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Fight Club: David Fincher risponde all'attacco di Paul Thomas Anderson... dopo 20 anni!

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David Fincher risponde a un'aspra critica di Paul Thomas Anderson a Fight Club, dopo vent'anni... e dice di capirlo!

Fight Club: David Fincher risponde all'attacco di Paul Thomas Anderson... dopo 20 anni!

David Fincher ha risposto a un duro attacco di Paul Thomas Anderson contro il suo Fight Club, sferrato però vent'anni fa! È senz'altro un bizzarro scambio in differita, nell'epoca dei social e dei botta e risposta istantanei: Fincher, reduce da Mank per Netflix in odore di Oscar e su sollecitazione di Rolling Stone, è tornato durante un'intervista sulle parole del collega non meno valente di lui, otto volte nominato all'Oscar (per Boogie Nights, Magnolia, Il petroliere, Vizio di forma, Il filo nascosto). Costruiamo prima il contesto.

Paul Thomas Anderson e il suo sfogo contro Fight Club

All'indomani di Boogie Nights e Magnolia, Paul Thomas Anderson nel lontano 2000 aveva dichiarato quanto segue sempre a Rolling Stone, riferendosi alle prime battute del cult Fight Club con Edward Norton e Brad Pitt:

Ho visto la prima mezz'ora, solo perché il nostro trailer lo mandavano prima. Mi piacerebbe scagliarmi contro il film, ma fingerò proprio di non averlo visto. È insostenibile. Auguro a David Fincher un cancro ai testicoli, viste tutte le battute sulla cosa, gli auguro un cazzo di cancro ai testicoli.

Per chi non ricordi Fight Club, all'inizio del film il personaggio di Edward Norton s'imbuca in gruppi di sostegno, millantando problemi che non ha. Fight Club è un film pensato letteralmente per colpire sotto la cintura, nè manca lo humor nero, provenendo dalle pagine di Chuck Palahniuk. Allo stesso tempo, è comprensibile che anche gli spettatori più aperti e colti, come non abbiamo dubbi sia Anderson, possano non riuscire a superare alcuni scogli personali su alcune questioni. Ma cosa gli ha risposto vent'anni dopo David Fincher? Leggi anche Fight Club, dal fallimento iniziale al culto: Chuck Palahniuk ospite della Festa di Roma 2017

David Fincher, la sua risposta a Paul Thomas Anderson su Fight Club

Quando si riporta un botta e risposta tra due personalità del calibro di Paul Thomas Anderson e David Fincher, non ci si deve aspettare sterili polemiche, tutt'altro. Con la massima serenità, Fincher ha detto a Rolling Stone che, in un certo senso, comprende la dura reazione di Anderson.

Ho affrontato il cancro in qualcuno a cui voglio bene e posso capirlo se qualcuno ha pensato... non credevo ci stessimo prendendo gioco dei sopravvissuti al cancro o delle vittime. Pensai che Chuck parlasse di un contesto terapeutico in cui ci si poteva inflitrare o di cui si poteva abusare. Parlavamo del vampirismo dell'empatia. Il cancro colpisce duro. Cazzo, è una cosa orrenda. Riguardo alla frase di Paul, lo capisco. Se ti trovi in un momento emotivo difficile e hai affrontato grandi cose... mio padre è morto e di certo ha cambiato il modo in cui mi pongo davanti alla morte e alla sofferenza. E a mio padre probabilmente Fight Club era piaciuto ancora meno che a Paul.

Sarebbe interessante sapere cosa direbbe oggi Paul Thomas Anderson di Fight Club, visto che i suoi lungometraggi non si sono in realtà mai risparmiati una certa crudezza, ma nel frattempo ci possiamo accontentare di una frase-capolavoro come "E a mio padre probabilmente Fight Club era piaciuto ancora meno che a Paul". Come si diceva, qui si vola alto.

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