Eva Green: un tributo alla bellezza dell'attrice francese

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Eva Green: un tributo alla bellezza dell'attrice francese

Bisogna essere sinceri, dire le cose come stanno.
Bisogna ammettere che senza la presenza di Eva Green nei panni della regina Artemisia, 300 – L’alba di un impero, il film di Noam Murro che riprende stile, soggetti e personaggi del 300 di Zack Snyder, sarebbe stato molto meno interessante. Molto.
D’altronde - senza per questo nulla togliere alle doti della Green come attrice pura - c’è da sfidare chiunque, uomini e donne, a rimanere impassibili al fascino dell’attrice francese, al suo sguardo magnetico, ai suoi modi seducenti che usa con sapienza anche nel corso delle interviste che rilascia, causando vacillamenti nei poveri giornalisti che si trovano di fronte a lei.
Ma bando ai biografismi, e torniamo a parlare di cinema, riassumendo qui di seguito le cinque indimenticabili interpretazioni di Eva Green, che non vediamo l’ora di ammirare anche nell’imminente serie tv horror Penny Dreadful, ideata dallo sceneggiatore John Logan e da lui prodotta assieme a Sam Mendes.

 


The Dreamers

Lido di Venezia, settembre 2003: la Mostra del Cinema viene investita dal ciclone The Dreamers. Film amato, film odiato, film al centro di mille dibattiti. Non solo e non tanto per la ricostruzione di Bertolucci del Maggio francese e del modo in cui i tre adolescenti protagonisti del film decidono di viverlo, ma anche per le interpretazioni libere e scandalose dei suoi giovani protagonisti. Sì, certo, c'erano Michael Pitt e Louis Garrell, che si facevano notare dagli appassionati della bellezza maschile, ma è stata il vertice femminile del triangolo amorso e incestuoso del film, epicentro di tutte le vicende e le pulsioni, ad attirare lo sguardo e l'interesse di tutti, e non solo per la generosità degli sfacciati nudi full frontal. Esordio indimenticabile per la nostra Eva Green, all'epoca appena 23enne.

 


Le crociate

Passano due anni, con in mezzo l'anonimo Arsenio Lupin, ed ecco che ritroviamo Eva Green come protagonista femminile de Le crociate, il kolossal epico di Ridley Scott che, come suggerisce il titolo, è ambientato in un periodo storico ben preciso. Per l'esattezza siamo nell'anno 1184, alla vigilia dell'inizio della Terza crociata, quella con la quale i sovrani europei cattolici provarono a rientrare in possesso della Gerusalemme occupata dal Saladino. Ma non è nell'accuratezza storica che il film di Scott trova i suoi pregi: pregi che sono invece da ritrovarsi anche nello straordinario fascino esotico di una Green che interpreta la Principessa Sibilla, al centro di intrighi politico-militar-sentimentali e capace di far girare la testa a tutti. Abbandonato il (nude) look acqua e sapone del film di Berolucci, l'attrice francese sfoggia qui abiti lussureggianti e due perforanti occhi bistrati capaci di far impallidire ogni modella o inviata di guerra contemporanee fissate col kayal.

 


Casino Royale

Casinò Royale, uscito nelle sale nel 2006, è un film importante per la storia di James Bond e dei suoi film. Lo è perché segna l'inizio della fortunata era Daniel Craig; perché alza nuovamente il livello della serie dopo gli ultimi, stanchi film interpretati da Pierce Brosnan; lo è perché per rebootare il personaggio dell'agente segreto con licenza di uccidere, torna alle origini. E, così facendo, recupera il personaggio di Vesper Lind, l'unica donna (oltre alla contessa Tracy Di Vincenzo di Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà Britannica) che è stata capace di far innamorare davvero 007. E chi poteva riuscire in un'impresa del genere, se non la splendida Eva Green? Martin Campbell, regista del film, ringrazi i suoi santi che la sua prima scelta, Rachel McAdams, rifiutò il ruolo lasciando campo libero alla francese. Di cui, nel corso del film, non è di certo il solo Craig ad innamorarsi.

 


Womb

Dopo Casino Royale, e dopo la poco fortunata parentesi de La bussola d'oro, Eva Green decide di prendere un po' di distanza dalle grandi produzioni hollywoodiane, scegliendo di privilegiare ruoli da protagonista (o meno) in film meno mainstream e più orientati verso il mondo indipendente o del cinema d'autore. Arriva così il ruolo della schizofrenica in Franklyn, e quello dell'insegnante di un collegio femminile che s'innamora di una studentessa nel Cracks che ha segnato l'esordio nella regia di Jordan Scott, figlia di Ridley. E arriva anche Womb, il film di Benedek Fliegauf nel quale l'attrice, protagonista unica e assoluta, interpreta il ruolo di una donna che, di fronte alla morte prematura del suo grande amore, trova come unica soluzione al suo dolore quella di partorire il clone dell'uomo scomparso. Ed è solo la bellezza e la recitazione della Green, qui minimalista e quasi dimessa (per quanto dimessa possa mai essere), che si digerisce la trama e la messa in scena di una storia altrimenti un po' sconquassata.

 

 

Dark Shadows

E però, la nostra Eva è capace di passare dal minimalismo al sopra le righe con la stessa noncurante facilità con la quale sue colleghe cambiano borsetta o pettinatura. Ed ecco che dopo il cinema un po' grigio dei film sopra citati, la Green sbarca sul piccolo schermo per interpretare, con istrionismo e spesso e volentieri pochi abiti addosso, la strega Morgana in una serie dalla grana tutt'altro che fina come Camelot. E si deve essere divertita, Eva, a fare la cattiva, visto che la ritroviamo nel 2012 nel ruolo di un'altra strega, Angelique Bouchard nel Dark Shadows di Tim Burton. Di quel divertente ed anarchico film, il personaggio di Eva Green è davvero il cardine e il pilastro, un'antieroina letteraria, una fuoriuscita per cattiva e perversa condotta dalle pagine di un libro delle Brontë o di Jane Austen, un personaggio dalla straordinaria caratura tragica che ama di un amore cannibalico e autolesionista, eppure sincero e, a suo modo, disperatamente struggente. E la Green è brava e sensualissima, perfino sotto una capigliatura bionda spiazzante nonostante il biondo sia, in fin dei conti, il colore naturale che l'attrice nasconde da una vita.

 

 



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