformano nell’attrice più sexy del Regno Unito, nonché la ben più importante consapevolezza che la direzione in cui spingersi è quella del cinema dei grandi autori, preferibilmente europei.
Il suo sogno, non a caso, è farsi dirigere da Lars Von Trier o da Michael Haneke: registi caustici, disturbanti, geniali.
Come dobbiamo interpretare allora il suo desiderio di diventare Gretel nel ben fatto, ma comunque mainstream, Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe?
Gemma è una donna grintosa, ricordiamolo, e questa sua natura è perfettamente coerente con la sua scelta di non ricorrere a contrufigure proprio come il collega Jeremy Renner.



Sempre al suo fianco, stretta in provocanti pantaloni di pelle, la Arterton celebra il primo film in cui non deve baciare per forza qualcuno e si appassiona al green screen e agli effetti speciali proprio come Pinocchio e Lucignolo ai giochi del Paese dei Balocchi.
Già, perché, se non le impongono un personal trainer, lei si butta in ogni nuova avventura con l’entusiasmo di chi ha imparato a non dare mai nulla per scontato: nè gli albergi di lusso, in cui sembra che rubi ancora le saponette, né le molte opportunità che le riserva il futuro.
Noi l’aspettiamo soprattutto nel film di Neil Jordan Byzantium, in cui interpreterà la sua prima vampira.


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