News Cinema

Festival di Locarno 2012 - Le nostre giornate al festival cinéphile e umanista (1)

1

E' in corso di svolgimento la 65ma edizione del celebre festival svizzero


Lunedi 6 agosto

Quando arriviamo al Festival, all'inizio della seconda settimana, troviamo la kermesse maculata nel pieno del suo corso. Molte cose sono accadute, tantissimi i personaggi che hanno salutato Piazza Grande, molti i film già presentati e altrettanti in arrivo.
Gli spogliarellisti di Magic Mike, diretti da Steven Soderbergh hanno fatto parlare di sé, Alain Delon e Charlotte Rampling hanno emozionato la popolatissima platea ricevendo rispettivamente il Pardo alla carriera e l’Excellence Award, che nei prossimi giorni stringerà in mano anche Gael Garcia Bernal, in arrivo con il film No di Pablo Lorrain di cui è protagonista.

Life Achievement Award to Alain Delon © Festival del film Locarno / Massimo Pedrazzini

Charlotte Rampling, actress, Excellence Award Moët & Chandon © Festival del film Locarno / Marco Abram

Excellence Award Moët & Chandon for Gael García Bernal © Festival del film Locarno / Massimo Pedrazzini

Anche il cinema italiano ha avuto il suo momento in Piazza Grande con la presentazione del film di Edoardo Gabriellini, Padroni di casa, salutato dalla performance canora di Gianni Morandi, protagonista del film insieme a Elio Germano e Valerio Mastandrea, che ha toccato non poco le corde degli astanti.

Padroni di casa, concorso internazionale © Festival del film Locarno / Sailas Vanetti

Ma anche la nostra prima serata al festival non è stata parca di emozioni, omaggiato dal Pardo alla carriera infatti, uno splendido Harry Belafonte ci ha incantati con la sua voce graffiata, calda e profonda, mentre con tutta la passione di cui è stato capace in più di 60 di attività e attivismo per i diritti delle popolazioni afroamericane, ha guardato indietro ai suoi successi, alle fatiche e alle battaglie combattute e vinte. E davanti alle immagini di Sing your Song, il documentario a lui dedicato e diretto nel 2011 da Susanne Rostock, non possiamo che pensare ancora “che meraviglia”, come d’altronde ascoltando il ricordo che Belafonte ha dell’amico Otto Preminger, a cui quest’anno il festival ha dedicato un’affascinante retrospettiva. E’ anche grazie a film come Carmen Jones, diretto da Preminger nel 1954 e lettura in chiave afroamericana della tragedia di Bizet, ci ricorda Belafonte, che avere la pelle nera ha cambiato di senso, in anni in cui “eravamo considerati esseri inferiori, senza spazio nel mondo dell’arte e del cinema, in cui ci veniva negato qualsiasi valore o talento artistico”.

Hary Belafonte Pardo alla Carriera © Festival del film Locarno / Sailas Vanetti


Tutt'altri toni quelli che ci preannunciano Lesley Headland e Lizzy Caplan regista e interprete del film Bachelorette (in uscita in Italia a ottobre con il titolo The Wedding Party - un matrimonio con sorpresa) scusandosi pubblicamente in Piazza Grande, ma con bicchiere in mano e aria goliardica di chi si sa divertire , delle cose sconvenientissime presenti nel loro “super girly movie”. Primo lungometraggio della regista, anche commediografa e sceneggiatrice, Bachelorette , segue ad una serie di lavori teatrali sui sette vizi capitali, a cui, con irriverente orgoglio, le protagoniste fanno sicuramente onore.

Bachelorette, Concorso internazionale, from left Lizzy Caplan actress and Leslye Haedland director. © Festival del film Locarno / TiPress / Samuel Golay

Martedi 7 agosto

Alcuni film visti in questa giornata di festival, sia appartenenti alla sezione concorso internazionale che a quelle parallele, ci confermano l’impressione che avevamo avuto “respirando l’aria” qui a Locarno. Il cinema qua, scelto, premiato e proposto, diventa “umanista” nel senso più ampio del termine, mettendo al centro, nei più disparati modi che si hanno per raccontarla, l’umanità. Piccole e grandi storie di individui anomali, eccezionali o invisibili, incantevoli o deplorevoli. Ne sono un esempio due dei film visti oggi. Starlet di Sean Baker, newyorkese al quarto lungometraggio, già passato (non inosservato) a Locarno nel 2008 con il suo Prince of Broadway e Der Glanz des Tages, di Tizza Covi e Rainer Frimmell, registi del prezioso La pivellina.
La rivelazione, il riscatto e il giudizio sono i temi su cui, partendo da un incontro fortuito e improbabile, Sean Baker voleva lavorare in questo film, che come dice il direttore Olivière Père “E’ come tutti i film dovrebbero essere”.
La bella nipotina di casa Hemingway, la modella Dree, e una signora di 85 anni, Besedka Johnson (mai apparsa sul grande schermo), sono rispettivamente Jane e Sadie. La prima, porno diva sballata all’ordine del giorno sempre accompagnata dal cagnetto (con nome da femmina, Starlet), trova un’ingente somma di denaro in un vecchio thermos comprato dalla caustica signora. L’altra chiusa in un mondo di solitudine, si lascia mano a mano avvicinare, costruendo con la ragazza un rapporto di tenero mutuo soccorso.
Due umanità tanto lontane e raccontate in punta di piedi, ci dicono regista e attrice in conferenza stampa, lentamente, per creare una sorta di rivelazione, che è poi quella che arriva ogni volta che due esseri umani si conoscono meglio. Un ruolo arrivato dopo un’ora di chiacchiere su Skype con il regista, ci dice Dree, che è cresciuto con estrema naturalezza dentro di sé durante la lavorazione, e che pensa possa ripagare degli ingiusti pregiudizi a cui sono ggetto, le ragazze che si mantengono con la pornografia. Persone normalissime che intendono il loro come un semplice lavoro, che hanno amici, figli e fidanzati.
Starlet è un bel film, dalla delicatezza importante e dalla regia leggiadra e svelta ad opera di una camera a spalla mai superflua, un film dal necessario impianto realistico, fatto anche di giuste pause e silenzi, che parlano di imbarazzi e attese.

Starlet Concorso Internazionale, Dree Hemingway actress © Festival del film Locarno / Marco Abram

Ancora un’umanità peculiare e defilata è quella che ci mostrano i registi di Der Glanz des Tages, al secondo lungometraggio di finzione. Li abbiamo incontrati con grande piacere, e ci hanno confermato l’originalità degli intenti, il piglio creativo e documentaristico con cui si approcciano alle storie che propongono, in un modo di fare cinema onesto e intelligente. “Stavolta invece che in due”, ci dice Tizza Covi “siamo diventati una troupe di tre persone, chissà magari al prossimo film saremo quattro!”, “come era successo per la Pivellina, anche in questo caso siamo partiti dai personaggi che volevamo raccontare, volevamo con noi ancora Walter Sabeel, con le sue storie di circo, orsi e coltelli che sembrano impossibili da inventare e che invece sono realtà”, con lui anche l’amico attore della coppia di registi Philip Ochmair, che nel film è il nipote di Walter, che intepreta sé stesso. Un anno per seguire le sue performance nei più importanti teatri di Austria e Germania, per un risultato che l’attore definisce “uno specchio dalle mille facce quello in cui mi vedo riplesso guardando questo film, dà le vertigini, roba da non capire più chi sono, fare questo per Tizza e Rainer è stato difficile, loro mi dicevano vai tu devi essere te stesso, ma io chi sono? Me lo chiedo sempre”.

Der Glanz des Tages, Concorso internazionale, from left, Rainer Frimmel director and Tizza Covi director .© Festival del film Locarno / TiPress / Samuel Golay

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming