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Edward Norton parla della sua esperienza con Hulk e la Marvel

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Con eleganza accusa Marvel di aver pensato al suo business plan e non alla profondità del personaggio di Bruce Banner.

Edward Norton parla della sua esperienza con Hulk e la Marvel

In questi tempi la Marvel sembra infallibile. I loro film hanno un grande successo, la costruzione dell’universo ha portato uno sviluppo di successo in autonomia ai vari personaggi, ma anche una certa coerenza nelle loro avventure di gruppo, soprattutto negli Avengers. C’è però una pagina del passato che ancora fa discutere, la sostituzione più eclatante di un supereroe, con Edward Norton che ha interpretato Hulk solo ne L’incredibile Hulk, diretto da Louis Leterrier nel 2008, contribuendo anche alla sceneggiatura, seppur non accreditato. Al ritorno di Bruce Banner, alias Hulk, nel primo Avengers, Norton venne sostituito, come noto, da Mark Ruffalo, in seguito alla rottura fra l’attore e il boss dei Marvel Studios, Kevin Feige.

“Amavo il fumetto di Hulk”, spiega ora in un’intervista al New York Times. “Li ritenevo mitici, e quello che Chris Nolan ha fatto con Batman è stato prendere una direzione che condivido: lungo, cupo e serio. Se c’è mai stato qualcosa con queste esatte caratteristiche, è stato Hulk. È letteralmente il mito di Prometeo. Avevo proposto due film: l’origine e poi l’idea di Hulk come il sognatore consapevole, un tipo che sa gestire il suo trip. E loro reagirono entusiasti che era quello che volevano, ma hanno dimostrato con i fatti che non era così. Ma è stato molto bello interpretarlo, con Kevin Feige ci siamo intesi alla grande”.

Meno male, visto che poi il produttore diffuse un comunicato molto duro, contestualmente alla decisione del recasting di Bruce Banner. “La nostra decisione non è legata a ragioni economiche”, scrisse, “ma radicata nel bisogno di avere un attore che incarni la creatività e lo spirito di collaborazione dei nostri talentuosi membri del cast. Gli Avengers richiedono giocatori che vogliono lavorare di squadra”.

“È stato il tentativo di difendere il brand”, spiega così Norton ora la mossa, “Alla fine il problema era che non cercavano qualcosa di lungo, cupo e serio, ma non importa, abbiamo avuto discussioni positive sull’andare avanti con i film, ragionando sul tempo che avrebbero richiesto e non li avrei fatti. Onestamente volevo più soldi di quelli che volevano darmi, anche se non era certo per questo che volevo fare un altro film di Hulk. Ho fatto altre cose che volevo fare e Kevin Feige ha portato avanti il suo business plan come probabilmente nessuno nella storia dell’industria dell’intrattenimento. Se siete azionisti Disney, dovreste alzarvi in piedi per omaggiarlo”. Come dire, grandi incassi, ma niente di “lungo, cupo e serio”.

In ogni caso il buon Edward Norton ha proseguito la sua brillante carriera, seppur con qualche inciampo dopo quell’esperienza. Con piacere vi ricordiamo che il suo ritorno alla regia, Motherless Brooklyn, tratto dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem, aprirà il prossimo 17 ottobre la Festa del Cinema di Roma.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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