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Galeotto fu Operazione Valchiria: è lì che è nato l'amore tra Tom Cruise e Christopher McQuarrie

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Un amore tutto professionale, s'intende.

Galeotto fu Operazione Valchiria: è lì che è nato l'amore tra Tom Cruise e Christopher McQuarrie

L'anno è il 2006. Bryan Singer stava cercando, invano, di farsi produrre un sequel di Superman Returns quando alla sua porta bussò lo sceneggiatore Christopher McQuarrie, che non era solo un suo amico di lunghissima data, ma anche quello che gli aveva regalato il successo grazie al copione di I soliti sospetti.
McQuarrie - che a dispetto del Premio Oscar per quel film non aveva sfondato a Hollywood, ed aveva fatto flop anche con il thriller Le vie della violenza, col quale aveva esordito nella regia - propose a Singer un copione che stava scrivendo, e che era basato, come molti altri film prima del suo, sul cosiddetto Complotto del 20 luglio, il più noto dei quindici piani storicamente verificati di assassinare Adolf Hitler per porre fine agli orrori del nazismo e della II Guerra Mondiale.
A Singer, che nel tema del nazismo aveva già in qualche modo sguazzato, si drizzarono le antenne, e iniziò a lavorare con McQuarrie al progetto, e all'inizio del marzo del 2007 lo propose alla United Artists, di cui proprio pochi mesi prima Paula Wagner e Tom Cruise avevano acquistato parte del pacchetto azionario.
Il resto della storia, più o meno, dovreste saperlo: il film, intitolato Operazione Valchiria, venne finanziato, Cruise volle esserne il protagonista nei panni del colonnello delle SS Claus Schenk von Stauffenberg, l'uomo che fu centrale e di primo piano nella progettazione e nell'esecuzione dell'attentato a Hitler al centro della vicenda, e con cui l'attore americano ha anche una discreta somiglianza fisica.

Operazione Valchiria ebbe successi altalenanti presso pubblico e critica, e di certo non è uno dei film che verrà ricordato maggiormente nella storia del cinema, ma in qualche modo ha svolto un ruolo ugualmente storico.
Perché sebbene, ironicamente, molte delle critiche che gli furono rivolte riguardassero proprio la sceneggiatura e la recitazione di Cruise, ritenuta troppo hollywoodiana per la storia e per il personaggio, Operazione Valchiria ha cambiato per sempre la vita e la carriera di Christopher McQuarrie.
È stato proprio lavorando assieme in quel film che Cruise si è innamorato (professionalmente, s'intende) di lui, e ne ha fatto il suo sceneggiatore e regista di riferimento.
Dopo il film di Singer, e dopo aver co-sceneggiato The Tourist di Florian Henckel von Donnersmarck, infatti, ecco che McQuarrie viene convocato da Cruise che gli affida sceneggiatura e regia di un film che lo vede coinvolto come produttore e interprete principale, e che per la prima volta porta al cinema il personaggio inventato dallo scrittore Lee Childs: Jack Reacher. Il film è ovviamente Jack Reacher - La prova decisiva, quello con Werner Herzog che fa il villain, ed è solo l'inizio di quello che Cruise farà per McQuarrie.

Subentrato a Brad Pitt come protagonista di Edge of Tomorrow, il film di fantascienza targato Warner e diretto da Doug Liman, Cruise impone alla produzione che sia McQuarrie a sistemare definitivamente (in una direzione ovviamente condivisa) un copione più e più volte rivisto da tanti diversi sceneggiatori. E poi, ecco che arriva Mission: Impossible.
Nell'agosto del 2013 la Paramount annuncia al mondo che sarà Christopher McQuarrie a scrivere e dirigere Mission: Impossible - Rogue Nation, il quinto capitolo della serie che vede Cruise nei panni del super agente segreto Ethan Hunt, e lo stesso avverrà qualche anno dopo per il sesto, Mission: Impossible - Fallout.
In mezzo, Cruise si era trascinato appresso McQuarrie anche nella poco fortunata incursione fanta-egiziana di La Mummia, e a questo punto non dovrebbe soprendere nessuno sapere che sempre McQuarrie è lo sceneggiatore cui fin dal 2010 la Paramount aveva puntato per concretizzare il progetto a lungo cullato di dare vita a un sequel di Top Gun. Che sappiamo oggi chiamarsi Top Gun: Maverick, essere diretto da un altro protegé di Cruise, il Joseph Kosinski che l'ha diretto in Oblivion, e che arriverà nei cinema italiani il 19 luglio del 2020.
Né soprende che nell'orizzonte di Cruise e McQuarrie ci siano poi anche altri due Mission: Impossible.

Probabilmente, anzi, sicuramente Christopher McQuarrie ce l'avrebbe fatta anche da solo, non c'è dubbio. Ma diciamo che incontrare un Tom Cruise lungo la sua strada, male non gli ha fatto. Tutti noi dovremmo incontrare un Tom Cruise lungo la nostra strada. Non resta che augurarci che, prima o poi, capiti anche a noi.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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