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Festival di Cannes 2017 En Marche! Al via la 70esima edizione del più importante festival di cinema del mondo

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Cerchiamo di capire, e di immaginare, che festival sarà quello che si apre mercoledì 17.

Festival di Cannes 2017 En Marche! Al via la 70esima edizione del più importante festival di cinema del mondo

Con la fresca elezione alla Presidenza della Repubblica Francese di Emmanuel Macron - di certo più gradito al mondo del cinema (e non solo) di Marine Le Pen - e con l'apertura di Les Fantomes d'Ismaël firmata Arnaud Desplechin, Marion Cotillard, Mathieu Amalric e Charlotte Gainsbourg, il Festival di Cannes 2017 non poteva festeggiare in maniera più francese e patriottica la sua 70esima edizione.
Ma che festival sarà, quello che vedremo e vi racconteremo da mercoledì 17 maggio fino a domenica 28, giorno in cui verrà assegnata la Palma d'Oro per il miglior film e tutti gli altri premi decisi dalla giuria presieduta da Pedro Almodovar e che conta tra i suoi membri anche il nostro Paolo Sorrentino?

Come sempre, all'indomani dell'annuncio del programma, avvenuto poco prima di Pasqua, le reazioni di addetti ai lavori e appassionati sono state le più diverse: chi lamentava l'assenza di molti titoli (da Dunkirk di Christopher Nolan a Mektoub is Mektoub di Abdellatif Kechiche, solo per citarne due), chi lodava invece il lavoro svolto da Thierry Fremaux e soci, chi avrebbe voluto ancora più intransigenza cinefila nella Selezione Ufficiale.
Perché per gli appassionati di cinema discutere la formazione di Cannes vale come discutere quella della Nazionale di calcio, e se al bar siamo tutti CT, su Facebook siamo tutti Fremaux.

Per quanto sia un po' sterile e pretestuoso il gioco di valutare un programma sulla carta, l'impressione qui è che quella di quest'anno non sia, in realtà, un'annata di quelle straordinarie per il festival francese, ma questo non vuol dire che, visto da qui, il panorama sia deludente.
Tra i titoli del concorso da cui ci si aspetta di più, oltre che dalle dichiarate teste di serie, Happy End di Michael Haneke in testa, ma anche The Beguilded di Sofia Coppola, Wonderstruck di Todd Haynes, The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach e Okja di Bong Joon-ho , io segnalerei prima di tutto You Were Never Really Here, noir della Lynne Ramsay di ...e ora parliamo di Kevin interpretato da Joaquin Phoenix e The Square, nuovo film del talento svedese Ruben Östlund, finalmente promosso in concorso.

Anche Ozon, con l'hitchcockiano L'amant double, dovrebbe riservare piacevoli momenti, perché quelle sono le cose che gli riescono meglio, mentre chissà se Yorgos Lanthimos, col suo The Killing of a Sacred Deer, interpretato da Colin Farrell e dalla regina indiscussa di Cannes 2017, Nicole Kidman, è riuscito finalmente a trovare il modo di farmi digerire il suo cinema provocatorio e non privo di un fascino perverso.
Per i cinefili più duri e puri, c'è il tridente d'attacco composto dai film di Zvyagintsev, Mandruzco e Loznitsa, mentre il resto, sulla carta, è formato da quei riempitivi di lusso che al Festival di Cannes tirano dietro, rendendo il lavoro di selezione non difficilissimo: da Hong Sang-soo a Michel Hazanavicius, passando per Doillon, Campillo, Akin, con in più l'incognita del film di fratelli Safdie con Robert Pattinson, Good Time.

Il fatto è proprio quello. Il fatto è che tutti vogliono andare a Cannes, e che forse più che un lavoro di scouting e di selezione, il lavoro di Fremaux e del suo gruppo è più simile a quello dei buttafuori di un locale super alla moda frequentato dai ricchi e famosi.
E c'è da dire che, se è molto facile per loro scegliere chi deve entrare, in Concorso o meno, vedi anche il nuovo Roman Polanski con Eva Green e Emmanuelle Seigner, D'après une histoire vraie, aggiunto solo dopo la conferenza stampa di presentazione ufficiale del programma, il team del festival appare un pelo più in difficoltà quando si tratta di pescare tra le seconde file o scommettere su qualche sconosciuto.

Sarà anche per questo, forse, che negli ultimi anni il Certain Regard, il lato B della Selezione Ufficiale, ha sempre arrancato per star dietro alla selezione indipendente della Quinzaine des réalisateurs, che quest'anno conta tra le sue fila autori come Abel Ferrara, Bruno Dumont, Amos Gitai, Claire Denis, Philippe Garrel e Sean Baker, e che mette in selezione tre film italiani (L'intrusa di Leonardo Di Costanzo, Cuori puri di Roberto De Paolis e A Ciambra di Jonas Carpignano) a fronte dell'uno e mezzo del Certain (Fortunata di Sergio Castellitto e Dopo la guerra di Annarita Zambrano), che pure è il solo spazio della Selezione Ufficiale a battere bandiera italiana.
Perché, per il secondo anno di fila, di cinema italiano in concorso non c'è traccia: e due domande, i nostri produttori, potrebbero anche farsele.

Detto tutto questo, la bontà del programma del Festival di Cannes 2017 andrà provata su strada, giorno dopo giorno e proiezione dopo proiezione.
Certo è comunque che se uno dei maggiori hype che lo riguardano è il ritorno di Twin Peaks e di David Lynch, se a dominare sui giornali sono state nei giorni scorsi le polemiche con Netflix sui mancati passaggi nelle sale francesi dei due film prodotti dal colosso dello streaming, Okja e The Meyerowitz Stories, appare evidente che anche Cannes, con tutto il suo allure, lo charme, la Costa Azzurra e le Montée des Marches, deve fare i conti con un mondo del cinema che qualche cambiamento lo sa vivendo.

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