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E venne il giorno: il peggior film di M. Night Shyamalan, senza dubbio

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Quella volta che il regista de Il sesto senso ha toccato il fondo era il 2008. Il film si chiamava E venne il giorno, ma fortunatamente M. Night Shyamalan ha tratto una lezione da quel fallimento.

E venne il giorno: il peggior film di M. Night Shyamalan, senza dubbio

Quando alla seconda regia realizzi un film che piace alla critica e trova un larghissimo riscontro di pubblico diventando campione d'incassi, ti metti in un angolo da solo. Perché da quel momento in poi le aspettative nei tuoi confronti saranno sempre alte. È successo al regista americano di origine indiana M. Night Shyamalan quando nel 1999 sbancava i box office con quel gioiello di film horror che è Il sesto senso.

Shyamalan dopo Il sesto senso

Il suo film successivo è stato quell'altrettanto (diversamente) sorprendente Unbreakable - Il predestinato in cui il tema dei supereroi era affrontato con un approccio realistico e non fantasy. A seguire ci fu Signs in cui Shyamalan applicava la sua maestria nel maneggiare la suspense in un contesto più movimentato e affollato di personaggi. Il film conta molti estimatori, anche se non a tutti è andato giù il colpo di scena finale sul punto debole degli alieni. Un altro twist a fine film, ormai marchio di fabbrica dell'autore e regista, ha atteso poi gli spettatori di The Village, ma qui i critici hanno iniziato sentire puzza di imbroglio narrativo.

L'inizio del declino di Shyamalan e la risalita

Lady in the Water ha segnato il primo tonfo al box office. A proposito delle alte aspettative, Shyamalan ha voluto schivarle affrontanto qualcosa di diverso, una con una fiaba originale che si è dimostrata incerta su cosa volesse realmente essere, ma non si può nascondere che ci siano elementi affascinanti alla base della sua idea e anche su come li abbia trattati. Cosa venne dopo? E venne il giorno, in assoluto il fondo toccato dal regista. Era il 2008, ma ne parliamo più avanti. Dopo gli incerti L'ultimo dominatore dell'aria e After Earth, Shyamalan è riuscito negli ultimi anni a tornare sulla buona strada con The Visit, Split e Glass per i quali si è adattato senza scoraggiarsi a budget molto più modesti visto, che le major di Hollywood si erano defilate quando si trattava di produrre i suoi progetti. Il suo prossimo titolo è Labor of Love, storia di un vedovo che attraversa a piedi gli Stati Uniti per amore della sua defunta moglie. Più di questo ad oggi non si conosce.

E venne il giorno: quando Shyamalan ha toccato il fondo

A giudicare dal trailer sembrava particolarmente intrigante E venne il giorno. Gente che all'improvviso si suicida nel modo più immediato che possa trovare, persone colte da un raptus calmo entrano in trance e con quell'ultimo barlume di lucidità scelgono come togliersi la vita. Perché lo fanno? È quello che devono scoprire i personaggi di Mark Wahlberg e Zooey Deschanel e quando lo scoprite anche voi, dovrete chinarvi a raccogliere le braccia che vi saranno cadute. Diciamo che qui il colpo di scena finale è la ciliegina sulla torta di una storia che non funziona mai, né nello sviluppo né nella caratterizzazione dei personaggi. È sbagliato il cast di attori con Wahlberg per niente credibile nel ruolo di uno scienziato, e certamente non aiutato dai dialoghi, e una Deschanel che sembra in perenne stato di shock. Le fronti aggrottate di fronte al suicidio di massa non trasudano emozioni, mentre lo sviluppo della storia rivela poco per volta quanto l'idea di base (la natura che si ribella nei confronti dell'uomo) fosse buona per un documentario e sbagliata per un trattamento in stile mistery thriller con twist finale alla M. Night Shyamalan. Gli elementi narrativi in cerca di suspense fanno a botte con la trama che finisce per essere involontariamente divertente, lo scenario peggiore per una storia approcciata in termini drammatici che ambisce anche ad avere una spiritualità di fondo. E così, scivolare dall'inverosimile (che sarebbe stato forse accettabile) alla stupidità è stato un attimo. C'è qualcosa da tenere ben presente però, in tutto questo. Shyamalan ha fallito, ha imparato dai suoi errori ed è risalito. E questa è una lezione che deve essere di grande ispirazione per ognuno di noi, qualora dovesse venire il giorno in cui falliremo o qualora volessimo prendere coscenza che quel giorno è già venuto e ora tocca noi risalire.

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