Eclettica e irrequieta: presentata la 36° edizione del Torino Film Festival

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Eclettica e irrequieta: presentata la 36° edizione del Torino Film Festival

All’insegna del consueto eclettismo, quell’amore per il cinema senza pregiudizi che fa convivere una retrospettiva sull’autore maudit post nouvelle vague Jean Eustache con due altrettanto maledetti sperimentatori dell’immagine d’oltremanica come Powell e Pressburger. La 36° edizione del Torino Film Festival è stata presentata all’insegna della continuità, con la direttrice Emanuela Martini cha ha sottolineato la forte presenza femminile (27 registe e 4 su 15 nel concorso internazionale), la massiccia presenza in Torino 36 di film europei, ma anche un filippino, un brasiliano, a comporre un “panorama eterogeneo sia tematicamente che stilisticamente, con alcuni che si inoltrano nel genere, soprattutto verso il noir, senza dimenticare la commedia o i film più propriamente da festival.” 

Non manca una nutrita selezione di cinema italiano, “cosa che non accade sempre”, a partire dall’esordio alla regia di Valerio Mastandrea, Ride, presentato in concorso. Dove troviamo altri film promettenti come Wildlife, l’esordio di Paul Dano alla regia, The Guilty di Gustav Moeller, Nos Batailles di Guillaume Senz, con Romain Duris, La disparition des lucioles di Sébastien Pilote, All These Small Moments di Melissa Miller. A giudicare i film una giuria presieduta da Jia Zhang-ke, e composta anche dalla produttrice Marta Donzelli, dal regista Miguel Gomes, Col Needham e Andreas Prochaska.

La sezione Festa Mobile sarà il consueto contenitore di film internazionali molto apprezzati, tutti (almeno) in prima italiana. L’apertura e la chiusura saranno affidarti a The Front Runner di Jason Reitman (che sarà a Torino) e a Nanni Moretti, con il suo documentario Santiago, Italia. Siamo nei mesi della presa del potere di Pinochet e della morte di Allende, “le ambasciate straniere si aprirono per accogliere gli avversari del regime, quella italiana fu attiva più delle altre, fin oltre i limiti della propria capienza. Materiali di repertorio, interviste e il racconto di come queste persone arrivarono poi in Italia”.

Molti italiani saranno presenti anche in Festa mobile, tra cui Bulli e pupe, documentario di Steve Della Casa e Chiara Ronchini, sorta di prequel di Nessuno mi può giudicare, dedicato un paio d’anni fa ai musicarelli; The Man Who Stole Banksy di Marco Proserpio; I nomi del signor Sulcic di Elisabetta Sgarbi; Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius; Ragazzi di stadio, quarant’anni dopo di Daniele Segre; Sex Story di Cristina Comencini e Roberto Moroni.

Fra gli altri titoli, presenti anche nella sezione After Hours, vi segnaliamo: The White Crowe di Ralph Fiennes, Ulysse & Mona di Sébastien Betbeder; Pretenders di James Franco; Papi Chulo, commedia sorpresa di Toronto, di John Butler; Juliet, Naked di Jesse Peretz, con quel Ethan Hawke che presenta anche il suo film da regista Blaze; Colette di Wash Westmoreland, con Keira Knightley nei panni della scrittrice francese; Can You Ever Forgive Me? di Marielle Heller, con un’inedita Melissa McCarthy in un ruolo drammatico; High Life di Claire Denis, con Robert Pattinson e Juliette Binoche; Mandy di Panos Cosmatos, con un Nicolas Cage già di culto.

Il Gran Premio Torino sarà consegnato a Jean-Pierre Léaud, mentre il Guest director, come già anticipato, sarà Pupi Avati, che curerà una sezione denominata Unforgettables. Per il programma completo, come al solito torrenziale, vi rimandiamo al sito ufficiale www.torinofilmfest.org.

Appuntamento a Torino, dal 23 novembre al 1 dicembre, con una copertura giornaliera della manifestazione.



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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