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Fino all'ultimo indizio, in arrivo il thriller di John Lee Hancock che vuole "sovvertire i cliché del genere"

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Thriller psicologico sulla caccia a un serial killer, Fino all'ultimo indizio arriverà prossimamente in Italia. Con un cast composto da tre premi Oscar (Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto), "se qualcosa va storto la colpa è mia", dice il regista.

Fino all'ultimo indizio, in arrivo il thriller di John Lee Hancock che vuole "sovvertire i cliché del genere"

All'inizio degli anni Novanta John Lee Hancock viveva "in uno squallido appartamento di Hollywood". È stato in quel periodo che ha scritto il copione di un film che arriverà prossimamente in Italia e che vede protagonisti tre attori premiati con Oscar come Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto: Fino all'ultimo indizio.
Il film racconta la storia di Joe Deke (Washington), un poliziotto che, dopo lo stress e l'esaurimento dovuti a un triplice omicidio irrisolto, si è trasferito in provincia; quando torna torna a Los Angeles per quello che doveva essere un rapido incarico, e incontra un giovane e ambizioso detective, Jim Baxter (Malek), impegnato in un caso simile al suo, capisce che il colpevole è lo stesso serial killer (Leto) che gli ha distrutto la vita e inizia a collaborare alle indagini del giovane collega per poterlo finalmente catturare e mettere a tacere i tanti fantasmi del suo passato che ancora lo ossessionano.
"Dalla finestra di quell'appartamento osservavo la città, i suoi movimento e immaginavo trame hard boiled e storie di gangster," racconta Hancock, il regista di film come Saving Mr. Banks, The Founder e Highwaymen. E così, da quelle fantasie, è nato il copione di Fino all'ultimo indizio, che nelle intenzioni del suo autore, regista dallo stile classicheggiante e privo di inutili fronzoli, doveva "sovvertire i cliché del genere", e concentrarsi più "sui primi due atti", e sulle psicologie dei personaggi, che non sulla vera e propria risoluzione della trama gialla, raccontando delle ossessioni del personaggio di Washinton così come dello scivolare nello stesso imbuto psicologico di quello di Malek, mentre il serial killer interpretato da Leto sembra giocare con loro come il gatto col topo.

Fino all'ultimo indizio: il trailer

Quella sceneggiatura, però, è rimasta in un cassetto per molti anni, fino a quando il produttore Mark Johnson - uno che ha nel curriculum robe come Piramide di paura, Rain Man, Un mondo perfetto, Donnie Brasco, Le verità nascoste e La truffa dei Logan, giusto per fare qualche titolo - lo ha convinto a tirarlo fuori e rimetterci mano.  
"È stato bello tornare a lavorarci, e non ho fatto molte modifiche," spiega Hancock. "Ho ripulito un po' i dialoghi, lavorandoci anche con gli attori, e ho tolto tutta una serie di cose legate al lato più tecnico delle indagini forensi, che all'epoca era poco noto ma che oggi, dopo tante serie tv incentrate su quello, risultava ridondante."
"Si tratta di una grande sceneggiatura, che parte dalle classiche detective story per prendere strade nuove e raccontare di tre personaggi che sono tutti, in qualche modo, compromessi," aggiunge Johnson. "E guardare questi tre attori interpetarli è stato un privilegio."
"Avere un cast del genere a disposizione è stato per me un sogno che diventa realtà," commenta Hancock. "Con Denzel ci conoscevamo già, avevamo avuto modo d'incontrarci e discutere dei progetti. Gli abbiamo inviato il copione, poi ci siamo seduti insieme per discuterlo e abbiamo trovato l'accordo. Quando è stato il momento di trovare il nostro Jim Baxter, abbiamo deciso di mirare altrettanto in alto, e siamo riusciti a scritturare Rami. A quel punto, abbiamo continuato sulla stella linea, e ci siamo rivolti a Jared, riuscendo a coinvolgere anche lui. Con Denzel, e con gli altri abbiamo parlato delle scene per ore, prima di girare, e le nostre conversazioni sono state utilissime per il risultato finale. Questo film è diventato una tale cornucopia di talenti che, se qualcosa va storto, sarà stato sicuramente per colpa mia!," ride il regista.

E poi c'è una quarta protagonista della storia, di Fino all'ultimo indizio: Los Angeles, "la città più fotografata del mondo," come ricorda Mark Johnson. "Oramai girare a L.A. è quali impossibile, perché tutto è così continuamente già visto. Per Fino all'ultimo indizio la sfida da quel punto di vista è stato trovare location che fossero emblematiche di quel periodo, i primissimi anni Novanta, ma che al tempo stesso non fossero mai riconoscibili in maniera troppo palese," aggiunge. Il perché è ovvio: "perché non avremmo mai voluto che i luoghi distraessero da una storia così bella."
Una storia notturna e intrigante, che non mancherà di catturare l'attenzione degli spettatori, in Italia e nel mondo.

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