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Four Lions: quando la commedia si tinge di nero

Dal 3 giugno arriva al cinema Four Lions, la graffiante commedia satirica proveniente dalla Gran Bretagna. Ripercorriamo in un breve viaggio la storia della black-comedy inglese.

Four Lions: quando la commedia si tinge di nero

Four Lions: quando la commedia si tinge di nero

L’anno scorso ha scandalizzato ma soprattutto divertito il pubblico britannico, e adesso sta finalmente per arrivare anche nelle nostre sale. Uscirà infatti il 3 giugno qui in Italia Four Lions, la commedia scritta e diretta da Chris Morris, vincitore del premio BAFTA come miglior regista esordiente grazie a questa pellicola già diventata un piccolo cult in patria. La storia raccontata in Four Lions è quella di un gruppo di improbabili aspiranti terroristi che si danno da fare per organizzare un attentato nel cuore di Londra, ma talmente stupidi e imbranati da andare incontro a imprevisti di ogni tipo…

Con il suo umorismo surreale e corrosivo, Four Lions si inserisce all’interno di quel ramo della commedia cinematografica conosciuto come black-comedy: un genere che, soprattutto in Gran Bretagna, può contare su una lunga e radicata tradizione. Il film di Morris, infatti, basa la propria verve comica su uno humor nero dai contorni paradossali, al limite della parodia, che è il tipico marchio di fabbrica di moltissime commedie inglesi, e in particolare di quelle che, come Four Lions, utilizzano l’arma del riso per far riflettere su alcuni degli aspetti più controversi della realtà culturale e sociale. Esaminiamo dunque alcuni degli esempi più significativi di questo particolare filone, partendo dal cinema del passato fino ad arrivare ai giorni nostri.

Nel corso degli anni ’50, il maestro insuperato della black-comedy è stato il regista e sceneggiatore scozzese Alexander Mackendrick, autore di alcune farse divenute dei classici del cinema britannico: a partire da Whisky a volontà (1949), ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, passando per Lo scandalo del vestito bianco (1951), arguta rappresentazione della società capitalistica, fino ad arrivare al suo film più celebre, La signora omicidi (1955), magistralmente interpretato da Alec Guinness e Peter Sellers: la divertente storia di cinque rapinatori che tentano invano di sbarazzarsi di una vecchia signora (anche in questo caso, dunque, come in Four Lions ritroviamo protagonisti degli aspiranti criminali decisamente incapaci).


La black-comedy si tinge di venature drammatiche in uno dei capolavori del cinema inglese degli anni ’60: Se…, diretto da Lindsay Anderson nel 1968 e premiato con la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Ancora una volta, il cinema sceglie la satira per riflettere sui temi più spinosi dell’attualità, in questo caso gli effetti di una società repressiva e, come in Four Lions, la violenza strisciante e pronta ad esplodere, attraverso gli scherzi goliardici degli studenti di un college inglese, scherzi destinati a sfociare nella tragedia. La satira sociale di Anderson proseguirà con altri due film incentrati sul personaggio di Mick Travis, interpretato da Malcolm McDowell: Oh lucky man! (1973) e Britannia Hospital (1982).


Fra i massimi esponenti della black-comedy britannica troviamo il gruppo comico conosciuto come i Monty Python, formato da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin. Prima in televisione e poi al cinema, i Monty Python hanno saputo descrivere perfettamente la società inglese dell’epoca attraverso i loro esilaranti sketch e il loro umorismo sorprendente e spesso sopra le righe. Tra i loro film ricordiamo Monty Python e il Sacro Graal (1975), una parodia delle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda, Brian di Nazareth (1979), una divertente Imitatio Christi alla rovescia, ed il film a episodi Monty Python – Il senso della vita (1983).



Due dei membri dei Monty Python, John Cleese e Michael Palin, nel 1988 sono tornati a lavorare insieme come interpreti, accanto a Jamie Lee Curtis e Kevin Kline, nel famosissimo film di Charles Crichton Un pesce di nome Wanda, un cult della commedia inglese, in cui una banda di ladri tenta di recuperare il bottino di una rapina, incappando però in equivoci e catastrofi a non finire.


In tempi più recenti, infine, ecco due ulteriori esempi della black-comedy contemporanea, cronologicamente molto vicini a Four Lions. La famiglia omicidi (2005), di Niall Johnson, racconta le vicende della famiglia di un pastore protestante, interpretato da Rowan Atkinson, e della moglie fedifraga Kristin Scott Thomas; ma l’arrivo di una governante con il vizio dell’omicidio, impersonata da Maggie Smith, farà saltar fuori gli scheletri nell’armadio della famiglia.



In Tamara Drewe (2010), invece, il regista Stephen Frears ci descrive l’ambiente della campagna inglese e il mondo degli intellettuali realizzando una sorta di parodia del romanzo di Thomas Hardy "Via dalla pazza folla", condita ancora una volta con un umorismo raffinato quanto affilato…





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