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Film che fanno pensare positivo: A qualcuno piace caldo di Billy Wilder

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Usciva nel 1959 la mitica ed esilarante action comedy con Jack Lemmon, Marilyn Monroe e Tony Curtis. Da vedere per una scorpacciata di buon umore.

Film che fanno pensare positivo: A qualcuno piace caldo di Billy Wilder

Nel 1959 uscì un film destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema: A qualcuno piace caldo. Diretto da Billy Wilder, che lo volle a tutti i costi in bianco e nero, si aggiudicò un Oscar e tre Golden Globe e ci restituisce una Marilyn Monroe seducente e bravissima. In Italia fu il secondo film campione di incassi della stagione 1959/1960 dopo La dolce vita di Federico Fellini e ancora oggi, quando passa in tv, nessuno resiste alla tentazione di rivederlo. A qualcuno piace caldo, interpretato anche da Jack Lemmon e Tony Curtis, ha un potere taumaturgico, signori e signore, non fosse altro che per l'inimitabile dialogo finale. Eccolo:

Osgood, voglio essere leale con te: non possiamo sposarci affatto.
Perché no?
Be’… in primo luogo non sono una bionda naturale…
Non m’importa…
E fumo, fumo come un turco…
Non mi interessa…
Per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista!
Ti perdono…
Non potrò mai avere bambini…
Ne adotteremo un po’.
Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo!
Be’, nessuno è perfetto…

Tony Curtis e Jack Lemmon irresistibili Josephine e Daphne

Sono molte la ragioni per cui A qualcuno piace caldo è, oltre al film migliore di sempre, la commedia che più di ogni altra mi tira su di morale e mi fa rotolare per terra dal ridere, oltre a tenermi col fiato sospeso. Innanzitutto non si tratta di una semplice commedia ma di un'action comedy, anzi di una gangster comedy. Il sassofonista Joe e il contrabbassista Jerry, diventati Josephine e Daphne, fuggono infatti dalla mala di Chicago dopo essere stati testimoni della strage di San Valentino, in cui Ghette Colombo uccide Johnny Stecchino. E la mala, inconsapevolmente, li raggiunge in Florida, dove si sono rifugiati come parte di un'orchestra al femminile. Per questa premessa e questo mix di generi A qualcuno piace caldo è anche il film del cuore di Greg e Lillo, che lo hanno tenuto presente nella scrittura del copione di Natale col boss.
A qualcuno piace caldo l'ho visto all'età di nove anni e rivisto almeno 20 volte. La sua forza sta anche nel ritmo che lo caratterizza e nella sublime performance di Lemmon e Curtis, che dimostrano un trasformismo eccezionale. La prima volta che appaiono in abiti femminili, alla stazione dove prenderanno il treno per l'assolata regione dell'Est degli States, è indimenticabile. I due camminano goffamente, hanno i polpacci muscolosi e deliziosi cappellini a cloche in testa, e Jack Lemmon dice, guardando il sedere di una fanciulla: "Hai visto quella… come si muove? Sembra fatta di gelatina. Se io mi dimenassi così, mi perderei i pezzi. E’ inutile, è un sesso del tutto diverso".
E’ soprattutto sulla diversità fra maschietti e femminucce (e forse su una certa ambiguità sessuale) che punta la comicità di A qualcuno piace caldo, e sulla confusione, con Lemmon che prima dice: "Sono una donna, sono una donna, sono una donna" - quando Zucchero Kandinsky si infila nella sua cuccetta - e poi "Sono un uomo" quando arrivano le profferte amorose del vecchio miliardario Osgood (Joe E. Brown). Il travestimento e la finzione poi, e questo è interessante e sottile, si moltiplicano. Curtis/Josephine si finge donna ma anche un uomo diverso da sé, il magnate della Shell Junior. Per dare credibilità al suo status sociale e alla sua noia, Curtis, tra l'altro, cambiò la voce. Difficile giudicare se nel film fu più bravo il papà di Jamie Lee Curtis o l'attore feticcio di Billy Wilder, di certo il secondo si dimostrò un po' più re della commedia di battuta e il primo della commedia di situazione. I due comunque, dimostrando un'ottima intesa, si passano la palla sempre più velocemente e in situazioni sempre più rischiose, e per chi guarda è godimento puro. 

Un'immensa e tenera Marilyn Monroe

Il titolo A qualcuno piace caldo si riferisce al jazz, che poteva anche essere freddo, "cool", quando a suonarlo erano i bianchi. E calda, o meglio hot e sensuale, nel film è Marilyn Monroe, che quando è in scena... non ce n'è per nessun altro. La Zucchero Kandinsky che la diva interpreta in fondo è un po’ com'era lei, fragile e innamorata sempre dell'uomo sbagliato, che nel film è l'ennesimo sassofonista jazz, nella vita vera addirittura un presidente degli Stati Uniti. La voce di Marilyn è un balsamo per le nostre orecchie, soprattutto quando si esibisce in "I wanna be loved by you", e tifiamo tutti per la diva dipendente da psicofarmaci, ritardataria sul set e ormai incapace di pronunciare una battuta senza perdere la concentrazione, nel momento in cui canta "I'm through with love". Perché c'è anche un po’ di dolore e malinconia in A qualcuno piace caldo, ma quella adesso lasciamola da parte, e tuffiamoci, appena possibile, nelle mirabolanti avventure dei musicisti squattrinati che alle corse puntano sul cane sbagliato (Fetta di Lardo, ahahahahah) e si impastano le ciglia di mascara. A qualcuno piace caldo si può vedere in streaming su Rakuten TV e Sky Go.

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