Schede di riferimento
News Cinema

Gemini Man: le tre sfide di Will Smith, Ang Lee e Jerry Bruckheimer

1

Una versione giovane dell'attore ricreata interamente in CGI, un rilancio del 3D e dell'high frame rate.

Gemini Man: le tre sfide di Will Smith, Ang Lee e Jerry Bruckheimer

Arriverà nelle nostre sale il 10 ottobre Gemini Man, action thriller di Ang Lee, interpretato da Will Smith che interpreta anche una versione più giovane del suo stesso personaggio. Abbiamo avuto modo di assistere a una presentazione di questo lungometraggio targato Paramount e Fox, prodotto dal veterano Jerry Bruckheimer, uno dei sodali di Smith sin dai suoi primi passi cinematografici in Bad Boys del 1995. Gemini Man sposa la riflessione sulla tecnologia e la scienza sia nel piano narrativo, sia in quello realizzativo.
La vicenda racconta di Henry (Smith), esperto sicario di un'organizzazione malavitosa, che prevedibilmente rischia la morte una volta che decide di chiudere la sua carriera. E' meno prevedibile però il modo in cui il boss Clay (Clive Owen) vuole eliminarlo: a ucciderlo sarà il clone dello stesso Henry, di 25 anni più giovane...
Dal materiale che ci è stato presentato, possiamo individuare tre sfide che Gemini Man e i suoi tre artefici Lee-Smith-Bruckheimer si propongono.

Il rilancio del 3D. Dieci anni fa la ripresa e la proiezione tridimensionali erano annunciati come il futuro della cinematografia: adesso possiamo dire che la rivoluzione che sembrava irreversibile ha subito una notevole battuta d'arresto, forse anche a causa della scarsità di lungometraggi girati effettivamente già in stereoscopia e non solo convertiti in postproduzione. Lee, veterano della tecnica sin da Vita di Pi e Billy Lynn - Un giorno da eroe, collabora ancora qui col direttore della fotografia Dion Beebe per costruire tutta l'esperienza in funzione del 3D. Se una rinascita può passare da un film, Gemini Man è adatto alla bisogna. L'uso del 3D comunque per Lee ci avvicina a una vera percezione della realtà sullo schermo solo se abbinato a quanto segue...

Il rilancio dell'High Frame Rate. Nonostante sette anni or sono Peter Jackson avesse sperimentato la ripresa a 48 fotogrammi al secondo col suo Hobbit, le difficoltà distributive avevano permesso a una parte ristretta di pubblico di saggiarne l'effetto di fluidità sul grande schermo. Lee tuttavia con Billy Lynn si era spinto oltre: una ripresa a 120fps distribuita in 60fps, anche se purtroppo in Italia il film si è visto solo convertito nei canonici 24fps. In realtà i 60fps costituiscono una fluidità alla quale i nostri occhi cominciano ad abituarsi sulla rete, dove centinaia di video sono già realizzati in questa maniera, anche a livello amatoriale. Delle tre sequenze che abbiamo potuto assaggiare, due erano piene d'azione, ambito nel quale i 60fps sono ideali per mantenere una nitidezza nei movimenti rapidi e ravvicinati.


La simulazione completa di un essere umano (per giunta ben noto!). Questo forse è il tratto più distintivo di Gemini Man: il Will Smith giovane contro il quale combatte il Will Smith "senior" non è una versione ringiovanita dell'attore, con un processo di "deaging" che vedremo all'opera per esempio in The Irishman con Robert De Niro. In effetti il dinamico Henry ventenne qui è un modello in CGI al 100%, mosso in performance capture in postproduzione dallo stesso Smith, che sul set recitava con una controfigura di riferimento, poi rimossa. Lee e la produzione hanno deciso di rischiare il fantomatico effetto dell'uncanny valley, scommettendo su una tecnologia che possa disturbare il meno possibile. E' normale che, sapendo a cosa si assiste, si osservi lo Smith giovane virtuale con un'attenzione che scova i difetti, ma ciò non toglie che il risultato sia notevole, impensabile fino a dieci anni fa, quando il progetto del lungometraggio ha iniziato a prender forma.

Elemento da non sottovalutare, che apre una nuova sfida attoriale: interpretare se stessi con 25 anni in meno presuppone un esame della propria evoluzione professionale ed esistenziale, un aspetto che Smith ha definito curioso, stimolante e significativo. Non è stata solo la Weta Digital a ripercorrere tutto il materiale d'archivio del giovane Will, Principe di Bel Air incluso. L'attore, reinterpretando se stesso in performance capture, si è sentito imporre da Lee una "recitazione peggiore", meno sofisticata, proprio per riavvicinarsi ai suoi vent'anni. Paradossale, sicuramente sperimentale. Quanto queste sfide abbiano portato anche a un film avvincente, lo scopriremo in meno di un mese.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming