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Festival del Cinema Europeo di Lecce: presentata la diciottesima edizione

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Un omaggio a Totò, Stephen Frears, Valerio Mastandrea, il Premio Mario Verdone.

Festival del Cinema Europeo di Lecce: presentata la diciottesima edizione

Si svolgerà dal 3 a 8 aprile a Lecce la diciottesima edizione del Festival del Cinema Europeo. Con un budget più consistente rispetto agli anni scorsi, la manifestazione diretta da Alberto La Monaca si propone, come sempre e in una terra di frontiera quale la Puglia, di fare il punto sul passato e sul presente della produzione cinematografica dei paesi europei, lasciando spazio a squarci di futuro e aprendo le porte a opere certamente interessanti, gemme rare che andranno a impreziosire sia un Concorso composto di dodici film che avranno nella cittadina barocca la loro anteprima nazionale, che la sezione Commedia Europea, che ospiterà cinque lungometraggi.

Un’identità precisa e forte dunque, come ha sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione il Presidente dell'Apulia Film Commission Maurizio Sciarra: "Il Festival del Cinema Europeo apre la stagione dei festival pugliesi, cinque manifestazioni che hanno la caratteristica di differenziarsi in maniera evidente e di coprire fasce di pubblico e di linguaggi cinematografici ben distinti. Il Festival di Bari, per esempio, rispetto a quello di Lecce, ha una vocazione più generalista e popolare, mentre quello di Otranto si occupa di pellicole prodotte con i fondi regionali. Per noi i festival non sono una passerella, ma sono parte integrante dell’attività della Film Commission. Ci piacerebbe essere dei supereroi che rivitalizzano il cinema nella nostra regione con un’energia sempre rinnovata".

L’apertura del Festival del Cinema Europeo sarà tutta per uno dei nostri più grandi attori di sempre: il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò. "Non potevamo non inaugurare il festival, in questo 2017 in cui ricorrono i cinquant’anni dalla scomparsa di Totò, con un omaggio al genio di questo artista" - ha spiegato Alberto La Monaca. "Apriremo con la versione restaurata di Chi si ferma è perduto e consegneremo l’Ulivo d’Oro a Carlo Croccolo a pochi giorni di distanza dal suo 90° compleanno".

"Sono onorata di essere qui" - ha commentato Elena Alessandra Anticoli De Curtis, nipote di Totò e figlia di Liliana, presente anche lei all’incontro con i giornalisti. "A cinquant'anni dalla morte di mio nonno, questo omaggio, più che essere una commemorazione, è una rinascita. L’amore per Totò continua a crescere, e io sono emozionata essendo la piccola della famiglia".

Il Festival di Lecce si forgia di sei omaggi: tre ad artisti nazionali e tre ad artisti europei. Del primo gruppo fanno parte Isabella Ferrari, Citto Maselli e Valerio Mastandrea, fresco di un David di Donatello per il miglior attore non protagonista per Fiore. Gli "stranieri" sono invece la regista polacca Agnieszka Holland, il turco Nuri Bilge Ceylan - che terrà una masterclass - e Stephen Frears, che è autore del recente Florence e che riceverà sabato 8 aprile, a fine manifestazione, L’Ulivo d’Oro alla Carriera.

Durante la serata conclusiva verrà consegnato inoltre il Premio Mario Verdone, assegnato da Silvia, Luca e Carlo Verdone a un giovane autore che con la sua opera prima si è particolarmente distinto nell’ultima stagione cinematografica. Quest’anno il riconoscimento ha un valore particolare, visto che sono passati 100 anni dalla nascita del grande storico del cinema e critico illuminato. "Siamo molto felici di veder crescere questo festival che diventa sempre più importante" - ha detto Carlo Verdone, ospite d’onore della giornata. "Quest’anno la scelta per noi fratelli è stata particolarmente complicata perché tutte le opere avevano una grande qualità e certe volte ho trovato più interesse in piccoli primi film che sono stati quasi ignorati che nei grandi film usciti in sala. Io avrei premiato tre opere prime, ma non potevo. I nostri finalisti sono Marco Danieli per La ragazza del mondo, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro per Mine e Michele Vannucci per Il più grande sogno. Poi c’è un riconoscimento speciale per un grande regista esordiente che non rientra nella terzina perché si è dimostrato un fuoriclasse. E’ Gabriele Mainetti, che con Lo chiamavano Jeeg Robot ha indicato al pubblico e alla critica una strada realmente nuova".

Ad essere assegnato, infine, sarà il Premio Emidio Greco, destinato a un giovane regista italiano per il suo talento nella realizzazione di un cortometraggio. Per le altre sezioni del Festival del Cinema Europeo di Lecce, le retrospettive, i riconoscimenti, gli incontri e i titoli in competizione e non, vi rimandiamo al sito ufficiale www.festivaldelcinemaeuropeo.com. Vi ricordiamo che comingsoon.it sarà presente per raccontarvi i protagonisti della diciottesima edizione.

 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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