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Duri si diventa: la nostra visita sul set della commedia con Will Ferrell

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L'arrivo in città il giorno precedente la visita sul set di Duri si diventa è di quelli che non si dimenticano


Uscirà nei cinema italiani il 1 luglio 2015 Duri si diventa, la commedia diretta da Etan Cohen con protagonisti Will Ferrell e Kevin Hart.
Il film racconta di un ricco uomo d'affari (Will Ferrell) che viene condannato a un periodo di detenzione in un carcere di massima sicurezza. Totalmente impreparato alla vita di prigione decide di assumere Darnell (Kevin Hart), un uomo di strada, affinchè lo renda un vero duro nei suoi ultimi giorni di libertà e lo prepari alla vita di prigione.

Circa un anno fa abbiamo siamo stati invitati sul set del film per assistere alle riprese di una scena, ecco il nostro racconto:

New Orleans, 15 aprile 2014.
L'arrivo in città il giorno precedente la visita sul set di Duri si diventa è di quelli che non si dimenticano, grazie a un nubifragio di proporzioni epiche. Nella highway che porta dall'aeroporto all'albergo nel quartiere francese di New Orleans si vede a malapena la strada a causa della pioggia battente. Considerato che il set previsto per l'indomani è il Lafayette Park appena fuori New Orleans, non c'è da stare troppo allegri.

La mattina del 15 aprile è invece sorprendentemente soleggiata, anche se un po' troppo fresca per essere primavera. All'arrivo nel parco ci spiegano subito che in realtà il film è ambientato a Los Angeles, ma come capita ormai di frequente stanno adoperando New Orleans come set sostitutivo per incrementare l'industria cinematografica della zona, e più in generale quella della città in costante ripresa dopo la devastazione dell'uragano Katrina del 2005.



Siamo al ventitreesimo dei quarantatré giorni di riprese previsti. La prima scena in programma si svolge in macchina. Al volante del veicolo - Hollywood Luxury Bubbles, Car Wash recita l'insegna - c'è un Kevin Hart visibilmente preoccupato. Sta tenendo a Will Ferrell quello che è un vero e proprio sermone su quanto sia difficile la vita in prigione, e quanto di conseguenza l'altro debba essere pronto a diventare un duro per sopravvivere. L'idea di base è che Ferrell vada da tre bulli iper-palestrati a pochi metri da loro e li provochi, al fine di scatenare una rissa che serva a rinforzarne le difese fisiche e mentali. Soprattutto mentali. Dopo la comprensibile ritrosia che sfocia nel terrore più puro, Ferrell esce dall'auto e si dirige verso gli energumeni, mentre Hart resta in macchina a domandarsi se sia stata la migliore delle idee. Negli svariati ciak specifici sul suo monologo l'attore si lancia in improvvisazioni che riescono a essere diverse ogni volta.
Finita la scena il regista di Duri si diventa Etan Cohen viene a parlare con la stampa mentre la troupe prepara il set per le riprese successive: "Oltre il lato comico rappresentato soprattutto da Will e Kevin questo film racconta un po' anche l'America e alcune contraddizioni sociali e civili che stiamo vivendo. E' uno sguardo alla nostra società filtrato attraverso il genere, è per questo che ho voluto farlo."
E riguardo le improvvisazioni appena viste? "Cerchiamo di alternare una sceneggiatura di cui sono molto soddisfatto all'estro dei due protagonisti. Giriamo prima lo script e poi li facciamo scatenare. Spesso dalle loro idee peggiori viene fuori materiale comico di qualità. Al cinema funziona quasi sempre in questo modo".
Dopo la pausa pranzo - ricco buffet allestito in una magnifica villa all'interno del parco - si inizia a girare la scena in cui Ferrell si confronta con i tre balordi, cercando di insultarli nonostante la voce tremante e l'espressione totalmente terrorizzata. L'effetto comico è notevole, anche perché come Hart in precedenza anche Will si lascia andare a piccole ma significative variazioni sul testo. In questo momenti traspare tutta la competenza con l'attore ha costruito il suo "tipo fisso" negli anni, sfruttando un physique du rôle d'impressionante efficacia, soprattutto dal vivo. Le riprese vengono fermate per alcuni minuti a causa di un impressionante stormo di gabbiani che vola sopra il set e poi plana nel laghetto adiacente, disturbando l’audio. Mentre Ferrell torna a girare Kevin Hart è libero di scambiare qualche battuta con noi: "Anche se si tratta di una commedia stiamo cercando di interpretare i nostri ruoli al massimo della loro veridicità. Saranno le situazioni e i malintesi a rendere il tutto divertente, è un processo che funziona meglio, più in profondità a mio avviso."



Le ultime riprese rappresentano un problema per Cohen e il resto del cast, poiché si tratta della fuga di Ferrell dai tre bestioni adesso più che adirati con lui. Il parco è in molte parti letteralmente allagato dall'acquazzone del giorno precedente, così alla fine si decide di girare la fuga su un ponticello e lasciare il resto al giorno successivo. Viene adoperata una piccola auto da golf come camera-car, con operatore e assistenti a bordo. Finite anche quelle arriva da noi anche Will Ferrell: "L’idea è quella di prendere in giro molti luoghi comuni riguardo il razzismo strisciante che ancora circola in America. Il gioco dei ruoli tra i nostri personaggi James e Darnell racconta della differenza culturale e soprattutto della diffidenza che certe classi sociali ancora hanno nei confronti della comunità afroamericana."
Questo il racconto di una giornata particolare vissuta a New Orleans, spacciata per Los Angeles, condita dall'estro di due istrioni scatenati quali Will Ferrell e Kevin Hart, che dietro la maschera stavolta sembrano prendersi abbastanza sul serio.



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