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Free State of Jones e la Guerra di Secessione al cinema

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Dieci film (più uno) che raccontano lo scontro fra i sudisti e i nordisti e gli Stati Uniti dell'epoca.

Free State of Jones e la Guerra di Secessione al cinema

Oltre a essere una magnifica opportunità per ascoltare Matthew McConaughey parlare con la sua proverbiale voce profonda e con il musicale accento del Sud, Free State of Jones è un succoso film storico che fotografa un momento importante della Guerra Civile Americana: la rivolta, datata 1862 e capeggiata dal contadino Newton Knight, che portò la contea di Jones (nel Mississippi) a staccarsi dagli Stati Confederati e a diventare indipendente con il nome di Stato Libero di Jones.

Nelle sale italiane dal 1° dicembre, la nuova regia di Gary Ross è l'ultimo di una serie di grandi film sulla Guerra di Secessione. Fin dal 1915 il conflitto fra sudisti e nordisti (che si svolse dal 1861 al 1865) ha interessato numerosi cineasti, che ne hanno ricostruito le battaglie più celebri o che l’hanno tenuta sullo sfondo, inventandosi amori, andando all’Ovest o anche spostandosi nei luoghi della politica. Per questo abbiamo pensato di raccontarvi qualcosa dei dieci film più celebri ed epici sull’argomento. In realtà, l’ultimo si svolge prima del tempo che ci interessa, ma è espressione di quanto accadeva nella schiavista Louisiana, Stato che entrò di lì a poco nella Confederazione.

NASCITA DI UNA NAZIONE (1915)

Nel percorso di formazione di ogni studente di storia del cinema non possono mancare i 190 minuti - rigorosamente muti e in bianco e nero - di Nascita di una nazione, uno del capolavori di David W. Griffith che già all'indomani della sua uscita totalizzò un incasso davvero notevole (10 milioni di dollari). Interpretato più che altro da attori bianchi con il volto dipinto e girato in sole 9 settimane, fu ammirato per i suoi meriti artistici, ma aspramente criticato perché giudicato reazionario e addirittura favorevole a una rinascita del Ku Klux Klan, che in effetti parve riprendere forza dopo il film. Forse anche per questo fu rimontato e "tagliuzzato", giungendo fino a noi nel '97 in una bella versone restaturata. La vicenda è divisa in due parti e segue i destini di due famigle divise dalla Guerra Civile.

VIA COL VENTO (1939)

Dopotutto, domani è un altro giorno”, “Chi ha coraggio può fare a meno della reputazione”, “Lo giuro davanti a Dio... non soffrirò mai più la fame “, “Francamente me ne infischio”. Queste battute cinematografiche, in particolare la prima, sono entrate di prepotenza da più di 70 anni nell'imaginario collettivo e appartengono al film forse più celebre dedicato alla Guerra di Secessione, il kolossal con Clark Gable e Vivien Leigh vincitore di 10 statuette dorate di cui non dimenticheremo mai l'ossessione di Rossella O'Hara per Ashley, la dolcezza della Melania di Olivia de Havilland (la nostra centenaria preferita) e la sfrontatezza di Rett Butler. Gli anni di riprese furono 2, i set utilizzati 90, le comparse più di 2400.

LA PROVA DEL FUOCO (1951)

Triste il destino di questo film che porta la firma dell'immenso John Huston e che è ispirato al celeberrimo e autorevole romanzo di Stephen Crane "Il segno rosso del coraggio". La MGM infatti lo ridusse quasi subito a 69 miseri minuti "tenuti incollati" dalla voce fuori campo. Girato come fosse un noir, il nono lungometraggio del regista di Giungla d'asfalto accosta alla Grande storia una piccola storia: quella di un soldato diciottenne dell'Unione che abbandona il suo battaglione salvo poi pentirsene e "tornare all'ovile". A interpretarlo fu Audie Murphy, il militare più decorato della Seconda Guerra Mondiale entrato nel magico mondo di Hollywood grazie a James Cagney e che ricordiamo per Un americano tranquillo.

GLORY - UOMINI DI GLORIA (1989)

Di questo film forte e molto attento a restituire la verità dei dettagli storici anche se non profondissimo, è notevolmente interessante il cast, composto da Matthew Broderick (secondo alcuni al suo top, per altri non abbastanza incisivo), Denzel Washington e Morgan Freeman. Paragonato a un’opera di John Ford e a un romanzo di Tolstoj, rende omaggio ai soldati neri che alla fine del 1862 combatterono per l’Unione, nella fattispecie al 54° reggimento Volontari di Fanteria del Massachussetss. La regia è di Edward Zwick e per la sua performance Washington vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista.

BALLA COI LUPI (1990)

Debutto nella regia di Kevin Costner da 7 Academy Award, il film si svolge nell’ultimo periodo della Guerra di Secessione, quando il governo a stelle e strisce intraprende un'ingiusta e sanguinosa conquista del West ai danni delle molte tribù dei Nativi Americani. Il protagonista è sì un ufficiale dell’esercito Unionista disgustato dalla violenza del conflitto, ma più che appartenere al genere bellico, Balla coi lupi è un western, e quindi una riflessione sul mito della frontiera, un’opera epica e insieme commovente e a suo modo anche un tardivo romanzo di formazione. Battuta più bella? "Stavo pensando che di tutte le piste di questa vita la più importante è quella che conduce all’essere umano". Retorico, ma vero!

GETTYSBURG (1993)

Uno degli scontri clou della Guerra di Secessione, che vanificò le speranze dei Confederati e segnò un punto a favore di Abraham Lincoln, fu la battaglia di Gettysburg, che si svolse dal 1° al 3 luglio del 1963 concludendosi con lo schiacchiante trionfo delle forze dell'Unione dell'Armata del Pontiac. A quelle sanguinose ed epiche giornate Ronald F. Maxwell ha dedicato un film indipendente magnificamente interpretato da Martin Sheen e Tom Berenger, che si calarono rispettivamente nei panni del Generale Robert E. Lee e del Generale James Longstreet. In Italia l'hanno visto in pochi ed è un gran peccato, data l'accuratezza della ricostruzione storica. 

RITORNO A COLD MOUNTAIN (2003)

C'è chi parte, come il giovane falegname innamorato W.P. Inman Balis, ferito durante la Battaglia del cratere e ricoverato in ospedale, e c'è chi resta, come la figlia del reverendo Ada Monroe, costretta a sopravvivere, sgualcita e impolverata, e a mandare avanti la fattoria di famiglia insieme a una ruvida ex-vagabonda. Diretto dal compianto Anthony Minghella, il film intreccia il melò con l'affresco storico e si affida a tre talenti consolidati: Nicole Kidman, Jude Law e Renée Zellweger, vincitrice dell'Oscar come migliore attrice non protagonista.

GODS AND GENERALS (2003)

Con il sopracitato Gettysburg, Gods and Generals ha in comune il regista e l'appartenenza a una trilogia ideale di cui il primo film costituisce il capitolo centrale, mentre il secondo la apre, narrando l'inizio del conflitto e concentrandosi sul generale confederato Thomas Jonathan Jackson. Costui fu soprannominato Stonewall (muro di pietra) per la sua resistenza sul campo di battaglia. Inizialmente a interpretarlo era stato chiamato Russell Crowe, sostituito poi da Stephen Lang. Il più bravo di tutti, però, fu Robert Duvall nel ruolo del Generale Lee. "Altro che l'imbolsito Martin Sheen" - si legge su una recensione di qualche tempo fa.

LINCOLN (2012)

Film bellissimo ma difficile, questa ennesima incursione di Steven Spielberg fra le pieghe della storia occidentale è solamente in parte un'opera propriamente bellica, visto che c'è un'unica scena di combattimento e si parla molto e si agisce poco, anche se le decisioni prese sono fondamentali per il futuro del paese. Al regista di Salvate il soldato Ryan interessa infatti la politica, nelle sue contraddizioni e declinazioni. Il suo ritratto del 16° presidente americano, che pose fine alla schiavitù e sconfisse gli Stati Confederati, è accurato, e felice si è rivelata la scelta di Daniel Day-Lewis, già protagonista di un film ambientato in parte durante gli anni della Guerra Civile (Gangs of New York) e che ha fatto un lavoro straordinario, in particolare sulla voce. Non a caso ha vinto l'Oscar. 

12 ANNI SCHIAVO (2013)

Dulcis in fundo, ecco la biografia per immagini di Solomon Northup, mulatto nato in libertà e ridotto in schiavitù per oltre un decennio dopo essere stato rapito da alcuni trafficanti. Vincitore di tre oscar (miglior film, migliore sceneggiatura non originale e miglior attrice non protagonista a Lupita Nyong'o), in effetti 12 anni schiavo si svolge prima della Guerra di Secessione, perchè il nostro disgraziato protagonista - che ha il volto di Chiwetel Ejiofor - vede terminare la sua tragica odissea nel 1853. Niente campi di battaglia, dunque, ma la piantagione di cotone di un perfido proprietario terriero con il volto di Michael Fassbender. Insomma, la terza regia di Steve McQueen è entrata fra i nostri magnifici 10 perchè racconta le brutte cose che accadevano al Sud.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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