Don't Worry: da Robin Williams a Joaquin Phoenix, un progetto ventennale che arriva finalmente al cinema

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Don't Worry: da Robin Williams a Joaquin Phoenix, un progetto ventennale che arriva finalmente al cinema

Don't Worry, storia del fumettista paraplegico John Callahan, portato sullo schermo da Joaquin Phoenix, arriva sui nostri schermi il 29 agosto. Il film di Gus Van Sant ha tuttavia una genesi molto lunga. Il viaggio è iniziato infatti molto prima del 2010, anno in cui lo stesso Callahan è defunto. Potrebbe sorprendere conoscere il nome di chi aveva messo in moto il progetto: Robin Williams.

Williams aveva da poco vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista per Will Hunting - Genio ribelle, diretto proprio da Van Sant. Robin rimase affascinato dall'autobiografia di Callahan, "Don't Worry, He Won't Get Far on Foot" ("Tranquilli, a piedi non andrà da nessuna parte"), tanto da acquisirne nel 1994 i diritti per una trasposizione cinematografica. Traumatizzato dalla sorte toccata al suo amico Christopher Reeve, rimasto paralizzato dopo una caduta da cavallo nel maggio del 1995, Robin avvertì che quel legame profondo che aveva col materiale si andava rafforzando. Dopo Genio Ribelle, Van Sant ricevette da Williams la proposta di adattare il materiale e dirigere il film, e i due continuarono a lavorare sul progetto per tanti anni.

Van Sant aveva già una familiarità con le vignette politicamente scorrette di Callahan: legato a Portland come l'artista, ne leggeva i lavori su uno dei quotidiani locali. Gus ricorda che John era un personaggio noto in città: abitava in un quartiere della classe operaia molto gettonato dai punk, respirando un'atmosfera nella quale il suo aspetto bohemien non sfigurava. Nonostante Van Sant, Williams e Callahan si fossero incontrati più volte, e la sceneggiatura si fosse arricchita di dettagli non presenti nel volume, la produzione del film vero e proprio non ingranò mai, a causa di una certa freddezza degli studios. Il soggetto non sembrava interessante a livello commerciale.

La morte di Robin Williams nell'agosto del 2014 ha cambiato le carte in tavola. Van Sant ci racconta che la voglia di raccontare e raccontarsi di Callahan, spesso anche inventando di sana pianta o potenziando avvenimenti molto meno significativi, combinata alla sregolatezza di Williams, aveva generato un "Callahan alternativo" nelle vecchie stesure. Quando Gus ha deciso di riavviare il progetto, ha cercato una bussola diversa e un approccio più asciutto, scegliendo tra i mille temi che sgorgavano dalla vita e dalle opere di Callahan quello dell'alcolismo. Ed era un tema a dir poco centrale, perché John rimase paralizzato dopo un incidente d'auto, passeggero di un amico col quale si era pesantemente ubriacato.
Phoenix si trova così a dover portare sullo schermo un percorso a metà strada tra immane sofferenza interiore e volontà di sdrammatizzare con un umorismo vulcanico: le due facce dell'esistenza che Williams e Callahan cercarono di conciliare con dolore e forza di volontà.



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