È morto Narciso Ibañez Serrador, maestro dell'horror spagnolo

-
30
È morto Narciso Ibañez Serrador, maestro dell'horror spagnolo

È morto a Madrid il 7 giugno, all'età di 83 anni, il regista spagnolo (nato a Montevideo e vissuto a lungo in Sudamerica) Narciso Ibáñez Serrador, considerato un pioniere e un maestro dell'horror. A volte non importa avere all'attivo una ricca filmografia per entrare di diritto nella storia del cinema: attore, sceneggiatore e commediografo, attivo a teatro (dove debuttò diciassettenne in Filumena Marturano di Eduardo De Filippo) ma soprattutto in televisione, Serrador ci lascia due soli lungometraggi che sono due autentici gioielli.

Ragazzo solitario e con problemi di salute, si forma leggendo letteratura di genere, da Edgar Allan Poe a Ray Bradbury, e con i film di Alfred Hitchcock. Nel 1966 crea per la televisione spagnola la serie Historias para no dormir, tre stagioni (fino al 1982) di 29 episodi in cui riesce anche a far passare, sotto le spoglie della finzione, messaggi invisi al regime del generale Franco. Nel 1969 firma il suo primo lungometraggio, La residencia, da noi conosciuto come Gli orrori del liceo femminile, con Lilly Palmer, ambientato in un collegio della Francia del diciannovesimo secolo, le cui ospiti scompaiono misteriosamente.

Alternando il lavoro di produttore a quello di regista, Serrador crea anche il più celebre gioco a quiz spagnolo, Un, dos, tres… responda otra vez, e al cinema torna per l'ultima volta solo nel 1976 con quello che resta il suo film più celebrato e famoso, Ma come si può uccidere un bambino?, diventato oggetto di culto, soprattutto per chi ebbe la fortuna di vederlo all'epoca nei cinema d'essai. In seguito il film è stato distribuito anche in dvd e ha acquistato nuove schiere di fan. La storia, dal romanzo di Juan José Plans, El juego de los niños, è incentrata su una coppia inglese che decide di passare un periodo di relax, per l'avanzato stato di gravidanza della donna, sull'isola di Almanzora. Ma una volta sul posto, i due si accorgono che in giro non c'è anima viva... almeno tra gli adulti. Film metaforico e denso di immagini indelebili, Ma come si può uccidere un bambino?, è un classico degli anni Settanta e uno di quei rari horror, come The Wicker Man, in cui tutto funziona alla perfezione.

Proprio a febbraio di quest'anno Serrador aveva ricevuto un premio Goyaalla carriera. A dimostrazione di quanto la sua opera, sia pure così ridotta, abbia influenzato i maggiori registi del cinema spagnolo di genere, a consegnarglielo c'era una nutrita delegazione composta da Alejandro Amenábar, J.A. Bayona, Jaume Balagueró, Paco Plaza, Rodrigo Cortés, Alex de la Iglesia, Juan Carlos Fresnadillo e Nacho Vigalondo.

Alla notizia della sua scomparsa, Bayona ha scritto: "Se n'è andata una figura fondamentale del genere. Maestro e allievo, ha diretto due capolavori e ci ha trasmesso il suo amore per i grandi classici del terrore. RIP Narciso Ibáñez Serrador. Grazie per le risate, gli spaventi, le lacrime e le lezioni di cinema".



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Lascia un Commento
Lascia un Commento