Dogman, Marcello Fonte non vince ai David: "Il premio è mia mamma seduta in platea”

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Dogman, Marcello Fonte non vince ai David: "Il premio è mia mamma seduta in platea”

Non è salito sul palco dei sessantaquattresimi David di Donatello solamente una volta Matteo Garrone, come sa chi ha visto la cerimonia e chi ha letto dei premi assegnati. Per uno dei riconoscimenti più ambiti, quello per la migliore regia, l'autore della nuova versione cinematografica di Pinocchio ha voluto accanto a sé Marcello Fonte, lo straordinario protagonista di Dogman. L'attore nato in Calabria che ha trovato nel cinema la sua famiglia e l'antidoto alla solitudine non ha ricevuto il David come miglior attore protagonista (andato invece ad Alessandro Borghi per Sulla mia pelle), ma, accanto all'uomo che lo ha trasformato in una versione più mite del Canaro della Magliana, sembrava ugualmente raggiante. Della mancata vittoria, la prima dopo il premio per la migliore interpretazione maschile a Cannes, il Nastro d'Argento e l'European Film Award, ha parlato lo stesso Garrone, abbracciando l'omino dai grossi denti e gli occhi nerissimi che continua a guardare alla vita e allo showbitz con fanciullesco stupore. "Marcello ha vinto tutti i premi possibili immaginabili" - ha commentato il regista - "tranne stasera che c’era la mamma". E che tenerezza la mamma! Sembrava un po’ intimidita dalle telecamere a signora Fonte, e da Carlo Conti che è sceso ad abbracciarla, ma sicuramente sarà stata orgogliosa del figlio. E per Marcellino quella presenza era già un'immensa ricompensa, come aveva ribadito poche ore prima ai molti che lo avevano intervistato al Quirinale. Alla platea della cerimonia ha detto, infatti: "L’importante è fare un lavoro bellissimo, il mio premio ce l'ho già, eccolo là".

Se la categoria attori di Dogman è comunque stata celebrata con l'assegnazione del David a Edoardo Pesce, che interpretava il rabbioso Simoncino, il trionfo di Borghi non ha scontentato Marcello Fonte, che applaudiva felice, e forse ha lasciato un po’ d'amaro in bocca giusto a Riccardo Scamarcio, che ha tradito, anche se per pochi secondi, un'espressione, se non scocciata, sicuramente non "euforica". Sulla mia pelle è un film importante, non c'è dubbio, e il suo protagonista si è rivelato sublime, e il suo lavoro sul corpo e sulla voce è stato sorprendente, però non ci sarebbe dispiaciuto vedere il diligente tolettatore di cani stringere fra le mani l'Oscar italiano. Ma l'appassionato di fotografia e di recitazione teatrale che ha fatto la comparsa in Gangs of New York e che si è fatto scattare una foto insieme a DiCaprio da Daniel Day-Lewis ha ancora tante nuove avventure da vivere ((o vedremo nel nuovo film di Francesca Archibugi, Vivere) e noi con lui. Il film che l'ha reso una celebrità si è portato a casa, ieri, nove statuette, come potete leggere da nostro articolo sui premiati dei David di Donatello 2019.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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