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Doctor Sleep: dopo il primo trailer, diamo la parola al regista Mike Flanagan e al produttore Trevor Macy

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Il film tratto dall'omonimo romanzo, sequel di Shining, arriverà nei cinema italiani il 31 ottobre prossimo.

Doctor Sleep: dopo il primo trailer, diamo la parola al regista Mike Flanagan e al produttore Trevor Macy

Il nome di Hector Berlioz e la sua Symphonie Fantastique, potrà dire molto poco alla stragrande maggioranza delle persone, eppure, fategli ascoltare le inconfondibili note del finale,e dirà che questo tema l’ha già sentito.
Che gli ricorda qualcosa.
Quelle note angoscianti, che evocano atmosfere horror, sono indissolubilmente legate a Shining, il capolavoro di Stanley Kubrick del 1980.
Abbiamo riascoltato quelle note mentre scorrevano le immagini sul grande schermo dell’attesissimo trailer di Doctor Sleep, sequel del film, adattato dall’omonimo romanzo di Stephen King.

Abbiamo avuto modo di parlare del trailer appena visionato e del film in uscita nelle sale italiane il 31 ottobre prossimo, con il regista Mike Flanagan e il produttore Trevor Macy.

Hai già adattato Stephen King in passato, ma come è stato il processo per adattare Doctor Sleep?
Mike Flanagan: Ovviamente è stato un processo molto più difficile rispetto a Gerald’s Game, per molti aspetti, in primis per la ricerca del materiale. Gerald’s Game aveva una narrative più semplice, qui siamo dovuti entrare nell’universo di Shining, e non solo del romanzo intendo, ma soprattutto del film di Kubrick. Per cui come prima cosa ci siamo concentrati sul romanzo, con lunghissime conversazioni riguardo a come poter entrare in questo universo che sia King che Kubrick avevano creato.
Trevor Macy: Ci siamo confrontati con due giganti, volevamo essere più che sicuri di avere tutto il rispetto necessario per le visioni di entrambi.

Come lo definireste allora, data la molteplicità delle fonti, un sequel del libro di King o un reboot del film di Kubrick?
MF: (ride) Non abbiamo mai volute pensare a questo, volutamente. Pensare anche solo al sequel di Shining è terrificante, e non rappresenta quello che volevamo fare. Per cui fin dall’inizio non ci siamo identificati con un sequel di nessun tipo. Il nostro approccio è stato, stiamo adattando un romanzo dal titolo Doctor Sleep, ambientato nell’universo cinematografico fondato da Kubrick. Tutto questo, per arrivare a dire che… potrebbe essere entrambe le cose e anche no.

Anche perché hai la tua visione al riguardo, sia rispetto alla sceneggiatura che in generale riguardo al film.
MF: Certamente. Ecco perché a livello di tematiche è molto interessante. La storia è la storia di Dan che da adulto, dopo molti anni dagli eventi di Shining, (e lui stesso è un prodotto di Shining) trova la sua storia, la sua propria avventura. E per quanto sia un prodotto di Shining, incapace di sfuggire ai fantasmi del passato, e a quello che gli è successo da piccolo, [la sua] è una storia con una narrativa autonoma, che si può gustare da sola, senza aver visto né il film originale, né aver letto il libro.

Trevor, quanto è stato importante e fondamentale per te avere il supporto e l’approvazione da entrambe le parti, sia di Stephen King che degli eredi di Kubrick?
TM: Avevamo già instaurato un rapporto di fiducia con Stephen King che teniamo in altissima considerazione, e riuscire ad avere dalla nostra parte la Warner Bros., che con Kubrick ha avuto un rapporto lunghissimo e meraviglioso, ci ha permesso di contattare gli eredi di Kubrick che sono stati la quintessenza della disponibilità. Avere entrambi a sostenerci, e fin dall’inizio, stato davvero importante per noi, sia per gli input che ci hanno dato, sia per il materiale che ci hanno donato.

Parlando del titolo, sia del libro che del film, che rilevanza ha con la storia?
MF: Nel libro, uno dei posti in cui finisce Dan, riprendendosi dalla dipendenza dall’alcool, che aveva afflitto anche suo padre, è un ospizio per malati terminali. Non ha più usato la sua aura da quando era bambino, anche per tutto il dolore causato alla sua famiglia con gli eventi all’Overlook, ma la usa ora, in piccolissimi momenti, nel suo lavoro, per dare conforto ai pazienti che stanno per morire. Lo fa con molta empatia, e si conquista questa reputazione di apparire al capezzale di qualcuno quando il suo tempo sta per terminare. E i colleghi cominciano a chiamarlo Doctor Sleep, perché, letteralmente, mette la gente a dormire. E la genialità di King nel fare questo, risiede nel fatto che il titolo parla direttamente al cuore del film, e cioè, l’aura di Dan da adulto, che usa in un modo completamente opposto e diverso. La cosa che trovo oltremodo interessante è che il soprannome di Dan in Shining è Dark, che veniva dal cartone animato di Bug’s Bunny, ma è anche il nome con il quale lo chiamano i pazienti nel momento in cui arriva il sonno. Cambia il contesto e il motivo. Lo trovo davvero molto bello. Ecco da dove viene il titolo. È tutto su Dan.

Parliamo del casting di Kyliegh Curran per il ruolo di Abra Stone.
Il ruolo di Abra è stato quello più difficile da trovare. Credo che abbiamo fatto provini a circa 900 bambine, e Kyliegh Curran, che alla fine è stata presa, non aveva mai fatto nulla prima.
Si è fatta un video da sola, e l’ha portato. Vive vicino a dove avevamo il nostro ufficio di produzione, lo so che è una di quelle storie che piacciono tanto a Hollywood, perché non si sentono quasi mai, e a volte nemmeno ci credi, ma è andata davvero così. Era una perfetta sconosciuta, e credo sia davvero la vera scoperta del film. Sono stupefatto dalla sua performance, considerando quello che ha dovuto portare in termini di “peso psicologico”. È raro che da filmmaker ti ritrovi a lavorare con un attore bambino e pensi che farà strada, ma su Kyliegh scommetto davvero che diventerà una star. La chimica con Ewan è stata immediata, quella scena che abbiamo messo nel trailer, loro due sulla panchina che parlano di magia, faceva parte del provino fatto insieme.

Nel trailer vediamo alcune tra le immagine più emblematiche di Shining. E anche se so che non possiamo andare troppo nel dettaglio, potete dirci come avete deciso di incorporare alcuni aspetti del film originale?
MF: quello che posso dire rispetto alle immagini che si vedono nel trailer, è che tutte quante tranne una, sono scene che abbiamo girato noi. Abbiamo ricreato i set, abbiamo scelto le attrici, e l’unica scena del trailer che viene dal filmato originale di Kubrick è la scena dell’ascensore con la marea di sangue che travolge il corridoio. Tutto il resto è nostro. Abbiamo messo una cura considerevole, per non parlare del piacere immenso nel farlo, nel ricreare questi ambienti diversi e i personaggi che si aggirano nel suo mondo, più tutti i nuovi elementi.
TM: Quando ho detto prima che gli eredi di Kubrick (Kubrick Estate) sono stati generosi, intendevo dire proprio questo. Ci hanno fornito alcuni dei progetti originali usati nel film, che abbiamo potuto incorporare nel nostro film. MF: Ho avuto questo momento incredibile di sentirmi di nuovo uno studente di cinema, quando abbiamo cominciato a guardare i disegni e i progetti originali per l’Overlook Hotel, come l’aveva inteso Stanley Kubrick, e per me è stato uno dei momenti più straordinari di tutta la mia carriera.

Capisco che ci siano delle aspettative da entrambe le parti, intendo i fan di Kubrick e King, ma per quanto riguarda te e i tuoi fans di Hill House? Come ti poni?
MF: È interessante perché la produzione di questo film è iniziata prima che uscisse Hill House, per cui non avevamo davvero idea di come sarebbe stata accolta. Eravamo nel bel mezzo delle riprese quando l’attività stampa per la serie era in pieno svolgimento, e non abbiamo potuto partecipare a niente, per cui non ho mai avvertito alcuna pressione. Ero davvero consumato dalla tensione che mi veniva dai Kubrick e da King, più di tutto. E questo ha definito praticamente tutto lo scorso anno della mia vita.
Ma sono certamente molto felice che il pubblico abbia amato Hill House. Con Trevor lavoriamo insieme da molto, e finito un progetto iniziamo subito l’altro. Non abbiamo tempo di farci prendere dal panico.
TM: Più che altro, quando si vuole fare quello che vogliamo fare noi, cerchi di non insultare più di tanto Shirley Jackson, (autrice del romanzo Haunting Hill House) Stephen King e Stanley Kubrick, ecco.

Possiamo aspettarci qualche easter eggs in questo film che abbia dei rimandi a Pet Sematary o ad altri film tratti da Stephen King?
MF: Ci sono numerosi easter eggs provenienti dall’universo di Stephen King in questo film, non ho potuto farne a meno, sono un fanatico di King. Non so se si vedrà qualcosa dei film recenti, siamo piuttosto sicuri che Pet Sematary e altri film che stanno là fuori hanno generato il loro momento unicum. Ma leggo King sin da ragazzino, lo rileggo in continuazione, non posso farne a meno. C’è un momento nel film che i fan de La Metà Oscura riconosceranno, e se state attenti e siete fan di King, ci sono tanti riferimenti. Spero che qualcuno sarà in grado di trovarli tutti. Credo che continuerò a metterli anche se non dovessi fare più un film tratto da lui.
TM: Sì, è più divertente però farlo quando hai i diritti.

Da fan del lavoro di Stephen King, come è stato per te arrivare sul set per la prima volta e vedere ricreato quell’ambiente. E perché avete deciso di non ricreare proprio quella scena? Quella che avete citato?
MF: Il set [dell’Overlook] mi ha levato il fiato. La prima volta che l’abbiamo percorso tutto è stato, non so, un’esperienza incredibile. Ti rendi conto che sei familiare con tutto quello che ti circonda, con molte immagini che erano sepolte nella tua testa. Per quanto riguarda la scena dell’ascensore, da fanatici di Shining, avremmo passato mesi solo a cercare di riprodurre almeno la dinamica, cosa per noi impossibile. L’ha fatta lui. Non potevamo ricreare niente di simile. Quello che si vede nel film però non è la scena che sta nel trailer. L’intera sequenza è ancora in lavorazione.
TM: Grazie all’aiuto degli eredi di Kubrick che ci hanno permesso di usare piccoli pezzi di girato come quello, abbiamo fatto sì di poterci connettere al film originale in modo organico.

Il film mostra violenza sui bambini, vi aspettate qualche sorta di divieto ai minori per l’uscita?
TM: Se conosci quello che facciamo, ti renderai conto che quello che non facciamo vedere, è più spaventoso di quello che avviene sullo schermo.
MF: È già stato detto e lo riconfermo, noi ci aspettiamo un divieto ai minori di 17 anni, [R] come successe per Shining (Nota: si riferiscono al sistema americano)

Riguardo ai compositori, quanto direttamente sono riusciti ad immergersi nell’universo musicale di Kubrick?
MF: I compositori sono sempre gli stessi con i quali lavoriamo, i fratelli Newton, e abbiamo passato gli ultimi sei mesi non solo ad ascoltare ogni piccolo estratto musicale di Shining, ma anche tutte le tracce che non sono state usate. Composte ma non usate nel film. Se sei un fan di quel suono unico creato da Kubrick, c’è molto di che farsi piacere questo film. Alcune tracce sono veramente strane sperimentazioni di suoni, combinazioni create da lui, che però non risultavano abbastanza angoscianti per lui. Abbiamo ascoltato due tracce suonate insieme, una sopra l’altra, due tracce composte per momenti diversi del film, suonate una sopra l’altra. Tutto ciò ha contribuito a creare questa atmosfera incredibile del film, dove anche in alcune scene dove non c’è ancora una vera minaccia, non ti senti mai comunque a tuo agio. Cosa che speriamo siamo riusciti a ricreare anche in questo film, per celebrare con onore quello che ha fatto lui.

Si sa che Stephen King non è mai stato un grande fan di Shining. Come lo avete persuaso a lasciarvi adattare Doctor Sleep che ovviamente è parte della storia del film originale di Kubrick?
MF: Stephen King ha odiato il film di Kubrick, non ne era un fan e non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per il film, a tutt’oggi. Quello che disse all’epoca fu che ammirava e rispettava la tecnica nel film, ma che era veramente offeso dai cambiamenti dei personaggi, specialmente di quelli di Wendy e Jack, e della fine. Lo descrisse all’epoca come una bellissima Cadillac senza motore. L’altro lato della medaglia ci dice che Shining è uno dei capolavori di Kubrick e del cinema mondiale. Tutt’ora unico e inarrivabile nel suo genere. E per gli amanti del cinema come me che sono cresciuti studiandone fotogramma per fotogramma, per capire cosa fosse possibile fare nel cinema, è cercare di riconciliare queste due posizioni. È spaventoso, specialmente verso Stephen King che è stato adattato a volte molto bene ma a volte molto molto male, e lui non è di certo timido quando si tratta di esprimere opinioni su come è stato trattato il suo materiale. Il nostro obiettivo era quello di onorare Kubrick e il suo Overlook facendone il nostro lavoro, e quando l’abbiamo spiegato a King, con nostro grande sollievo, Stephen ne è rimasto entusiasta. Ho avuto due momenti di panico totale nella mia carriera, entrambi per questo film. La prima volta, quando abbiamo mandato la sceneggiatura a Stephen King. E ci ha detto che gli piaceva. E la seconda quando abbiamo mandato il film a Stephen e agli eredi di Kubrick. Ma entrambi l’hanno davvero apprezzato, in parte perché le due visioni si sono come fuse per continuare la storia della famiglia Torrance, e questa per me era la cosa principale. In poche parole, per rispondere alla tua domanda brevemente, sì, ero terrorizzato dalla reazione di Stephen King. Ma ora sono veramente felice che entrambi lo abbiano apprezzato.



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