E vissero felici e contenti: i film in cui si dice sì

- Google+
Share
E vissero felici e contenti: i film in cui si dice sì

L'uscita di Un matrimonio da favola dei Vanzina ci fa venire in mente quanto spesso il cinema abbia sfruttato la formula delle nozze per costruire storie, denunciare ingiustizie, colpire a tradimento con vicende tristissime o semplicemente celebrare in maniera più o meno sdolcinata l'amore e le sue declinazioni.
Dai classici hollywoodiani ai modernissimi film con le cosiddette bridezilla, passando per la crisi della famiglia lucidamente fotografata da Ingmar Bergman e per la favola d'animazione, questa istituzione ha spesso significato, sul grande schermo, successo di pubblico e ottimi incassi.
Tra i numerosissimi film con altari, anelli di fidanzamento, promesse infrante, dichiarazioni, ne abbiamo scelti cinque, che coprono un periodo di oltre cinquant'anni.
Forse non saranno i più belli, ma ognuno, a suo modo, ci è rimasto nel cuore.

 

7 spose per 7 fratelli (1954)

La morale di questo musical di culto diretto da Stanley Donen e che continua ad essere trasmesso in televisione, specie durante le festività, è: non sposare un uomo di cui non conosci la famiglia.
La povera cameriera Milly, che attende con trepidazione il grande giorno, ha la sfortuna di cedere alle lusinghe del rude Adamo Pontipee, trovandosi ad accudire insieme a lui, in una baita di montagna, i suoi sporchi e selvaggi fratelli.
In questa sgargiante pellicola a colori il matrimonio altro non è se non la realizzazione di ogni desiderio, come dimostra l'aria sognante con cui le sei ragazze della foto, che sono state rapite dai Pontipee, cantano “June Bride” (sposa di giugno).

 

Indovina chi viene a cena? (1967)

Questo film, che nel 1968 conquistò solamente l'Oscar per la migliore attrice protagonista (andato a Katharine Hepburn), in realtà parla di una delle fasi fondamentali che precedono il matrimonio, o meglio che precedevano il matrimonio, visto che oramai a molte coppie importa poco del consenso altrui. Parliamo della presentazione ufficiale del futuro coniuge ai propri genitori.
Nel caso di Indovina chi viene a cena? gli sposi tacciono alle rispettive famiglie la diversità del colore della pelle dell'amato. Aldilà del tema del razzismo, affrontato con una giusta leggerezza, non dimenticheremo mai i grandi attori che si lasciarono dirigere da Stanley Kramer: un grande Sidney Poitier e un magnifico Spencer Tracy, che morì 17 giorni dopo la fine delle riprese.

 

Quattro matrimoni e un funerale (1994)

Non c'è niente da fare: nonostante siano passati vent'anni, Quattro matrimoni e un funerale resta ancora il film più bello, divertente e famoso incentrato sulle nozze - in questo caso intervallate dalla scomparsa di un caro amico del gruppo di protagonisti.
Sceneggiato da Richard Curis, Quattro matrimoni e un funerale impose Hugh Grant all'attenzione internazionale, portandolo dritto dritto al Golden Globe.
A primo posto nella classifica degli incassi fra le produzioni britanniche, il film è rimasto memorabile per una scena in cui Andie MacDowell parla schiettamente di tutti gli uomini con cui è andata a letto, arrivando a un numero piuttosto sorprendente e prendendosi il lusso di confessare: "Il 23° e il 24° in tandem, comunque in due non facevano il lavoro di uno..." .

 

La sposa cadavere (2005)

Come dimostrano le favole Disney, il cinema d'animazione si è sempre interessato ai matrimoni, identificati con il lieto fine di tante storie con fanciulle perseguitate da streghe o matrigne e poi finalmente ricongiunte ai loro principi azzurri.
A questi personaggi femminili, Tim Burton ha voluto aggiungere, servendosi della tecnica della stop motion, la sua personalissima sposa: una sposa cadavere, come recita il titolo del film.
Dopo un'esistenza sventurata, le accade di ritrovarsi moglie di un uomo che non è affatto defunto, al quale farà conoscere un mondo dei morti ben più colorato e divertente di quello dei vivi.
C'è grande poesia e delicatezza in questa storia, rivolta sia ai più piccoli che ai bambini di quaranta e cinquant'anni e che nella versione originale può contare sulle voci di Johnny Depp ed Helena Bonham Carter.

 

Melancholia (2011)

In questo film, che Lars Von Trier definisce a ragione "un disaster movie dei sentimenti", il matrimonio subisce una potente dissacrazione, accompagnandosi a una feroce radiografia dell'istituzione familiare.
Il naufragio melodrammatico dell'amore fra la protagonista Justine e suo marito anticipa l'imminente distruzione della Terra da parte di un pianeta che sembra spuntato dal nulla. Il regista fa parlare la sua inquietudine attraverso il personaggio di Kirsten Dunst, che progressivamente implode.
L'attrice, che in questa foto ricorda l'Ofelia dipinta dal preraffaellita John Everett Millais, vince la Palma d'Oro a Cannes per la migliore interpretazione femminile.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento